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BOLOGNA
Luoghi vari in città e dintorni
ART CITY BOLOGNA
ART WEEK

17 ~ 26 Gennaio 2020


L’Art Week che si svolgedal 17 al 26 gennaio 2020 segna l’ottava edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera (24 – 26 gennaio 2020), l’appuntamento di riferimento che apre il calendario artistico annuale italiano. Numerose proposte espositive che inaugurano in occasione di questa settimana dell’arte proseguiranno fino a primavera inoltrata, confermando la vocazione alla progettualità e la vitalità che la città esprime nel contemporaneo.

MAST
Photo Helene Binet

Coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei sotto la guida di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, ART CITY Bologna da sempre riflette la ricchezza e la vivacità espresse nel campo della cultura contemporanea attraverso la messa in rete delle variegate proposte offerte dal sistema di istituzioni pubbliche e organizzazioni private, che in questa città trovano una diffusione particolarmente ampia e consolidata. Anche quest’anno il pubblico di addetti ai lavori, appassionati e curiosi d’arte, cittadini e turisti può immergersi nell’atmosfera di effervescente vitalità che nell’ultimo weekend di gennaio attraversa Bologna in tutte le sue possibili direttrici e vede come catalizzatore policentrico il Main program articolato in un Special project e 22 Main projects tra mostre, installazioni e performance, tutti a ingresso gratuito.

Maria Morganti
Sedimentazione 2018 N. 6

Se la vocazione principale del format rimane quella di comporre un programma rappresentativo delle più varie pratiche artistiche contemporanee in dialogo con i vari spazi e contesti urbani di intervento, nel programma dell’edizione 2020 si possono distinguere alcuni elementi prevalenti: la maggiore partecipazione di artiste rispetto a colleghi uomini; il confronto generazionale fra artisti affermati e artisti emergenti, la cui ricerca viene sostenuta attraverso la produzione di nuovi lavori realizzati per questa occasione; le incursioni della pittura, in affiancamento alla nuova sezione di Arte Fiera che punta l’attenzione sul linguaggio oggi più dibattuto dell’arte contemporanea.
Nella sezione ART CITY Segnala, l’attivazione delle preziose collaborazioni con gli operatori culturali della città si amplia in un ricco palinsesto di un centinaio di eventi, selezionati da una commissione composta dai direttori artistici di ART CITY Bologna e Arte Fiera, oltre a un rappresentante del Dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, disseminati tra gallerie d’arte moderna e contemporanea (sia le associate al circuito Confcommercio ASCOM che le indipendenti), artist run space, spazi no-profit, luoghi non convenzionali, oltre al Cinema Lumière con il consueto palinsesto di proiezioni per indagare le feconde intersezioni tra cinema e arte.
Per agevolare la scoperta dello Special project e dei Main project è disponibile un’applicazione fornita di mappa (accessibile da pc e dispositivi mobili), realizzata grazie al supporto dell’ufficio Open Data del Comune di Bologna. L’applicazione permette di individuare agilmente e scoprire i singoli progetti, organizzati in schede informative con descrizioni ed informazioni di dettaglio, allo scopo di facilitare la pianificazione della visita alle singole sedi.
Sul piano editoriale, viene realizzato e distribuito gratuitamente l’ART CITY Program in formato tabloid, con schede di presentazione di tutti i progetti inclusi nel Main program, le informazioni utili sugli eventi di ART CITY Segnala e una mappa per orientarsi in tutti i luoghi di questa ottava edizione.

Giosetta Fioroni
Autoritratto a nove anni, 1966

Anche per il 2020 la Settimana dell’Arte di Bologna diventa un’opportunità per visitatori italiani e stranieri di scoprire la città, in uno dei momenti di maggiore fermento culturale dell’anno. Dopo l’esordio dello scorso anno, Bologna Welcome ripropone lo speciale di Promenade Art Week, il libretto che raccoglie il meglio della settimana più lunga dell’arte per orientarsi più facilmente nella miriade di eventi e proposte, tra gli special projects, i luoghi fuori porta dedicati all’arte, le mostre i musei e i tradizionali itinerari alla scoperta del capoluogo emiliano. Quest’anno saranno due guide esclusive a orientare i lettori attraverso il calendario e i luoghi degli eventi: Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Simone Menegoi, direttore artistico di Arte Fiera Bologna. Con una nuova copertina disegnata dall’artista Andrea Antinori, Promenade Art Week viene distribuita nei Punti Informativi Bologna Welcome, in numerose sedi di ART CITY Bologna, nei padiglioni di Arte Fiera e negli Hotels.
Infine, non può mancare uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dal pubblico con la ART CITY White Night: sabato 25 gennaio apertura straordinaria fino alle h 24.00 in numerose sedi del circuito ART CITY Bologna, oltre che in gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi.
Per favorire l’accessibilità sono predisposti orari di apertura estesi in tutte le sedi coinvolte e l’ingresso gratuito, in alcuni casi ridotto solo per alcuni eventi di ART CITY Segnala, per i possessori di qualsiasi biglietto Arte Fiera. Inoltre, nel weekend dal 24 al 26 gennaio, il biglietto di Arte Fiera consente l’ingresso gratuito alle collezioni permanenti dell’Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei. Tariffe ridotte e agevolazioni per i possessori di Card Cultura.
Inoltre anche quest’anno è stata creata la Bologna Welcome Card Art Week, ideata nell’ottica di facilitare gli ingressi ai musei, promuovere la cultura e godere del meglio di Bologna con maggiore convenienza.
Per il pubblico dei più giovani, dagli 11 ai 16 anni, il Dipartimento educativo MAMbo propone Walk on art, uno speciale itinerario alla scoperta di alcune delle mostre e delle installazioni più curiose e coinvolgenti tra quelle promosse da ART CITY Bologna. Prenotazione obbligatoria entro le h 13.00 di venerdì 24 gennaio: mamboedu@comune.bologna.it | tel. 051 6496628.

