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VENEZIA
Palazzo Ducale
Il Tintoretto di David Bowie


Il capolavoro di Tintoretto, appartenuto alla grande rockstar David Bowie, fa il suo ingresso nel Palazzo dei Dogi, a pochi metri dal luogo ove era conservato in origine: l’antica Chiesa di San Geminiamo, in Piazza San Marco, progettata  da Sansovino e distrutta da Napoleone nel 1807, per far spazio a un palazzo reale. Commissionato a Tintoretto dalla Scuola di Santa Caterina e realizzato negli anni sessanta del Cinquecento, “L’angelo annuncia il martirio a Santa Caterina di Alessandria“, conosciuto come “Il Tintoretto di David Bowie”, torna dopo 200 anni a Venezia. Era entrato nella collezione del cantante, appassionato d’arte e grande estimatore di Tintoretto, intorno agli anni Ottanta. Acquistato nel 2016 da un collezionista privato, il dipinto torna nella “sua” città – dopo essere stato sottoposto a indagini accurate che hanno rivelato il disegno integrale sottostante – insieme ad un altro capolavoro straordinario di Tiziano, il ritratto della sua amante, concesso dal medesimo collezionista alla mostra Da Tiziano a Rubens. Un’opera quest’ultima – intitolata “Ritratto di gentildonna con figlia ” – dal fascino potente, intimamente legata al grande artista veneziano che l’aveva conservata nella propria casa-studio fino alla morte e con una storia incredibile di passaggi e di salvezza dalla furia nazista; un’opera che ha rivelato al mondo il suo vero e originale soggetto volutamente nascosto – l’amante di Tiziano, Milia e l’amata figlia Emilia – solo dopo un eccezionale restauro e studi approfonditi, a distanza di oltre quattro secoli e mezzo.

Andrea Avezzù Photography

In occasione della mostra Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con Flemish Community, la Città di Anversa e Visit Flanders, gli spettacolari appartamenti del doge vengono trasformati in una ricca constkamer; nelle stanze saranno esposte meravigliose opere d’arte che rappresentano la ricchezza delle collezioni fiamminghe. Tra i dipinti esposti, si possono ammirare capolavori di artisti quali Tiziano, Maerten de Vos, Pieter Paul Rubens e Antoon van Dyck. Un’opportunità unica per ammirare uno degli insiemi più raffinati di opere d’arte italiane e fiamminghe. In occasione della mostra, torneranno alla Serenissima tre dipinti iconici della pittura veneziana:Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da papa Alessandro VI, di Tiziano; Ritratto di una dama e di sua figlia, riconosciuto come Milia ed Emilia, di Tiziano; Angelo annuncia il martirio a santa Caterina d’Alessandria, la pala d’altare della chiesa di San Geminiano, oggi distrutta, che la stampa mondiale ha rinominato “il Tintoretto di David Bowie”.

Andrea Avezzù Photography

IL TINTORETTO DI DAVID BOWIE E LA CHIESA PERDUTA DI SAN GEMINIANO
Il dipinto di Tintoretto Angelo annuncia il martirio a santa Caterina d’Alessandria fu commissionato dalla Scuola di Santa Caterina negli anni sessanta del Cinquecento per la chiesa di San Geminiano in Piazza San Marco e rimase al suo interno fino al 1807, quando Napoleone fece demolire l’edificio. John Julius Norwich nell’introduzione a uno dei due cataloghi della mostra la descrive così: «una piccola chiesa, vagamente palladiana, situata al centro del lato ovest della Piazza, direttamente di fronte alla grande Basilica. La facciata era composta da un rosone posto sopra il portale d’ingresso e, subito sopra, un leone di san Marco, il tutto coronato da un modesto frontone triangolare. Niente di eccezionale per gli standard veneziani, magli interni erano tutta un ̓altra storia. Non vi erano molte chiese, nemmeno a Venezia, che potessero competere con due pale d ̓altare realizzate rispettivamente da Giovanni Bellini e da Tintoretto e con una coppia di ante d ̓organo ad opera di Veronese».

