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LIBRI
IL GESTO SACRO
Conversazione con
l’architetto Mario Botta


Il primo gesto architettonico, quello di tracciare un perimetro, di separare un microcosmo interno, scelto dall’uomo, dal macrocosmo esterno rappresentato dall’infinità della natura,  porta con sé l’idea del sacro; richiama il gesto primordiale del  segno tracciato dall’uomo sulla terra nell’atto di recingere.
Electa pubblica un’inedita conversazione, che apre un nuovo squarcio sul percorso umano e professionale di Mario Botta, architetto ticinese artefice della ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano e di progetti come il MART di Rovereto e del MoMa di San Francisco. 

Cappella Granato, Penkenjoch, Zillertal, Austria, 2011-13

All’interno del volume, Botta rivela come solo nella maturità e attraverso la progettazione di spazi sacri abbia definitivamente riscoperto i principi base della sua disciplina: il perimetro, primo segno che distingue un microcosmo interno da un macrocosmo esterno; il muro, separazione tra interno ed esterno; la soglia, momento di transizione; la gravità, radicamento alla terra; la luce, generatrice dello spazio; la trasparenza, fonte di evocazione; il rapporto tra finito e infinito.  Questi principi, ereditati dai grandi maestri del Novecento, sono per Botta imprescindibili nella costruzione di spazi vivibili, a misura d’uomo: dei punti di resistenza e di nuovo inizio che reagiscono a molte derive contemporanee.
All’origine di questa ricerca, interna all’architettura stessa, è la chiesa di San Giovanni Battista a Mogno in Svizzera – il primo spazio sacro progettato da Botta – qui osservata attraverso una campagna fotografica appositamente realizzata da Alessandro Nanni.

Cattedrale della Resurrezione, Évry, Francia, 1988-95

Il dialogo ha la forma distesa della conversazione, accompagnata dai disegni dell’architetto, e consente al lettore di addentrarsi in alcune tematiche chiave del dibattito contemporaneo: il rapporto con la propria terra e cultura in un mondo globalizzato; il destino della città europea; il ruolo del passato e il coraggio di reinterpretarlo; l’aggressività del modello economico capitalista e l’attuale cultura ecologica; lo spazio sacro e il senso di Dio oggi; la ricerca dei fondamenti della propria disciplina e la debolezza dei passaggi generazionali. Le serie fotografiche, poste all’inizio, documentano lo sguardo di Botta sui suoi riferimenti novecenteschi e il successivo chiarificarsi del “gesto sacro”, fondamento di ogni sua architettura. 

C.S.
Fonte: Ufficio Stampa Electa

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