ROMÉO CASTELLUCCI La Vita Nuova
© Stephan Glagla

SPECIAL PROJECT
Progetto speciale di ART CITY Bologna 2020 è un evento performativo di rilievo in ambito nazionale e internazionale: la presentazione in prima nazionale de La vita nuova, l’ultimo lavoro di Romeo Castellucci, regista teatrale, autore, artista visivo, insignito del Leone d’Oro alla carriera per il Teatro dalla Biennale di Venezia nel 2013, della laurea ad honorem in Discipline della Musica e del Teatro da Alma Mater Studiorum Università di Bologna nel 2015, premiato con l’Oscar della lirica 2018-19 (miglior spettacolo, miglior regista e miglior scenografo) per la Salome prodotta dal Festival di Salisburgo.
La performance è visibile venerdì 24 e sabato 25 gennaio 2020 alle h 19.00 e h 21.00, per un totale di quattro repliche, nello spazio del Capannone 4 di DumBO, l’area nata da un progetto di rigenerazione urbana condivisa dell’ex scalo ferroviario Ravone, in via Camillo Casarini 19, che per la prima volta entra nella mappa dei luoghi di ART CITY Bologna.
Lo spettacolo celebra il desiderio radicale di dare vita all’arte per quello che è, ovvero l’umano, traendo ispirazione da Lo spirito dell’Utopia di Ernst Bloch. Il saggio, scritto in piena guerra mondiale tra il 1915 e il 1917 e rivisto in parte nel 1923, è un classico del pensiero filosofico contemporaneo e si muove nella dimensione utopica del pensiero, delineando una “ontologia del non ancora”.
L’ingresso è gratuito, con coupon da ritirare anticipatamente. Per motivi organizzativi, la partecipazione è consentita a un numero limitato di spettatori.

MAIN PROJECTS – Calendario Art Week giorno per giorno

Antoni Muntadas
Mirar Ver Percibir

VENERDÌ 17 GENNAIO
Il punto di partenza è fissato per venerdì 17 gennaio alle h 18.00 con l’inaugurazione a Villa delle Rose di Muntadas. Interconnessioni, prima mostra antologica di Antoni Muntadas in un’istituzione museale italiana, promossa da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna in collaborazione con Artium, Centro-Museo Vasco de Arte Contemporáneo di Vitoria-Gasteiz, Álava, a cura di Cecilia Guida e Lorenzo Balbi, con la partnership di Fondazione Federico Zeri e con il patrocinio di Dipartimento delle Arti Alma Mater Studiorum Università di Bologna. L’allestimento, pensato appositamente per la dimensione “domestica” dell’edificio settecentesco, presenta un’analisi trasversale del lavoro dell’artista spagnolo, dai primi anni Settanta a oggi, stabilendo nuovi campi di significato e relazioni puntuali tra i temi ricorrenti nella sua pratica interdisciplinare: la globalizzazione, il capitalismo transnazionale, la nozione di dispositivo, la relazione pubblico/privato, i rapporti tra monumenti e memoria, le “microfisiche” del potere, l’interrogazione dell’archivio, i processi della traduzione, la circolazione delle informazioni, l’immaginario politico veicolato dai media. Il titolo dell’esposizione si riferisce a una frase dello storico dell’arte e dell’architettura Mark Wigley che definisce l’artista come “una città, piuttosto che una persona, una rete di spazi di scambio che opera per lunghi periodi, piuttosto che un individuo”, evidenziando il carattere di viaggiatore nomade e instancabile networker che ha contraddistinto Muntadas nel corso della sua lunga carriera.

