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TORINO
Centro Italiano per la Fotografia
RIAPRE CAMERA E LA MOSTRA
MEMORIA E PASSIONE
DA CAPA A GHIRRI

Ingresso gratuito a
medici, infermieri, personale sanitario
e della protezione civile

Nuove date 18 Maggio ~ 30 Agosto 2020


CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, a partire da lunedì 18 maggio riapre le sale di via delle Rosine 18 a Torino per tornare a vivere di persona, e in sicurezza, le mille e una storia delle fotografie di Memoria e Passione. Da Capa a Ghirri. Capolavori dalla Collezione Bertero e della mostra in Project Room Biomega Multiverso.
La chiusura forzata del centro espositivo ha portato a un naturale cambiamento della programmazione in corso e futura: Memoria e Passione resterà aperta fino al 30 agosto, Biomega Multiverso in Project Room sarà visitabile fino al 14 giugno, mentre la grande mostra su Paolo Ventura, inizialmente in programma a fine maggio, aprirà in autunno.

In queste settimane di restrizioni – commenta il direttore Walter Guadagniniabbiamo realizzato e proposto al pubblico le nuove rubriche online di #CAMERAonair per raggiungere le persone a casa e coinvolgerle con aneddoti, curiosità e racconti legati alle mostre e alle numerose attività di CAMERA. Per noi, come per molte altre realtà che si sono reinventate, è stata una sfida, alla quale abbiamo risposto con entusiasmo, cercando di fare quello che ci riesce meglio, diffondere la cultura fotografica, con tutti i mezzi e in ogni situazione. Ci auguriamo, ora, di accogliere nuovamente il nostro pubblico nelle sale di CAMERA, così da festeggiare, se non un ritorno alla normalità piena, quanto meno un ritorno alla cultura dal vivo, davanti agli oggetti e insieme alle persone.

Abbiamo passato settimane difficili – continua il presidente Emanuele Chielie complicati saranno i mesi a venire, non possiamo negarlo. Ma dobbiamo ritornare alla normalità e ritornare a guardare avanti, con grande prudenza ma altrettanta determinazione e fiducia. Il nostro primo pensiero va a tutti coloro che non sono più tra noi e a tutti coloro che soffrono e che hanno sofferto. Il secondo pensiero, colmo di gratitudine, va a tutti i lavoratori che ci hanno permesso di superare questo momento drammatico con impegno, dedizione e senso del dovere, confermando la solidità dei valori sui cui la nostra società è basata. Per dimostrare la nostra gratitudine e ricordarci di quanto sia importante il ruolo della Sanità e della Protezione Civile, abbiamo deciso di offrire l’ingresso gratuito, fino alla fine della mostra in corso, a medici, infermieri, a tutto il personale sanitario e ai volontari della Protezione Civile. Un piccolo gesto che vuole essere un sincero GRAZIE collettivo da parte di tutto lo staff di CAMERA.

Abbiamo bisogno di bellezza e gioia di vivere; in queste settimane abbiamo avuto l’ulteriore conferma dell’importanza della cultura e dei valori di cui la cultura è portatrice. Con la riapertura di CAMERA e la proposta della magnifica mostra in corso, speriamo di poter offrire al pubblico bellezza, leggerezza e, soprattutto, una ritrovata normalità. Non dimentichiamo infine che Il 2020, iniziato in modo così difficile, resta per CAMERA un anno molto importante: in autunno festeggeremo il nostro quinto compleanno e stiamo lavorando assiduamente perché sia un momento di condivisione e di rinascita.

NUOVE MODALITÀ DI PRENOTAZIONE ONLINE
A partire dal 25 maggio, è possibile prenotare gratuitamente – da remoto o di persona – il proprio turno d’ingresso in mostra, così da evitare o ridurre i tempi di attesa e assicurare ingressi meglio distribuiti nel corso delle giornate, attuando le prescrizioni sul distanziamento fisico e migliorando l’esperienza di visita. Il sistema, in costante potenziamento, è reso possibile grazie all’app di gestione della fila virtuale UFIRST (https://ufirst.business/utenti/scarica-app/), facilmente scaricabile da App Store e Google Play.

NUOVE AUDIO VISITE
Per continuare ad accompagnare il visitatore anche in tempi di distanziamento fisico, CAMERA ha pensato e realizzato un sistema di audio visite per offrire una nuova versione della classica visita guidata: grazie ad un semplice QRcode, ciascuno può scegliere di ascoltare l’introduzione del direttore e i contenuti audio per singola sala costruendo, così, una fruizione personale e modulare della mostra. È sufficiente inquadrare con la propria fotocamera del cellulare il QRcode per ascoltare i file audio. Il servizio, offerto in collaborazione con ARTECO, è gratuito.

