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A RENATO BRUSON
IL PREMIO CALLAS 2018

Il “crescendo” del Festival
da Verona a New York
passando per Shanghai


La sala dedicata allo scenografo Casarini dell’Hotel Due Torri a Verona è uno spazio di ampia capienza, rivelatosi appena sufficiente a contenere i molti intervenuti alla consegna del Premio Internazionale Maria Callas 2018 al baritono Renato Bruson. Alla sua quinta edizione infatti, il Premio è diventato un appuntamento irrinunciabile per appassionati e “addetti ai lavori”. Tra il pubblico, un numero significativo di amici illustri come Gianni Zenatello, Maria Chiara, Marica Franchi Maag e Costanza Maag, Francesco Ernani, Rebeka Lokar e molti altri ospiti, più l’intervento in diretta telefonica di Stefania Bonfadelli.
Il Festival Internazionale Scaligero Maria Callas è nato nel 2013 su iniziativa del Maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e presidente della kermesse che si svolge ogni anno tra il 2 dicembre e il 2 agosto, per festeggiare i due compleanni del mitico soprano: il giorno della nascita biologica, avvenuta a New York nel 1923, e quello della nascita artistica, che coincide con il debutto all’Arena di Verona, nel 1947 nel ruolo di Gioconda. Al motto “Happy birthday Maria Callas” si aggiunge ora “crescendo”, una notazione musicale che indica la linea programmatica in ascesa fino al 2023, anno in cui cadrà il Centenario della Divina e si moltiplicheranno le iniziative, anche a respiro internazionale.
L’appuntamento, rilevante per Verona e per l’intero ambiente lirico, negli anni si è arricchito di prestigiose sinergie tra cui la Warner Classics, che permette l’ascolto in esclusiva delle registrazioni della Callas, l’Istituto Luce di Cinecittà che fornisce i contributi video, e il Museo della Radio di Verona che mette a disposizione la collezione di grammofoni e dischi d’epoca. Alla presenza degli assessori dei Comuni patrocinatori, Francesca Briani per Verona e Simona Girolami per Fiuggi, è stato varato “La lirica dell’acqua”, un progetto culturale guidato dal Festival come espressione e dialogo della bellezza e della cultura italiana nel mondo, che comprenderà masterclass, concerti e l’evento del Centenario con la partecipazione di artisti di fama. Questa, ha spiegato Guerini, è nota per essere l’acqua dei Papi, che Michelangelo utilizzò nell’affrescare la Cappella Sistina. In tale ambito, Fiuggi Acqua & Terme – rappresentata dall’amministratore unico della società Carlo Marai – inaugurerà le etichette artistiche di Albano Poli “Lyric signature collections” e riserverà cento bottiglie numerate dedicate, in ogni edizione fino al Centenario con la Collection Gold.
Si sta inoltre perfezionando la collaborazione con la città di Shangai, che ha già confermato per il maggio 2019 l’invito ufficiale rivolto al Festival Callas a prendere parte allo “Shanghai Spring International Music Festival”.
Il pomeriggio è quindi culminato con il riconoscimento alla carriera a un grande artista. Dopo Franco Zeffirelli, Maria Chiara, Rolando Panerai, Gianfranco Cecchele, la scultura bronzea disegnata da Albano Poli è stata consegnata, assieme a un magnum di vino facente parte del progetto “Maria Callas wine collection”, al baritono Renato Bruson, la cui straordinaria carriera ha spiccato il volo nel 1972 alla Scala di Milano; mentre il debutto in Arena risale al 1975 ne “La forza del destino”. «Un’opera – ha detto il premiato – che tutti evitano perfino di pronunciare e invece a me ha portato fortuna».
L’incontro, in compagnia dello stesso Nicola Guerini e del critico musicale Danilo Boaretto, ha consentito di evidenziare le caratteristiche di una voce tra le più importanti del panorama lirico mondiale per oltre cinquant’anni. Dalla tecnica magistrale che tiene conto del belcanto rinnovato nello stile, alle ampie dinamiche, all’acuto generoso, alla presenza scenica … Boaretto ha ricordato che quando Bruson debuttò al Regio di Parma era presente il famoso Rudolf Bing del Metropolitan, che lo portò sul palcoscenico newyorkese nel ’69. Nel corso della carriera, sempre svolta ai massimi vertici, ha rivestito una settantina di ruoli diversi, con quasi tutte le opere di Verdi oltre alle straordinarie incursioni nel repertorio donizettiano. Delle molte doti artistiche, quella che maggiormente caratterizza Bruson è l’interpretazione: egli sa annullare se stesso per diventare davvero personaggio. Non ce n’è uno in particolare cui si senta legato più di altri, ha confessato il baritono, che parte dall’assunto secondo cui gli spettatori si recano a teatro a vedere oltre che sentire. «Io cercavo di mandare a casa il pubblico con la mano sul cuore». Da Maria Callas, ha proseguito a dire Bruson, ha «memorizzato il più possibile quello che ho creduto di capire» e tanto ha appreso da Boris Christoff. «Fondamentale è stata mia moglie, senza di lei non ci sarebbe stata la mia carriera». «Non è vero, se non avesse avuto la sua voce e la sua personalità. Io – ha risposto Tita Tegano, costumista – ho cercato di essere una compagna discreta e di rendere tranquilla la sua esistenza. Quest’anno facciamo cinquant’anni di matrimonio».
Prima del consueto momento conviviale, con assaggi della torta “Divina” e un brindisi ai traguardi raggiunti e al futuro del Festival, è stato reso omaggio al direttore d’orchestra Tullio Serafin, artefice della storica Aida del 1913 e che diresse Maria Callas al debutto nell’anfiteatro veronese. Paolo Fontolan, vice sindaco di Cavarzere, città che diede i natali a Serafin, ha ufficializzato la nascita del Premio internazionale dedicato al Maestro, e ha chiesto a Guerini di assumerne la direzione artistica. Serafin, assieme a Meneghini e Zenatello, mise in relazione New York con Verona. Un gruppo di sognatori che inventarono il miracolo areniano, li ha definiti Guerini che, nel 2023, auspica di celebrare il Centenario compiendo il percorso inverso e portare il Festival da Verona a New York.

Maria Fleurent

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