Jimmie Durham Red Cloud, 2008
Foto Carlo Favero Courtesy Marco Ghigi

SABATO 18 GENNAIO
Come appendice in provincia di Bologna, nello Spazio Kappanoun a San Lazzaro di Savena alle h 16.00 apre Un’altra pietra | another stone, personale di Jimmie Durham, vincitore nel 2019 del Leone d’Oro alla carriera per l’Arte conferito dalla Biennale di Venezia. In mostra una selezione di opere provenienti da collezioni private italiane, che pongono in particolare l’accento sul lungo sodalizio dell’artista statunitense con la materia della pietra, avviato quando, detenuto nel carcere di Yokohama in Giappone, fu chiamato a spaccar massi per scontare la sua pena. Nel tentativo di costruire un’altra storia del pensiero, più libera e poetica di quella raccontata dalla storia della civiltà, Durham usa questa materia come atto puro per liberare vitalismo primigenio e suggerire insolite narrazioni.

Ottonella Mocellin who killed bamby? 1997
Courtesy Lia Rumma, Milano

Negli spazi espositivi di via delle Donzelle, alle h 18.00 la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna inaugura la collettiva 3 Body Configurations Claude Cahun VALIE EXPORT Ottonella Mocellin, a cura di Fabiola Naldi e Maura Pozzati. Partendo dal rapporto del corpo dell’artista che agisce nello spazio pubblico e privato, la mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta in Italia un’accurata selezione di opere fotografiche di Claude Cahun (grazie alla collaborazione con Jersey Heritage Collection), una selezione di fotografie di VALIE EXPORT (in collaborazione con Atelier VALIE EXPORT e il Museion di Bolzano) e la riproposizione di un progetto degli anni Novanta di Ottonella Mocellin. Il percorso espositivo approfondisce un ambito della storia dell’arte del Novecento ampiamente caratterizzata dall’uso dei dispositivi extra artistici quali il corpo, la fotografia e la performance attraverso tre testimonianze imprescindibili dei principali movimenti del XX secolo: le Avanguardie Storiche dei primi decenni del Novecento per Cahun, le Neo Avanguardie degli anni Sessanta/Settanta per VALIE EXPORT e le ultime ricerche degli anni Novanta per Mocellin.

Eulalia Valldosera Mothership, 2019
©Eulalia Valldosera

DOMENICA 19 GENNAIO
Alle h 17.00 inaugura l’intervento di Eulalia Valldosera dal titolo Nave Nodriza (in italiano nave ammiraglia), promosso da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Studio Trisorio, a cura di Maura Pozzati. L’installazione, costituita da una grande opera multimediale e un video, è stata pensata appositamente per lo spazio dell’Oratorio di San Filippo Neri, un luogo progettato per il culto, un tema caratteristico della produzione di Valldosera. Questo nuovo lavoro continua la ricerca dell’artista intorno a temi su cui sta riflettendo da tempo: l’acqua intesa come elemento portante della memoria, fonte di vita, sostanza purificante e rigenerante; l’utilizzo di materiali poveri e quotidiani, come la plastica e i contenitori domestici, che riportano a una concezione mariana dell’esistenza ma anche a un’idea ecologica di riduzione degli sprechi, per tornare a un principio più sano di vita personale e collettiva; l’utilizzo delle luci come fonti energetiche, portatrici di forze sottili e naturali che orientano il viaggio dell’uomo sulla terra.

Ann Veronica Janssens
Sansevero 2014
Courtesy Galleria Alfonso Artiaco
Photo Marco Ghidelli

LUNEDÌ 20 GENNAIO
Un’installazione site-specific coinvolge anche la Cappella di Santa Maria dei Carceratia Palazzo Re Enzo, con un intervento di Ann Veronica Janssens promosso da Galleria Studio G7 in collaborazione con Galleria Alfonso Artiaco. Tre specchi circolari creano una visione alternata tra cielo e terra, ribaltando la percezione dello spazio della cappella. L’artista dà forma a uno scambio strategico di riflessi e di luci, rendendo manifeste le molteplici direzioni che lo sguardo può assumere confondendo i dettagli e i naturali percorsi visivi. In dialogo con l’architettura medievale dell’antica nicchia e con la pittura di David Tremlett che ne adorna il soffitto, il gesto di Janssens è leggero e rispettoso dell’ambiente che lo accoglie, eppure abile nel proporre una trasformazione radicale della sua fruizione. Un’azione semplice che racconta il tempo e il suo scorrere tra percorsi possibili e scenari inaspettati.

Alessandro Lupi
Seconds, 2011

Alle h 18.00, nelle aree interne ed esterne allo Spazio Arte, CUBO Museo d’impresa del Gruppo Unipol inaugura quattro grandi installazioni di Alessandro Lupi volte a indagare i paradigmi della visione e della percezione, dello spazio e del tempo. Le opere immersive e coinvolgenti dell’artista diventano una sorta di alter-ego critico della società cui si rivolgono, stimolando il pubblico a compiere un percorso di scoperta e sorpresa, percezione e immaginazione, interazione e contemplazione. Il titolo stesso, ONE, TOO, FREE. Specchi, ombre, visioni, gioca con le parole, sdoppia il loro significato attraverso l’ambiguità del rapporto tra pronuncia e scrittura, evidenziando la ricchezza iconica e semantica delle opere di Lupi, il cui processo creativo si compie attraverso una continua interazione tra elementi opposti, a partire dalla luce, naturale e artificiale, sperimentata nell’arco completo delle sue gradazioni. La curatela è di Ilaria Bignotti con il contributo di Federica Patti per il Public Program della rassegna das.03 dialoghi artistici sperimentali entro cui il progetto espositivo si inquadra.