MISURE DI SICUREZZA E ORARI
Per CAMERA la sicurezza rappresenta oggi più che mai la priorità. Le mostre potranno essere fruite con percorsi monodirezionali di ingresso/uscita chiaramente segnalati. Nello spazio, pannelli informativi danno le indicazioni per mantenere le distanze di sicurezza e le giuste precauzioni. All’interno del centro espositivo è obbligatorio l’uso della mascherina e, se prescritto dalle autorità competenti, a ogni visitatore viene controllata la temperatura corporea all’ingresso della Fondazione. Al bookshop vengono distribuiti guanti monouso per sfogliare i volumi esposti mentre il gel disinfettante è a disposizione in vari punti dello spazio espositivo. Vengono, infine, assicurate procedure di igienizzazione ripetute nel corso della giornata e di sanificazione periodica.CAMERA è aperta con il consueto orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, giovedì dalle 11.00 alle 21.00. Per festeggiare la possibilità di tornare a visitare le mostre, anche due aperture straordinarie, dalle 11.00 alle 19.00: martedì 19 maggio e martedì 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana.

ATTIVITÀ ONLINE
In attesa di far ripartire tutta la programmazione di incontri e attività in presenza di CAMERA, in questa fase prosegue lo spazio virtuale di racconto e condivisione di #CAMERAonair attraverso video, immagini, storie, curiosità pubblicate sui canali social Instagram, Facebook e Vimeo.
Si arricchisce settimana dopo settimana con un ottimo successo di follower il programma dei Foto-Talk, A Casa dell’Artistale dirette Instagram del giovedì alle 18.30. Si stanno alternando “al microfono” di Instagram, insieme al curatore di CAMERA Giangavino Pazzola e alla curatrice e registrar Monica Poggi, i fotografi Lorenzo Vitturi (9 aprile), Paolo Ventura (16 aprile), Silvia Camporesi (23 aprile), Francesco Jodice (30 aprile), Jacopo Benassi (7 maggio), Nicola Lo Calzo (14 maggio), Federico Clavarino (21 maggio) e Linda Fregni Nagler (28 maggio).
Continuano i Foto-Podcast, le audio rubriche del sabato che intrattengono con audio in versione podcast di estratti tratti da preziosi libri fotografici del nostro bookshop, e i laboratori online per i più piccoli di Camera Kids, una domenica al mese in collaborazione con ARTECO.
Ritorna anche la rubrica Foto-Note, un’occasione di studio a distanza grazie ai contributi video del direttore di CAMERA Walter Guadagnini che, dal suo studio di casa, ci racconta alcuni dei passaggi salienti della storia della fotografia italiana e internazionale.
Infine, prosegue la rubrica Foto-Storie, il contest di fotografia e scrittura che ogni lunedì lancia una nuova sfida di creatività per comporre un piccolo grande racconto a partire da un’immagine dell’Archivio Storico Eni pubblicata sui canali social.

.Cosimo Veneziano Biomega Multiverso ®Matilde Martino

LA MOSTRA
BIOMEGA Multiverso di Cosimo Veneziano, esposta in Project Room e a cura di Beatrice Zanelli (ARTECO) e Vincenzo Estremo, è parte del progetto BIOMEGA iniziato nel 2018, nell’ambito del Bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea. L’artista, in collaborazione con il Brain Lab. Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano, ha realizzato un lavoro transdisciplinare sull’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, per riflettere sulle procedure di acquisto dei consumatori, oggetto di studio del neuromarketing. Partendo da queste indagini, Veneziano ha realizzato BIOMEGA Multiverso, un’installazione composta da serigrafie e ricami su tessuto, in dialogo con una coppia inedita di vasi in ceramica. L’intero lavoro riflette sulla percezione visiva, con l’obiettivo di indurre il visitatore a interrogarsi su quanto essa possa influire sulle sue scelte quotidiane di fruitore e consumatore, e della sua attuale applicazione nel campo delle neuroscienze.