La pala di santa Caterina del “pittore ribelle” Tintoretto fu uno degli ultimi dipinti acquistati dalla rock star inglese David Bowie. Bowie era un fan sfegatato di Tintoretto – che Vasari definì “il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura” – tanto da chiamare la sua etichetta discografica “Tintoretto Music”. Anche Pieter Paul Rubens e Antoon van Dyck – altri due importanti artisti in mostra a Palazzo Ducale – possedevano nelle loro collezioni private delle opere di Tintoretto. Van Dyck disegnò un bozzetto della pala di santa Caterina durante il suo soggiorno in Italia (1621-1627) contenuta nel suo Italian Sketchbook, oggi al British Museum di Londra.

BENTORNATE A VENEZIA, MILIA ED EMILIA!
Ritratto di una dama e di sua figlia fu realizzato da Tiziano all’inizio del 1550 e fu lasciato incompiuto. Dopo la morte del maestro, avvenuta nel 1576, la pecora nera della famiglia Vecellio, il figlio di Tiziano Pomponio, fece ridipingere il soggetto trasformandolo in Tobiolo e l’angelo. Un dipinto religioso aveva infatti molte più probabilità di essere venduto rispetto al ritratto di due modelle anonime. Nel 1581 Pomponio vendette lo studio del padre, e con esso il dipinto, a Cristoforo Barbarigo; il quadro restò all’interno del famoso Palazzo Barbarigo della Terrazza sul Canal Grande fino al 1850, quando fu acquisito dallo zar Nicola I assieme a una serie di altri dipinti di Tiziano. Successivamente gran parte della collezione dello zar fu venduta e finì dispersa, e tra i quadri di cui si persero le tracce vi fu anche Tobiolo e l’angelo. Il dipinto riapparve negli anni venti del secolo scorso, quando fu acquistato dal mercante d’arte francese René Gimpel. Prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1939, quest’ultimo nascose la sua collezione a Londra, non rivelando a nessuno la posizione del nascondiglio. Gimpel fu poi arrestato dai nazisti e morì in un campo di concentramento in Germania. Solo dopo una lunga ricerca i figli riuscirono a ritrovare le opere, che erano miracolosamente sopravvissute ai bombardamenti e tra le quali si trovava anche il dipinto di Tiziano. Nel 1948 Jean Gimpel commissionò un esame tecnico al rinomato Courtauld Institute of Art di Londra. Grazie una fotografia a raggi X fu rivelato un ritratto sottostante di una giovane che guardava teneramente la madre. Il restauratore Alec Cobbe, assieme a un team di storici dell’arte e di scienziati, si avventurò in una grandissima campagna di restauro e, dopo quasi vent’anni passati a rimuovere lo strato di pittura sovrastante millimetro dopo millimetro, il ritratto che era rimasto celato per secoli fu riportato alla luce. Ben van Beneden: Il dipinto incompiuto Ritratto di una dama e di sua figlia è uno dei capolavori di Tiziano. La tenera rappresentazione della relazione tra una madre e una figlia, evidente dallo sguardo che la ragazzina rivolge alla madre, semplicemente non ha eguali.
Nel 2003 il dipinto fu presentato al mondo durante un’importante retrospettiva su Tiziano organizzata dal Museo del Prado di Madrid. Circa dieci anni dopo, il Ritratto di una dama e di sua figlia è stato uno dei protagonisti della mostra inaugurale del MET Breuer (Metropolitan Museum of Art, New York) Unfinished –Thoughts Left Visible, che si concentrava sull’interesse corrente per i dipinti incompiuti. Dopo la mostra, il quadro di Tiziano rimase esposto in prestito al Rubenshuis di Anversa e oggi, dopo quasi cinquecento anni, il tenero ritratto di Tiziano raffigurante la sua amante e sua figlia ritorna a casa, a Venezia.

C.S.
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