Sissi ONme, 2015
Photo Alessandro Trapezio

 MARTEDÌ 21 GENNAIO
Dalle h 11.00, è visibile al pubblico Vestimenti, una mostra personale di Sissi a cura di Antonio Grulli. L’artista bolognese presenta un’ampia selezione di sculture-abito, talvolta indossabili, realizzate con i più svariati materiali, attraverso un grande progetto installativo pensato appositamente per lo spazio espositivo diPalazzo Bentivoglio. Sabato 26 gennaio, dalle h 14.30 alle 16.30, una performance permette di sottolineare come queste opere siano legate alla nostra vita di tutti i giorni. Al termine, segue la presentazione dell’omonima pubblicazione bilingue pubblicata da Corraini Edizioni, con testi di Mariuccia Casadio, Antonio Grulli e un dialogo di Sissi con l’artista Christian Holstad.

Antonello Ghezzi
Via libera per volare, 2019

Alle h 17.30, al Museo Davia Bargellini, inaugura Via libera per volare, un progetto del duo bolognese Antonello Ghezzi, con la partecipazione di Luigi Mainolfi, che rende omaggio al grande scrittore e pedagogista Gianni Rodari nel centenario della nascita. Ispirandosi al racconto Il semaforo blu, gli artisti realizzano sette interventi di intensa forza poetica in cui semafori, luci e specchi dialogano con la ricca collezione permanente di arti applicate del museo e l’opera di Luigi Mainolfi Per quelli che volano. Il progetto si completa con altre quattro installazioni visibili esternamente in altrettanti luoghi significativi di Bologna e provincia, in cui iconici semafori che diffondono luce blu annunciano un “via libera per volare”, un’esortazione a sognare (Palazzo d’Accursio – Cortile d’Onore, Aeroporto Guglielmo Marconi – Marconi Lounge, Policlinico Sant’Orsola – Reparto di Pediatria (grazie alla Fondazione Sant’Orsola) e Casa della Conoscenza a Casalecchio di Reno). Curato da Manuela Valentini e Olivia Spatola, in collaborazione con Chiara Belliti, Silvia Evangelisti, Galleria ME Vannucci, il progetto è promosso da Istituzione Bologna Musei | Museo Davia Bargellini in collaborazione con Legati al Filo APS – Festival per l’innovazione sociale.

Donatella Lombardo
Partitura 15 – Di Chiara Anita – Cantu di carritteri , 2016

Dalle h 18.30, lo Spazio mostre temporanee del Museo internazionale e biblioteca dellamusica accoglie Partiture Mute. Note a margine, tappa più recente della lunga ricerca che Donatella Lombardo ha condotto su compositrici vissute in diverse epoche, dal XII al XX secolo, ancora poco note eppure di riconosciuto talento. Su alcuni stralci delle loro partiture l’artista è intervenuta con una personale riscrittura fatta di leggere trame di fili colorati avvolti su spilli e fuselli, interpretandone in chiave spaziale ritmi, cromie, intensità. In questa esecuzione anomala, affidata agli strumenti artigianali del ricamo anziché a quelli musicali, emerge un’alterità sapiente quanto disconosciuta, capace di affermarsi con discrezione nelle stanze del museo, di cui integra il percorso come un puntuale contrappunto storico, valorizzando i contributi di compositrici come, per citarne solo alcune, HiIdegard von Bingen, MaddaIena CasuIana, Francesca Caccini, Barbara Strozzi, IsabeIIa Leonarda, EIisabeth Jacquet de La Guerre, Fanny Hensel, Anna Bon. Curato da Uliana Zanetti, con la consulenza scientifica di Anna Rosa Vannoni (Conservatorio di Musica G.B. Martini di BoIogna), Dario Lo Cicero (Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo) e Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica, l’intervento è promosso da Istituzione Bologna Musei | MAMbo e Museo della Musica, in collaborazione con Galleria Spazio Testoni.
In contemporanea, alle h 18.30, nel Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschiapre al pubblico la collettiva Le realtà ordinarie con opere di Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Maureen Gallace, Andrew Grassie, Clive Hodgson, Maria Morganti, Carol Rhodes, Salvo, Michele Tocca, Patricia Treib, Phoebe Unwin e Rezi van Lankveld. L’indagine espositiva, promossa da Banca di Bologna con la curatela di Davide Ferri, si focalizza su alcuni aspetti della figurazione del nostro tempo. A partire da un’idea di rappresentazione dell’ordinario in pittura, il progetto prova a tracciare i contorni di un territorio poroso e potenzialmente molto ampio: all’interno vi sono inclusi quadri di genere (o ambigui, frammentari tentativi di aderire al quadro di genere), e dipinti più ibridi, quando non proprio astratti, che partono da piccole epifanie, dall’osservazione di fenomeni e accadimenti minimi e quotidiani.