© Gabriele Basilico

LA MOSTRA
Memoria e Passione. Da Capa a Ghirri. Capolavori dalla Collezione Bertero
Camera – Centro Italiano per la Fotografia si anima attraverso le storie e i racconti celati nelle immagini più significative della Collezione Bertero, raccolta unica in Italia per originalità dell’impostazione e qualità delle fotografie presenti. Tra le oltre duemila immagini che compongono la collezione, i curatori ne hanno scelte più di duecento, realizzate da circa cinquanta autori provenienti da tutto il mondo: tra i tanti, spiccano i nomi di Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Robert Capa, Lisetta Carmi, Henri Cartier-Bresson, Mario Cattaneo, Carla Cerati, Mario Cresci, Mario De Biasi, Mario Dondero, Alfred Eisenstaedt, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Jan Groover, Mimmo Jodice, William Klein, Herbert List, Duane Michals, Ugo Mulas, Ruth Orkin, Federico Patellani, Ferdinando Scianna, Franco Vimercati e Michele Zaza.

Luigi Ghirri, Alpe di Siusi, 1979
© eredi di Luigi Ghirri

Curata da Walter Guadagnini, direttore di CAMERA, con la collaborazione di Barbara Bergaglio e Monica Poggi, la mostra “Memoria e Passione. Da Capa a Ghirri. Capolavori dalla Collezione Bertero” racconta il nostro passato e le radici del nostro presente, oltre all’evoluzione della fotografia italiana e internazionale di un intero trentennio.
Siamo partiti dall’idea che questa ricchissima collezione, oltre al Neorealismo per il quale è giustamente famosa, potesse offrire altre chiavi di lettura di grande interesse. – spiega Walter Guadagnini – Abbiamo quindi individuato tre nuovi grandi temi: primo, la fotografia americana degli anni ’30, che Bertero ha considerato interessante in quanto anticipazione e contraltare del nostro Neorealismo; secondo, l’Italia vista attraverso l’obbiettivo di grandi fotografi stranieri come Capa, Cartier-Bresson, Orkin, Barbey, List; terzo, la stagione del grande rinnovamento della fotografia italiana degli anni ’70/’80, con tutti i suoi protagonisti, Mulas, lodice, Basilico, Ghirri, Scianna,Cresci, Zaza, Berengo Gardin, Giacomelli e molti altri. Più, inoltre, una piccola sezione dedicata a Torino, luogo centrale agli albori e non solo della fotografia italiana.

Bruno Barbey, Soldati (Roma), 1963 ©Magnum Photo, Bruno Barbey

Nelle sale di CAMERA, la Storia diventa lo sfondo su cui si sviluppano innumerevoli storie, che ci parlano di un Paese e di tanti paesi. I protagonisti sono contadini, preti, famiglie, nobildonne, militari, bambini e soprattutto i fotografi che, con gli accenti e le lingue più disparate, hanno impresso su pellicola il ricordo di queste vicende. Il racconto nasce nell’Italia appena liberata dal fascismo, fra le macerie e la povertà di una società provata dalla guerra, legata – in particolare nel sud del paese – a tradizioni ancora ancestrali, soprattutto sul piano religioso, estremamente affascinanti per i fotografi del cosiddetto periodo “Neorealista”. Prosegue poi lungo gli anni del boom economico, tra nuovo benessere e nuovi modi di vita, esemplificati dalla stagione eroica di Via Veneto a Roma e dei “paparazzi” che la animavano. La storia si conclude negli anni Settanta e Ottanta, con i grandi maestri della fotografia di paesaggio e di quella concettuale, che hanno saputo evolvere le premesse degli anni precedenti in una nuova lingua, divenuta oggi a sua volta classica.

©Robert Capa La strada per Palermo 1963

Fra le numerose opere in mostra ci sono alcuni degli scatti più riconoscibili di questo periodo, capolavori che hanno fatto la storia della fotografia internazionale come “La strada per Palermo”, realizzata da Robert Capa nel 1943, “American girl in Italy, Firenze” di Ruth Orkin del 1951, e il reportage dedicato all’Italia da Henri Cartier-Bresson nel 1952.



Mario De Biasi, Gli italiani si voltano. Moira Orfei, 1954 © Archivio Mario De Biasi distribuito da Mondadori Portfolio

Tante sono le opere che hanno segnato in maniera decisiva l’evoluzione della fotografia italiana, autentiche pietre miliari ormai conosciute in tutto il mondo come “Gli italiani si voltano” (1954) di Mario De Biasi, dove un gruppo di uomini ammira la bellezza di Moira Orfei che passeggia per le strade di Milano; i due amanti appartati fra le dune di un lido veneziano, scovati da Gianni Berengo Gardin nel 1958; “Palermo, via S. Agostino” (1960) di Enzo Sellerio, che ritrae una coppia di bambini trasportare due sedie sopra la testa; gli iconici seminaristi che giocano nella neve, ritratti da Mario Giacomelli nel 1961; la serie “Mondo Cocktail”, realizzata da Carla Cerati all’inizio degli anni Settanta durante le inaugurazioni di gallerie d’arte e negozi della Milano bene.

