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RITA di DONIZETTI
al RUBINI FESTIVAL
A Romano di Lombardia
torna la rassegna
dedicata al grande tenore
ottocentesco


“Rita” è la versione che circolò in Italia, a partire dal 1876, di un’operina in un atto concepita originariamente su un libretto francese, Deux hommes et une femme. Gaetano Donizetti la realizzò tra il 1839 e il 1841, ma per varie ragioni andò in scena a Parigi solo nel 1860, con un altro titolo francese, “Rita ou le mari battu”, suggerito probabilmente dall’autore del libretto, Gustave Vaëz. Sedici anni dopo la première parigina, l’opera fu tradotta in italiano dall’editore Ricordi, che poi ne aggiornò il testo negli anni Cinquanta del Novecento. “Rita” è quindi il documento della fortuna e della circolazione italiana di Deux hommes et une femme, che Donizetti ideò in francese, progettò di adattare per i teatri italiani, ma non fece in tempo a veder rappresentata.

 

 

A Romano di Lombardia, città natale del leggendario tenore Giovanni Battista Rubini, nato alla fine del Settecento e la cui strepitosa carriera si svolse nella prima metà dell’Ottocento, ha luogo la III edizione del Rubini Festival. Dal 7 aprile, giorno del compleanno del Maestro, al 27 maggio, diversi luoghi della città sita tra Bergamo e Brescia, diventano palcoscenici di altrettante manifestazioni. Protagonista assoluta è l’opera in diverse declinazioni, con appuntamenti in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Donizetti” di Bergamo, con la “Fondazione Donizetti” di Bergamo nella persona del suo Direttore scientifico Paolo Fabbri, con “Laboratorio 10”, e con il Concorso biennale Rubini.
Il One Day Rubini, il 7 aprile, presenta l’opera “Rita”, che va in scena in forma di concerto, nella produzione del Conservatorio di Bergamo

per la direzione d’Orchestra di Roberto Frattini, alle ore 20.30 all’Auditorium “Caterina Merisi” dell’Istituto Superiore “G.B. Rubini”. La vicenda di Rita (Eleonora Boaretto), indomita bisbetica, del marito Peppe (Song Hyunjung) e del primo marito Gaspar (Ezio Passerini), creduto morto in un naufragio, è efficacemente articolata in otto numeri: un’aria per ciascun cantante, tre duetti, un terzetto e il finale. Quando tra i due uomini si accende la rivalità, anziché contendersi la protagonista, puntano entrambi a liberarsene. Perde chi vince, quindi. Voce narrante Pietro Ghislandi. Ne scaturisce un piccolo gioiello, determinato da una scrittura assai duttile, dalla essenziale caratterizzazione dei personaggi, dalla misura con la quale le situazioni restano sempre al di qua del limite del farsesco.
Il Festival prosegue con una serie di proposte, tra venerdì 25 a domenica 27 maggio, tra i quali visite animate di Palazzo Rubini, Uno spettacolo a Palazzo, un concerto lirico presso la chiesa di San Defendente, una giornata di musica diffusa nel centro cittadino. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

C.S.

Prenotazioni Tel. 0363 982344 – 982342
infoconcorsoliricogbrubini@gmail.com

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