Francesca Ferreri
Gaussiana, 2019

MERCOLEDÌ 22 GENNAIO
Nella sala centrale di Casa Morandi, mercoledì 22 gennaio alle h 17.00 inaugura Gaussiana, un progetto monografico di Francesca Ferreri, a cura di Lorenzo Balbi. Il lavoro, inserito nel solco di una ricerca più ampia condotta dall’artista, cerca nell’intreccio tra restauro e algoritmi matematici spunti poetici per un approccio scultoreo che si pone, sullo sfondo, il problema dell’incognita. I tre elementi della scultura, che prendono vita lungo un asse longitudinale, nonostante la linearità e la struttura modulare, mostrano evidenti sconfinamenti nell’organico: la leggera carta che essi sorreggono – punteggiata di scritture asemiche, a metà fra espressioni matematiche e notazioni coreografiche – suggerisce, pur nella sua esilità, il senso dell’opera.

Nicola Toffolini
Dalla serie Erosione, 2019

Alle h 18.00 inaugura Un perenne stato del presente fossile, un progetto dell’artista, performer e designer Nicola Toffolini dedicato alle collezioni universitarie del Museo di Palazzo Poggi, con due opere installative e una serie di disegni in dialogo con il fondo storico della Biblioteca dell’Istituto delle Scienze. La mostra, curata da Lorenzo Balbi, è promossa da MAMbo in collaborazione con SMA – Sistema di Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Non oggetti, non sculture, le installazioni sono concepite come “opere-dispositivo” dischiuse dall’apertura di quattro ante che svelano la pittura racchiusa al loro interno: un altrove inafferrabile, generato da pennellature e stratificazioni di colore, dove l’uomo è ormai superfluo. Congegni semiotici capaci di sintetizzare la complessità del reale attraverso crasi formali inconsuete, anche i disegni in mostra dialogano con uno spazio e un tempo altro, in cui giganteschi moloch ci osservano, in contrasto formale e cromatico con l’arido paesaggio disegnativo che li accoglie. L’opening è accompagnato da un intervento performativo di Eva Geatti, ideatrice con Toffolini di COSMESI, gruppo di ricerca teatrale fondato nel 2011 con l’idea di partire dallo spazio come architettura autonoma da costruire e agire.

Ragnar Kjartansson Bonjour, 2015
Photo Justine Emard
Courtesy l’artista, Luhring Augustine, New York e i8 Gallery, Reykjavik

Alle h 19.00 seguono in contemporanea tre aperture nella sede di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Nella Sala delle Ciminiere la collettiva AGAINandAGAINandAGAINand, a cura di Lorenzo Balbi con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì, esplora il tema della ripetizione nella società di oggi, analizzandolo attraverso la ricerca di alcuni tra i più noti artisti contemporanei provenienti da differenti parti del mondo: Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner e Apichatpong Weerasethakul. Il progetto espositivo si sviluppa seguendo diversi approcci: uno sociologico, che guarda all’impatto delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi di organizzazione del lavoro sulla vita psicologica e fisica dell’essere umano; uno filosofico e religioso, che prende ispirazione da forme di conoscenza e di credenza basate sull’olismo, sulla reincarnazione e sulla ciclicità temporale e infine uno ecologico, che propone nuovi modelli di produzione e consumo basati su una rinnovata coscienza della cultura rurale.

Claudia Losi Ossi, 2019
Photo Mario Lensi

Al primo piano del museo, viene presentato il progetto di riallestimento della prima sala della collezione permanente intorno a una delle opere più conosciute e ricercate qui esposte: Funerali di Togliatti di Renato Guttuso. Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta, questo il titolo dell’esposizione composta da Uliana Zanetti e Barbara Secci, documenta l’emergere di una giovane generazione di pittori nella Roma degli anni Sessanta, in dialogo con le ricerche artistiche e le posizioni politiche di Guttuso, ritenuto il più autorevole pittore figurativo italiano dell’epoca. In mostra opere di Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Titina Maselli, Mario Schifano, Cesare Tacchi e Giuseppe Uncini.
Gli spazi della collezione MAMbo accolgono inoltre l’installazione Ossi di Claudia Losi, artista italiana dal forte profilo internazionale, che si contraddistingue non solo per la qualità espressiva della propria ricerca, ma anche per l’eterogeneità delle pratiche artistiche e delle tecniche utilizzate, oltre che per le implicazioni poetiche, sociali e paesaggistiche. L’intervento, in collaborazione con il Museo Carlo Zauli e a cura di Matteo Zauli, si pone come nuovo capitolo di un ciclo di lavori su un tema ricorrente: Ossi, ovvero un gruppo di sculture a forma di costole di balena, richiama non solo il mistero profondo e l’aurea mistica che il grande cetaceo porta con sé, ma anche una riflessione profonda su storia e natura e, per deduzione, tra natura e scultura.

