Vai a…
RSS Feed

SALERNO
Palazzo Fruscione
STARDUST
BOWIE BY SUKITA

In mostra
il rapporto tra l’icona pop
e il maestro
della fotografia giapponese
In concomitanza
Life on Mars
racconti del contemporaneo

4 Gennaio ~ 27 Febbraio 2020


Una retrospettiva dedicata al quarantennale rapporto professionale e personale tra David Bowie, una delle più importanti icone della cultura popolare contemporanea, e il maestro della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, probabilmente il più importante fotografo col quale David Bowie abbia mai lavorato. La mostra “Stardust Bowie by Sukita” sarà aperta al pubblico, presso gli spazi di Palazzo Fruscione, dal 4 gennaio al 27 febbraio 2020. L’evento è promosso con il patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell’Università di Salerno.

LA MOSTRA
La mostra, organizzata da Associazione Culturale Tempi Moderni, con la collaborazione della SCABEC Regione Campania per le attività di promozione e comunicazione, e curata da ONO arte contemporanea, si compone di oltre 100 fotografie, alcune delle quali esposte in anteprima nazionale, e ripercorre il sodalizio durato oltre quarant’anni tra la leggenda del pop e uno dei maestri della fotografia rock. Il rapporto di collaborazione tra Bowie e Sukita nasce nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex e, sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, decide di andare a un suo concerto perché irresistibilmente attratto dal manifesto che lo promuoveva e raffigurava Bowie con una gamba alzata, su sfondo nero. Di quel momento Sukita ricorda: «Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente… Bowie era diverso dalle altre rock star, aveva qualcosa di speciale che dovevo assolutamente catturare con la mia macchina fotografica».

Sukita riuscì a incontrare Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist Yasuko Takahashi, pioniera di questo mestiere in Giappone nonché mente dietro alle prime sfilate di londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che disegnò i costumi di scena di Bowie durante il periodo di Ziggy Stardust, ritratti anche nelle foto in mostra. La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita, all’epoca composto per lo più da campagne pubblicitarie e fotografia di moda, all’allora manager di Bowie che gli accordò uno shooting. Bowie rimase folgorato dallo stile di Sukita e, sebbene il servizio procedesse nel completo silenzio a causa della barriera linguistica, tra i due scattò qualcosa, un comune sentire basato sulla continua ricerca artistica che portò alla nascita di una relazione professionale e umana tra i due che sarebbe durata fino alla scomparsa di Bowie.

Nel 1973 Sukita ritrasse di nuovo Bowie, sia negli Stati Uniti che durante il suo primo tour in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avvenne nel 1977 quando Bowie tornò a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita seguì i due per la conferenza stampa promozionale e i concerti ma durante un day off chiese a Bowie e Iggy Pop di posare per lui in una breve sessione fotografica. In appena due ore, una per ogni artista, Sukita scattò 6 rullini e realizzò anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “Heroes”, uno degli scatti più iconici nella storia della cultura popolare. Fu proprio Bowie infatti a contattare Sukita qualche mese dopo, quando doveva scegliere l’artwork per la copertina del suo nuovo disco, e a chiedere di poter utilizzare una delle immagini di quello shooting, e nello specifico proprio quella indicata dal fotografo come la sua preferita. Durante il corso degli anni Bowie e Sukita lavorarono assieme in quasi tutte le occasioni in cui il primo si trovava in Giappone o in cui il fotografo si trovava negli Stati Uniti, ma ai servizi posati in studio seguirono presto sessioni fotografiche più intime e personali, come ad esempio quella realizzata a Kyoto nel 1980, in quelle che erano giornate di pura vacanza. Il rapporto privato che si era instaurato tra i due, alimentato da un ricco interscambio culturale, ha infatti permesso la nascita di alcuni delle immagini più famose dell’artista britannico ma anche delle fotografie che ne mostrano la natura più vera.

L’ARTISTA
Masayoshi Sukita nasce nel 1938 a Nogata, nella prefettura di Fukuoka, in Giappone. Dopo essersi diplomato al Japan Institute of Photography, studia con Shisui Tanahashi. In seguito, inizia a lavorare per la Daiko Advertising Inc. e, nel 1965, si trasferisce a Tokyo dove si unisce alla Delta Mondo occupandosi principalmente di realizzare servizi fotografici per la moda maschile, per i quali vince svariati premi. Dalla fine degli anni ’60 inizia a sviluppare un grande interesse per le sottoculture e partecipa al Festival di Woodstock nel 1969. Da quel momento inizia a frequentare le diverse scene musicali ed artistiche di città come New York e Londra. Nel 1972 è a Londra per realizzare un servizio a Marc Bolan dei T-Rex ed in quell’occasione riesce ad incontrare per la prima volta David Bowie. Durante il lavoro con Bowie, Sukita immortala anche molti altri artisti tra cui Iggy Pop, Joe Strummer, Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto, B52, Devo, Pil e con collaborazioni anche nel modo del cinema: Jim Jarmusch, Shuji Terayama. I suoi lavori sono stati espositi nei principali musei di tutto il mondo.

