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OROPA (Bi)
Incendio alla cappella dei lumini: grazie a quanti hanno scongiurato il disastro



Domenica 30 giugno 2019, alle ore 19.30 circa, dopo che la “cappella dei lumini” era stata chiusa al pubblico come avviene ogni sera, all’interno di questa si è sviluppato un focolaio che dapprima ha coinvolto i piccoli lumini in plastica già accesi sulle apposite strutture in ferro, per poi raggiungere gli scatoloni delle riserve degli stessi, sviluppando così un vero e proprio incendio che ha coinvolto tutto l’ambiente.

Alle ore 19.50 due pellegrini di Cossato che hanno avvistato il fumo e i bagliori hanno dato l’allarme permettendo al personale del Santuario di intervenire con tempestività avvisando i Vigili del Fuoco. In attesa dei Vigili lo stesso pellegrino che aveva dato l’allarme e due dipendenti delle Funivie di Oropa hanno attivato il sistema antincendio montando i manicotti e le lance riuscendo così a domare il fuoco dalla finestra e a spegnerlo definitivamente. I vigili del Fuoco hanno poi messo in sicurezza tutti gli ambienti interessati dall’incendio e quelli attigui e con i Carabinieri hanno dato le disposizioni di sicurezza a cui attenersi.

Il Rettore, gli Amministratori, e tutto il Santuario vogliono manifestare la loro gratitudine a tutti coloro che in quei momenti drammatici sono intervenuti per scongiurare il possibile disastro.  “In modo particolare la nostra gratitudine va ad Alexander Zoccola, che ha dato l’allarme, e ai dipendenti delle Funivie Oropa Andrea Pollono e Franco Baccaro che, intervenendo prontamente, sono stati i veri eroi della serata. Un grazie ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri e al personale del Santuario stesso”. Don Michele Berchi, Rettore del Santuario.

In queste ore, in attesa delle perizie tecniche necessarie per poter ripristinare l’uso degli ambienti interessati dall’incendio, stiamo cercando soluzioni a brevissimo termine per permettere ai pellegrini di ritornare a compiere quel gesto di devozione che, esprimendo supplica e ringraziamento, è tra le espressioni più semplici e profonde di affetto e fiducia nei confronti della Madonna di Oropa.

È uno dei più rilevanti progetti di recupero ambientale di un bene Patrimonio Unesco quello che è stato presentato sabato 8 giugno 2019 a Biella, in Palazzo Gromo Losa, e che troverà concreta attuazione nei prossimi tre anni.
Il progetto, stimolato dal Garden Club di Biella insieme con l’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte ed il Santuario di Oropa, ha l’obiettivo di riqualificare l’intero percorso del Sacro Monte, il più alto dei sette del Piemonte e, per molti versi, il più misticamente suggestivo.
Le dodici Cappelle, popolate da centinaia di statue di terracotta policroma a grandezza naturale, sono dedicate alla storia della vita di Maria, evidenzia Elena De Filippis, Direttore dell’Ente Sacri Monti del Piemonte.
Costruito tra il 1620 e il 1720 circa, il Sacro Monte conobbe il proprio sviluppo architettonico nello stesso periodo in cui il Santuario era in massima espansione. I fratelli D’Enrico, Giovanni e Melchiorre, con Francesco Auregio ed i Galliari furono tra i grandi artisti che lavorarono al Sacro Monte, curandone gli aspetti scultorei e pittorici, contribuendo a fare di questo complesso architettonico un percorso di fede che si sviluppa attraverso un vero e proprio paesaggio sacralizzato. È un semplice percorso che si dipana a zig zag sul pendio erboso, a condurre il visitatore di Cappella in Cappella, sino a raggiungere l’ingresso del monumentale Santuario della Madonna di Oropa, uno dei più frequentati centri di culto mariano in Europa.

Quel percorso che, in origine, prevedeva un perfetto equilibrio tra i manufatti a l’ambiente, si inerpica da quota 1200 metri, in un paesaggio alpino di straordinaria bellezza.
Quel mirabile equilibrio oggi non è più evidente. Nell’area sommitale il bosco ha preso il sopravvento, con alberi di grandi dimensioni, fitti e preponderanti, che avvolgono le ultime Cappelle, scardinando così il progetto originale che prevedeva una precisa sintesi tra il verdeggiare dei prati, dove è tutt’ora comune transitare tra pecore e mucche al pascolo, e il bianco delle murature. A essere intercettata dagli alberi troppo incombenti è anche la luce naturale che non riesce più ad illuminare, secondo il preciso, suggestivo gioco luministico originario, gli interni popolati dai personaggi. I Sacri Monti sono, lo aveva già scritto Giovanni Testori, dei meravigliosi “teatri montani”, e, come in tutti i teatri, la luce ha un ruolo assolutamente fondamentale.
Inoltre lo sviluppo abnorme delle radici crea inciampo e alberi così incontrollati possono rappresentare un pericolo non trascurabile per la stessa sopravvivenza e integrità dei preziosi manufatti che appaiono oggi assediati dalla vegetazione.
Per questo, dopo una circostanziata fase di studio e di elaborazione progettuale, il Garden Club di Biella ha proposto la riapertura unitaria del percorso devozionale che dovrà congiungere nuovamente tutto il sistema delle Cappelle partendo dalla prima, dedicata al Martirio di San Fermo e collocata a notevole distanza dal corpo centrale del sito Unesco, fino alla Cappella della Maddalena Penitente e all’antico ingresso al Chiostro antico del Santuario, passando per la sommità del Monte Oretto dove si trova la Cappella dell’Incoronazione di Maria, detta anche del Paradiso, vertice fisico e culturale di tutto il sistema.

Non si tratterà unicamente di un’attività di restauro del percorso in terra battuta e in lastricato dell’antico percorso, ma coinvolgerà anche la sommità del versante meridionale del Monte Oretto, chiarisce la Presidente dell’Ente Sacri Monti architetto Renata Lodari. Le folte chiome degli esemplari arborei ricoprono attualmente questo versante annullando la percezione delle Cappelle delle Nozze di Cana, dell’Assunzione di Maria e dell’Incoronazione, sminuendo così la comprensione dell’intero sistema.
La proposta del progetto di fattibilità tecnico-economica del restauro e riuso del percorso devozionale e della composizione botanica del Sacro Monte di Oropa, redatta dall’architetto Luca Giacomini e presentata all’attenzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola, del Corpo Forestale dello Stato e degli altri enti istituzionali competenti, coinvolgerà questi lotti – anticipa la Presidente Lodari – in un’attività di diradamento onde tornare a percepire il dialogo tra i fabbricati delle ultime tre Cappelle con il resto del contesto, architettonico e paesaggistico. In un arco temporale stimato di circa tre anni, iterrazzamenti del vivaio dismesso saranno convertiti in spazi aperti e pianeggianti per consentire la sosta dei pellegrini e visitatori che, da questa altezza, potranno godere di un’ampia percezione che dal pascolo e dalle Cappelle sottostanti si allarga a tutta la piana del biellese antistante fino ad abbracciare, nelle mattine più terse, il lontano arco alpino delle Alpi Marittime.
A completamento di questo intervento saranno inseriti nuovi esemplari arborei collocati in prossimità delle aree ove, al tempo dei primi interventi di realizzazione degli ambienti del Sacro Monte a partire dal 1624, si previde la realizzazione di Cappelle che non trovarono compimento o non furono realizzate.

C.S.M.
Fonte: Studio Esseci

Info:
Linda Angeli: 3939116705
linda.angeli@santuariodioropa.it

www.santuariodioropa.it

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