Mika Taanila
Tongue , 2017
Courtesy l’artista e Balzer Projects, Ginevra

GIOVEDÌ 23 GENNAIO
Il calendario prosegue alle h 17.00 con l’inaugurazione del progetto Damage|Control, esordio monografico in un’istituzione pubblica italiana per l’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila. Negli spazi del Padiglione de l’Esprit Nouveauè visibile una selezione di lavori incentrati sulla relazione tra uomo, ambiente e tecnologia, in un continuo dialogo tra passato e futuro. La sua ricerca interdisciplinare spazia dall’ambito ecologico alla cibernetica, dalla robotica alle sperimentazioni musicali. Attraverso videoinstallazioni, film, collage e opere fotografiche l’artista indaga le modalità in cui i dispositivi tecnologici hanno ridefinito il mediascape e le modalità della visione. Il progetto, a cura di Lorenza Pignatti, è promosso da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Frame Contemporary Art Finland, Kinotar (Helsinki), Testifilmi (Helsinki), Associazione Culturale Stòff e con il patrocinio di Ambasciata di Finlandia a Roma.

Riccardo Benassi
Morestalgia, 2019

Dopo una serie di tappe internazionali, alle h 20.30 debutta in Italia, nello spazio sotterraneo della Hall Alta Velocità della Stazione ferroviaria Bologna Centrale, Morestalgia, installazione di Riccardo Benassi a cura di Xing/Live Arts Week IX, realizzata grazie al sostegno di Italian Council (5° edizione 2019), in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane e Grandi Stazioni Retail. Il progetto nasce da un lavoro di ricerca teorica sul sentimento della nostalgia e sulle sue implicazioni sociali alla luce dell’ingresso di internet nelle nostre vite. Morestalgia è un ambiente che si compone di testo, suono e oggetti con, come cuore pulsante, uno schermo led penetrabile dal corpo umano. In forma di tecno-tenda, l’opera multimediale e polisensoriale affronta il tema del display nel contesto abitativo, urbanistico, infrastrutturale e comportamentale, partendo da un’analisi che pone al centro il soggetto e le sue interrelazioni. A Bologna, l’installazione è aperta a passeggeri e visitatori fino al 27 gennaio come anticipazione di Live Arts Week IX, appuntamento tra arte e liveness.

Silvia Camporesi
Circular View, 2018

VENERDÌ 24 GENNAIO
Dalle h 10.00, lo Spazio Carbonesi ospita Circular View, un progetto fotografico di Silvia Camporesi commissionato da Gruppo Hera. La mostra, promossa da Hera S.p.A. e curata da Carlo Sala, racconta l’evoluzione mensile dei lavori di costruzione dell’impianto di biometano a Sant’Agata Bolognese, cogliendo le peculiarità architettoniche degli edifici. Per dodici mesi l’artista ha visitato regolarmente l’impianto, documentando la progressiva evoluzione e i cambiamenti della complessa struttura che, a partire dai rifiuti urbani, ha l’obiettivo di produrre combustibile rinnovabile. Le immagini in mostra propongono un intreccio tra la visione prettamente documentale e la dimensione poetica e suggestiva del luogo.

Concetto Pozzati Ciclo Ciao Roberta
Photo Vittorio Valentini

Con una serie di appuntamenti in replica fino a domenica 26 gennaio, Io sono un pittore, la visita allo studio di Concetto Pozzati con performance di Angela Malfitano (regia) e Massimo Scola (attore), assistenza alla regia di Giuseppe Attanasio, apre per la prima volta al pubblico lo spazio privato del grande artista bolognese scomparso nel 2017. In questo luogo di intimità, in cui Pozzati, oltre a dipingere, custodiva la sua biblioteca e le sue opere e accoglieva amici, artisti, galleristi, si ritrova un luogo di attesa e di silenzio, in cui far risuonare la voce del pittore in una galleria di opere e fotografie esposte appositamente per questa occasione. Nel tempo sospeso di questo luogo “guardaroba di affetti” e di arte, un attore in scena dichiara di essere l’Artista/Pittore accompagnando il pubblico alla scoperta di alcune delle sue opere più conosciute. L’evento, promosso dalle Associazioni culturali Tra un tratto e l’altro e Teatri di Serendip, in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, rientra nell’ampio progetto in corso Inventario Pozzati – per un omaggio della città di Bologna all’artista Concetto Pozzati a cura di Elena Di Gioia. L’ingresso è gratuito, su prenotazione obbligatoria. Per motivi organizzativi, la partecipazione è consentita a un numero limitato di spettatori. Prenotazione obbligatoria: inventariopozzati@gmail.com | tel. 392 1696262 Sito web: traunattoelaltro.wordpress.com

