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FIRENZE
Palazzo Bartolini Salimbeni
DAGLI ANNI ’60 AGLI INIZI DEL XXI SECOLO
Un viaggio straordinario
Dal 26 maggio 2019


Aperta al pubblico il 25 marzo dello scorso anno, la Collezione Casamonti allestita al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, storico edificio di Firenze, capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, si rinnova totalmente. È il rifacimento programmato e annunciato da Roberto Casamonti già al momento dell’apertura al pubblico, con l’obiettivo di presentare e mettere a disposizione dei visitatori il fior fiore dell’ampia collezione personale, raccolta dal noto gallerista fiorentino in quarant’anni di appassionate ricerche.

Nel primo anno di apertura, a essere esposti in palazzo Salimbeni sono stati i capolavori della prima metà del Novecento, accolti con notevolissimo interesse da pubblico e critica. A essere rivelata è ora l’arte della seconda parte del secolo e le proposte si confermano all’altezza delle maggiori istituzioni museali attive in questo ambito.
L’elenco degli artisti qui presenti è da manuale. Volendo individuarli per movimenti, si inizia con l’Arte Povera da Penone, Ceroli, Zorio, Merz, Pistoletto, Kounellis, Gilardi, Boetti, Calzolari fino ad arrivare a Pascali. Mentre Biasi, Colombo e Bury testimoniano l’Arte Cinetica o Programmata. Agnetti e Paolini, l’Arte Concettuale.

Per il Nouveau Réalisme la scelta è caduta su Cesar, Arman, Spoerri, Klein, Hains, Christo, mentre Nam June Paik e Chiari testimoniano il movimento Fluxus. Poi la cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Mambor e Lombardo; la Land Art con Long e Christo; il New Dada con Rauschenberg e Dine.
Gilbert&George, Ontani, Marina Abramovič, Vanessa Beecroft interpretano la Body Art, opere affiancate dal video di Bill Viola; mentre in riferimento alla Pop e Graffiti Art sono presenti Andy Warhol, Keith Haring e Basquiat.
Il movimento della Transavanguardia è documentato da Paladino, Clemente, De Maria e Chia.

Con loro, la Collezione propone una sequenza non meno spettacolare di altri interpreti: da Melotti, Pomodoro, De Dominicis, Parmiggiani, Adami, Marca-relli, Uncini, Cattelan, Isgrò. Tra i grandi dell’arte internazionale ricordiamo opere di: Mirò, Tàpies, Uecker, Kiefer, Kapoor, Cragg.
Il livello che connota la Collezione è sempre e comunque personale. Roberto Casamonti nel proporre questa sua seconda finestra sull’arte, così come è stato per la prima parte, non si è posto un obiettivo museale, di precisa e completa documentazione storico-artistica, obiettivo per altro impossibile. Ha scelto, selezionato, individuato, artisti e opere di suo personale interesse.

A essere qui proposta è una sorta di storia dell’arte del secondo Novecento “secondo Casamonti”, in cui il collezionista racconta i suoi personali gusti e valori, questa specificità garantisce alla Collezione un valore aggiunto. Trattandosi di un collezionista di tale livello e competenza, questa “discrezionalità” di scelta, diventa realmente un valore. Nel racconto di mezzo secolo d’arte, essa ci riconduce a visioni e passioni, storie e amicizie che hanno tracciato la lunga storia del gallerista.
A cura di Bruno Corà; direttore Sonia Zampini.

C.S.
Fonte: Studio Esseci

DAGLI ANNI ’60 AGLI INIZI DEL XXI SECOLO
dal 26 maggio 2019

Palazzo Bartolini Salimbeni
Piazza Santa Trinita 1, 50123 Firenze
tel. 055.602030
prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com
info@collezionerobertocasamonti.com

www.collezionecasamonti.com

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