TEMPI MODERNI – RACCONTI DEL CONTEMPORANEO
IV EDIZIONE LIFE ON MARS
Durante il periodo dell’esposizione della mostra “Stardust Bowie by Sukita”, Tempi Moderni diventa un grande hub dove cultura e creatività scandiscono la narrazione di saperi e suggestioni attraverso il racconto affidato a parole, suoni e immagini che, partendo dalle tematiche ispirate a David Bowie e al suo infinito universo, indagano le mille sfaccettature del contemporaneo. Il tutto distribuito in tre sezioni: il talk d’autore, i concerti e gli incontri dei venerdì della musica e, infine, la rassegna cinematografica della domenica, dedicata al rapporto tra la musica, l’estetica e l’interpretazione attoriale di David Bowie. La mostra e il cartellone degli eventi sono realizzati da Tempi Moderni con il sostegno della Regione Campania attraverso la SCABEC, società in house per la valorizzazione e la promozione dei beni culturali regionali, con il patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell’Università di Salerno e con il contributo della Fondazione Carisal e di sponsor privati.

SEZIONE TALK – LE PAROLE ILLUMINATE
Dalla guerra fredda agli Hansa Studios, dalle contaminazioni con il cinema a quelle con la moda e le serie tv: chi era David Bowie? E come, la sua figura iconica e leggendaria, è riuscita a lasciare un segno tra moda, letteratura e costumi? I talk de I Racconti del contemporaneo mettono a confronto esperti e appassionati per rileggere, in una chiave sempre più moderna, la storia del Duca Bianco e i frammenti di una lezione che sembra contrassegnata dall’immortalità. Due gli extra, con l’attore Yari Gugliucci e il doppiatore Alberto Angrisano con un focus sulle abilità attoriali e sul potere della voce. Gli incontri sono incentrati sulle tematiche ispirate alla produzione di Bowie nei diversi ambiti in cui ha espresso la propria potenza artistica, ma mirano a muoversi in più direzioni, coinvolgendo il pubblico in una riflessione aperta su quelli che vengono definiti gli immaginari collettivi e sulle influenze che ricevono nel tempo.
8 gennaio. David Bowie e la Guerra Fredda. Il Duca Bianco nella grande narrazione storica. Con Francesco Cacciatore. Conduce Alfonso Amendola
16 gennaio. Vizi e virtù: L’universo alcolico delle star. Eccessi, genio e sregolatezze. Con Marco Ciriello. Conduce Barbara Cangiano.
18 e 19 gennaio. Extra Talk. Masterclass M.A.S. Modern acting system con Yari Gugliucci.
22 gennaio. Ziggy Sturdust, il semidio bisessuale. L’amore e il sesso nel mito. Un viaggio nella sessualità dai greci fino ai giorni nostri. Con Enrico Ariemma. Conduce Stefano Amendola.
23 gennaio. Extra talk. Il potere della voce e i suoi infiniti suoni. Con Antonio Angrisano e Mariangela Damora. Conduce Antonella Valitutti.
29 gennaio. Jareth, il re dei Goblin – Il potere dell’immagine tra cinema e fumetto. Quando l’icona è in carne ed ossa. Con Antonella Fulci. Conduce Mario Tirino.
5 febbraio. David Bowie icona pop. Un racconto sul Duca Bianco nei grandi immaginari del suo tempo. Con Eugenio Capozzi, conduce Vincenzo Del Gaudio.
12 febbraio. Far above the world – Presentazione libro. Protagonisti gli autori Linda Barone e Alfonso Amendola. Conduce Concita De Luca.
20 febbraio. The man who fell to earth – Come ti trasformo Bowie in una serie tv. Serialità e degenerati. Con Amleto De Silva. Conduce Linda Barone.

SEZIONE MUSICA – ALLA CORTE DEL DUCA
Entrare “Alla corte del Duca” è, per l’ascoltatore, un viaggio semantico intorno alla musica di David Bowie. Qui non ci sono le sue maschere. Non c’è la teatralità delle sue performance. Qui abita quella poetica figlia delle sperimentazioni elettroniche, della nudità delle ballate, delle pulsioni jazzistiche, del romanticismo delle melodie. All’interno di tale direzione si muove l’incursione del Trio Malinconico in omaggio all’Uomo delle Stelle, mentre lo storytelling di Carlo Massarini racconta i quindici anni più importanti della carriera di David Bowie, dal ’69 all’84. Infine, il viaggio di ritorno da Londra di Matteo Saggese che racconta la sua carriera con una superband di ospiti tra cui Angela Baraldi, Joe Cang, Phil Palmer e tanti altri anche con un omaggio al Duca Bianco. Non mancano i racconti di ospiti speciali con i loro vinili.
5 gennaio – Mr. Ziggy and the glass spiders in “Being Bowie”.
11 gennaio – Trio Maliconico in “MalinconicoWIE” con Diego de Silva, Stefano Giuliano e Aldo Vigorito.
18 gennaio – “Mi racconto con la musica” Yari Gugliucci con Carlo Pecoraro, Mario Maysse e Andrea Volpe.
23 gennaio – Carla Marciano Quartet.
24 gennaio – Bruno Salicone Piano solo concert, guest Giusi Mitrano.
31 gennaio- “Mi racconto con la musica” Doodah in love with disclan con Carlo Pecoraro.
7 febbraio – Pierpaolo Martino – “Bass Star: a Double-Bass Tribute to David Bowie”
8 febbraio- Pierangelo Mugavero Guitar solo concert.
14 febbraio – Aliante.
21 febbraio – “Mi racconto con la musica” Valeria Saggese e Gianpiero Fortunato “Bowie e gli Altri Mondi vs Progressive & Bowie” con Carlo Pecoraro e Mario Maysse.
26 febbraio – “BO.UI. (72-77)” – Performance tra musica e teatro di e con Rocco Ancarola.“Fuori palazzo”