Silvia Costa
Sono dentro. l’essere ciò che è chiuso in un tratto

La Biblioteca Italiana delle Donne/Centro delle Donne diBologna presenta la ricerca artistica della regista e performer Silvia Costa con Sono dentro. L’essere ciò che è chiuso in un tratto, progetto che si compone di una mostra di disegni e un processo di creazione quotidiano aperto, promosso con il supporto di Xing. Per la prima volta in Italia l’artista espone i disegni realizzati nell’arco degli ultimi dieci anni come pratica, quasi un rituale, eseguita durante le ore notturne. In una sorta di identità amplificata, le opere trattengono in un tratto lineare e sintetico le memorie di esperienze vissute, di sensazioni attraversate, di incontri avvenuti attraverso figure umane, senza tratti precisi, senza occhi né orecchie, senza sesso. Durante il giorno è possibile visitare la mostra e dialogare con l’artista per consegnarle una frase, su cui lavorerà nelle ore notturne per trasformarle in nuovi disegni che vivranno così degli incontri e passaggi sul luogo.

SABATO 25 GENNAIO
Dal 25 gennaio presso MAST è visibile il nuovo progetto espositivo Uniform into the work/Out of the work curato da Urs Stahel, che comprende una grande mostra collettiva sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi internazionali e un’esposizione monografica di Walead Beshty che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista nel corso della sua carriera.
Il sabato dell’Art Week si conferma inoltre come l’appuntamento più atteso dal pubblico serale. Anche nel 2020 torna l’ART CITY White Night con l’apertura straordinaria fino alle h 24.00 di gran parte delle sedi del circuito ART CITY Bologna, delle gallerie d’arte che accolgono un pubblico numeroso e variegato in un orario inconsueto, senza tralasciare spazi espositivi indipendenti, palazzi storici, locali e negozi.

Valentina Vetturi
Orchestra.Studio#2, 2016
Photo Emmanuelle Bayart

DOMENICA 26 GENNAIO
Anteprima del prossimo ciclo di appuntamenti della rassegna Domenica al Comunale dal 2 febbraio al 17 maggio 2020, il Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna accoglie il progetto performativo di Valentina Vetturi dal titolo Orchestra. Studio #3, dopo due precedenti rappresentazioni a Roma (2012) e Ginevra (2016).
L’artista invita sette direttori d’orchestra professionisti (Alessandro Carrer, Caterina Centofante, Alicia Galli, Bernardo Lo Sterzo, Fabio Sperandio, Simone Valeri, Alissia Venier) a dirigere la stessa partitura, il brano Introduction et allegro. Pour harpe, flûte, clarinette et quatuor composto nel 1905 da Maurice Ravel per sette strumenti (arpa, flauto, clarinetto e un quartetto d’archi). I direttori si fronteggiano disposti in cerchio, mentre il pezzo viene interpretato e tradotto dai gesti, dalle espressioni facciali e dalle tensioni di ognuno di questi sette corpi, in assenza dei musicisti. La performance è continua e si svolge per una durata complessiva di circa tre ore, durante le quali ogni direttore d’orchestra esegue il brano di Maurice Ravel lungo undici minuti. Nel corso dell’azione, l’opera viene quindi ripetuta più e più volte, con una pausa regolare tra ogni singola fine e ogni nuovo inizio, in una sorta di loop asincrono in cui ogni direttore d’orchestra interpreta il tempo a suo modo. Se il primo respiro è comune, nel successivo corso dell’azione, in questa orchestra di direttori, convivono sette differenti dimensioni temporali.

C.S.M.
Fonte: Ufficio Stampa Art City Bologna

ART CITY BOLOGNA – ART WEEK
17 – 26 gennaio 2020

www.artcity.bologna.it | www.artefiera.it

SPECIAL PROJECT

DumBO – Capannone 4 | via Camillo Casarini 19/a
Romeo Castellucci La vita nuova Prima nazionale
24 e 25 gennaio 2020 h 19.00 e 21.00
Partecipazione gratuita a posti limitati
www.artcity.bologna.it

MAIN PROJECTS
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere | via Don Minzoni 14
AGAINandAGAINandAGAINand 
23 gennaio – 3 maggio 2020
Nei soli giorni di Art City ingresso gratuito
www.mambo-bologna.org

Villa delle Rose | via Saragozza 228/230
Antoni Muntadas Muntadas. Interconnessioni
18 gennaio – 22 marzo 2020
Ingresso ordinario
www.mambo-bologna.org/villadellerose/