© Ugo Mulas. Omaggio a Niepce

Nonostante il nucleo più numeroso della collezione sia costituito da fotografi del periodo neorealista, la scelta di Bertero è stata di ampie vedute. La raccolta, infatti, comprende racconti di decenni successivi che hanno contribuito alla nascita di un nuovo modo di intendere l’immagine, distaccandosi progressivamente da una vocazione documentaria per diventare via via sempre più concettuali. In mostra quindi anche le celebri “Verifiche” (1969-72) di Ugo Mulas, attraverso cui il fotografo ha indagato e scardinato alcuni dogmi del linguaggio fotografico; il fondamentale viaggio che Luigi Ghirri compie nel 1973 attraverso gli stati, i deserti, gli oceani e le galassie sfogliando le pagine di un atlante; i “Ritratti di fabbriche” (1978-80) di Gabriele Basilico, dove le mutazioni del panorama industriale milanese diventano pretesto attraverso cui capire la complessità della nostra epoca; la cultura millenaria mediterranea riletta, a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, attraverso la forza espressiva delle immagini di Mimmo Jodice, solo per citare alcune ricerche particolarmente iconiche di questa preziosa collezione.

© Franco Fontana – Basilicata, 1975

Questa mostra, tuttavia, è anche – e soprattutto – la storia di un collezionista, Guido Bertero, che, a partire dalla fine degli anni Novanta ad oggi, ha raccolto circa duemila stampe. Una collezione nata quasi per caso a Torino, città nella quale Bertero vive da sempre, nel 1998 durante una visita ad Artissima, dove l’allora collezionista di arte antica e contemporanea si imbatte in due fotografie dell’artista americana Jan Groover, che decide di acquistare per le figlie. Nel giro di qualche mese le occasioni di contatto con questo linguaggio si moltiplicano, ma è da una proposta di finanziamento ad un’edizione di “Photo Espana” dedicata al Neorealismo italiano che si concretizza l’idea di costruire una vera e propria collezione. Un periodo di continui viaggi lungo tutta la penisola per conoscere e acquistare le opere di decine di fotografi che da lì a poco verranno esposti nella prima grande mostra a Cagliari, poi in Spagna, a Monaco e Winterthur. Un’esperienza ricordata con entusiasmo nonostante le numerose difficoltà, dovute soprattutto alla volontà e alla lungimiranza di reperire stampe vintage in un periodo in cui ancora la consapevolezza sul valore artistico dell’immagine fotografica era debole.

Duane Michals, Pasolini, 1969 © Duane Michals courtesy Admira, Milano

Grazie anche a questa determinazione la collezione è oggi un punto di riferimento imprescindibile per lo studio della fotografia italiana del dopoguerra, tanto che dallo scorso anno, a seguito di un’importante donazione fatta da Bertero al Metropolitan Museum of Art di New York, una ricca selezione del suo patrimonio sta attraversando gli Stati Uniti in una mostra itinerante sul Neorealismo che ha già coinvolto New York, San Francisco e Reno.
Una raccolta ricca ed eterogenea, nata da una passione personale che viene in quest’occasione esposta grazie alla volontà di Guido Bertero di condividere il suo patrimonio con il pubblico, in un’ottica di estrema apertura e volontà di diffondere la conoscenza per questo linguaggio che da sempre lo contraddistingue.
La mostra è accompagnata da un volume edito da Umberto Allemandi editore introdotto da Walter Guadagnini. Oltre la riproduzione di più di 250 immagini, all’interno del volume sarà possibile ripercorrere queste vicende attraverso il dialogo fra collezionista e curatore.

C.S.
Fonte: Studio Esseci e Area stampa Camera

MEMORIA E PASSIONE. DA CAPA A GHIRRI. Capolavori dalla Collezione Bertero
20 febbraio – 10 maggio 2020 (date inizialmente previste prima della chiusura per Coronavirus)
Riapertura nuove date: 18 maggio – 30 agosto 2020

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 – Torino
camera@camera.to

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