10 gennaio, ore 21.15 – Teatro Augusteo – Matteo Saggese – Loco Ironico and friends “Come back for David and children” – spettacolo di beneficenza a sostegno di Open Onlus – Associazione Oncologica Pediatrica e Neuroblastoma Onlus (info@openonlus.org – 368.7609253)
17 gennaio, ore 20.30 – Teatro Ghirelli – Carlo Massarini “Bowie to Bowie”. Per informazioni e prenotazioni 349.943 89 58 info@casadelcontemporaneo.it.

SEZIONE CINEMA – STARDUST MEMORIES
Sono tantissime le apparizioni cinematografiche di David Bowie e tutte caratterizzate da una forte potenza, anche quando i registi di turno lo dirigevano per una singola scena. Merito della teatralità dei personaggi fuori dal comune che erano i suoi alter ego, capaci di contrassegnare, con una cifra ben specifica, la modernità. Il suo fascino magnetico lo ha visto tra i primi a strizzare l’occhio all’audiovisivo, realizzando i primi videoclip già a partire dal 1969. Un legame, quello con l’immagine in movimento, che lo accompagnerà per tutta la vita. Per questo, sono stati selezionati alcuni dei film che lo vedono direttamente o indirettamente protagonista, con lo scopo di raccontare, con un’introduzione “d’autore” a un pubblico di appassionati e semplici curiosi, la storia di un mito.
12 gennaio – Velvet Goldmine– di Todd Haynes (1998). Introduce Davide Speranza.
19 gennaio – Basquiat– di Julian Schnabel (1996). Introducono Erminia Pellecchia e Linda Barone.
26 gennaio – Fuoco cammina con me– di David Lynch (1992). Performance di Domenico Ingenito. Introduce Simona Castellano.
2 febbraio – Furyo – di Nagisa Oshima (1983). Performance di Domenico Ingenito. Introducono Barbara Cangiano e Barbara Waschimps.
9 febbraio – Absolute beginners – di Julien Temple (1986). Introduce Piera Carlomagno.
16 febbraio – Le avventure acquatiche di Steve Zissou – di Wes Anderson (2004). Introducono Giorgio Sica e Francesca Salemme.
22 febbraio- Miriam si sveglia a mezzanotte – di Tony Scott (1983). Presentazione-reading a cura del collettivo Framedada.
Tutti gli appuntamenti a Palazzo Fruscione sono gratuiti. Consigliata la prenotazione al’Info Point del palazzo o alla mail booking@tempimodernieventi.it.

A seguito delle linee guida fissate nel corso dell’odierno incontro presso la Prefettura di Salerno e recependo le direttive del Comune di Salerno sulla cancellazione e/o rinvio di tutti gli eventi e manifestazioni in programma fino a tutta domenica 1 marzo, si comunica che la proiezione del docu-film “Sukita: The Shoot Must Go on” di Hiromi Aihara (2018) in programma questa sera con l’introduzione di Peppe D’Antonio, patron di Linea d’Ombra Festival, ed il finissage di domani sera (venerdì 27 febbraio) alla Sala Pasolini sono rinviati. Sarà cura dell’Associazione Tempi Moderni comunicare le nuove date.
Con la giornata di oggi chiude la mostra 
“Stardust Bowie by Sukita”, organizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni – con il supporto della Regione Campania e Scabec – e da ONO arte contemporanea, con patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell’Università di Salerno, che dallo scorso 5 gennaio ha registrato poco meno di 10 mila presenze a Palazzo, compreso gli eventi. Un successo sia in termini di numeri che di critica. 27 febbraio 2020

C.S.M.
Fonte: Barbara Cangiano

Contributi fotografici © Photo by Sukita 2020 e attinti alla pagina FB della mostra

STARDUST. BOWIE BY SUKITA
4 gennaio – 27 febbraio 2020

Palazzo Fruscione
Vicolo Adelberga 24, Salerno

Info:
Tempi Moderni Associazione Culturale
Via Mercanti 70, 84121 Salerno  
info@tempimodernieventi.com

www.bowiebysukitasalerno.it

Tags: , , ,

Altre storie daArsit Artes

About Maria Fleurent