Padiglione de l’Esprit Nouveau | Piazza della Costituzione 11
Mika Taanila Damage/Control
24 gennaio – 22 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.artcity.bologna.it

Studio privato di Concetto Pozzati | via Zamboni 57
Io sono un pittore Visita allo studio di Concetto Pozzati
24 – 25 – 26 gennaio 2020
Partecipazione gratuita a posti limitati
traunattoelaltro.wordpress.com

Casa Morandi | via Fondazza 36
Francesca Ferreri Gaussiana
23 gennaio – 22 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.mambo-bologna.org/museomorandi

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Collezione permanente | via Don Minzoni 14
Claudia Losi Ossi
Dal 23 gennaio 2020
Nei soli giorni di Art City ingresso gratuito
www.mambo-bologna.org

Museo di Palazzo Poggi | Biblioteca dell’Istituto delle Scienze | via Zamboni 33
Nicola Toffolini Un perenne stato del presente fossile
23 gennaio – 23 febbraio 2020
Nei soli giorni di Art City ingresso gratuito
www.sma.unibo.it/museopoggi

Stazione ferroviaria Bologna Centrale – Hall Alta Velocità (piano -4) | Accesso da Piazza delle Medaglie d’Oro e da Via de’ Carracci (seguire indicazioni per binari 17 e 18)
Riccardo Benassi Morestalgia
24 – 27 gennaio 2020
Ingresso gratuito
www.xing.it

Teatro Comunale di Bologna | Foyer Respighi | Largo Respighi 1
Valentina Vetturi Orchestra. Studio #3
Domenica 26 gennaio 2020 h 11.00
Ingresso gratuito
www.tcbo.it

Museo internazionale e biblioteca della musica | Strada Maggiore 34
Donatella Lombardo Partiture Mute. Note a margine
22 gennaio – 23 febbraio 2020
Nei soli giorni di Art City ingresso gratuito
www.museibologna.it/musica

Museo Davia Bargellini | Strada Maggiore 44
(Altre sedi: Palazzo d’Accursio – Cortile d’Onore | Piazza Maggiore 6
Aeroporto Guglielmo Marconi – Marconi Lounge, Terminal Passeggeri (primo piano) | via Triumvirato 84
Policlinico Sant’Orsola – Reparto di Pediatria | via Giuseppe Massarenti 9
Casa della Conoscenza | via Porrettana 360, Casalecchio di Reno (BO)
Antonello Ghezzi, con la partecipazione di Luigi Mainolfi Via libera per volare
22 gennaio – 1 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.museibologna.it/arteantica

Biblioteca Italiana delle Donne/Centro delle Donne di Bologna | via del Piombo 5/7
Silvia Costa Sono dentro. L’essere ciò che è chiuso in un tratto
24 – 25 – 26 gennaio 2020
Ingresso gratuito
www.bibliotecadelledonne.it

Spazio Carbonesi | via De’ Carbonesi 11
Silvia Camporesi Circular View
24 gennaio – 24 febbraio 2020
Ingresso gratuito
www.gruppohera.it

CUBO Museo d’impresa del Gruppo Unipol | Piazza Vieira de Mello 3 e 5 Alessandro Lupi ONE, TOO, FREE. Specchi, ombre, visioni
21 gennaio – 28 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.cubounipol.it

Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo|Piazza del Nettuno 1
Ann Veronica Janssens Installazione site-specific
20 gennaio – 20 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.artcity.bologna.it

Salone Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi | Piazza Minghetti 4/d
Le realtà ordinarie
22 gennaio – 23 febbraio 2020
Ingresso gratuito
www.contemporary.bancadibologna.it

Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | via delle Donzelle 2
3 Body Configurations. Claude Cahun VALIE EXPORT Ottonella Mocellin
20 gennaio – 18 aprile 2020
Ingresso gratuito
www.fondazionedelmonte.it

Oratorio di San Filippo Neri | via Manzoni 5
Eulalia Valldosera Nave Nodriza
20 – 26 gennaio 2020
Ingresso gratuito
www.oratoriosanfilipponeri.com

Palazzo Bentivoglio | via del Borgo di San Pietro 1
Sissi Vestimenti
21 gennaio – 19 aprile 2020
Ingresso gratuito
www.palazzobentivoglio.org

Spazio Kappanoun | via Lambertini 5, San Lazzaro di Savena (BO)
Jimmie Durham Un’altra pietra | another stone
18 gennaio – 29 marzo 2020
Ingresso gratuito
www.artcity.bologna.it

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Collezione permanente | via Don Minzoni 14
Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta
Dal 23 gennaio 2020
Ingresso ordinario
www.mambo-bologna.org

Fondazione MAST | via Speranza 42
Uniform into the work/Out of the work La divisa da lavoro nelle immagini di 44 fotografi/Walead Beshty. Ritratti industriali
25 gennaio – 3 maggio 2020
Ingresso gratuito

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile su:
www.artcity.bologna.it | www.artefiera.it

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