Cosa ha a che fare la città dei Gonzaga con Arlecchino? Nelle vene del suo inventore e primo interprete, Tristano Martinelli, scorreva sangue mantovano. Poco dopo il 1580 infatti, il capocomico alla corte del Re di Francia modernizzò l’antica maschera dello Zanni. Dal 1999, Mantova ha istituito il Premio Arlecchino d’Oro, per l’edizione 2017 tributato a Massimo Ranieri. Il suo Pulcinella attinge alla tradizione napoletana della Commedia dell’Arte, rielaborata e traghettata nella contemporaneità. Massimo Ranieri non è solo un cantante di successo, ma anche un apprezzato attore cinematografico, televisivo e di teatro, dove è stato diretto da De Lullo, Scaparro e Strehler. L’ambita statuetta gli viene consegnata il 29 Novembre al Teatro Sociale di Mantova, in una serata che riassumerà e rafforzerà una sinergia tra soggetti di valore.

Una piccola pennellata di jazz, quel tanto che basta a venare la napoletanità, la sempre verde Erba di casa mia. Il tour di Massimo Ranieri “Sogno e son desto in viaggio” riconduce alle radici di un successo iniziato giovanissimo. Ora conta sessantacinque primavere e lo confessa subito ai fans per evitare la distrazione del fare i conti, spiega con un sorriso a illuminare il viso che il tempo ha segnato con benevola grazia, lasciando il fisico asciutto e scattante. Trentacinque anni or sono il poliedrico artista approdò alla corte di Giorgio Strehler. La citazione al grande Maestro del teatro è d’obbligo, nell’anno che vede il cantante e attore insignito del premio Arlecchino d’Oro, dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, per aver traghettato nel Duemila le maschere di Pulcinella e della Commedia dell’Arte. Ranieri è uno Zanni dei nostri giorni: irrequieto e bulimico verso ogni forma di espressività scenica.

La serata si snoda veloce tra barzellette pulite e tenere di gusto retrò, qualche aneddoto e molti omaggi canori agli amici presenti e assenti, da Charles Aznavour a Pino Daniele a Renato Carosone. Il cadeau di Rose rosse è accolto con un boato e gli stralci letterari, iniziando da Shakespeare, sono recitati come un nobile divertissement, senza quella convinzione attoriale che lo contraddistingue in altre circostanze. Le parole di Palazzeschi «muoiono i poeti, non la poesia, che è infinita come la vita», sfociano con naturalezza in Seneca «la vita non è breve, ma ne sprechiamo troppa. Ci vuole tutta una vita, per imparare a vivere». 
Divagazioni che non mutano la sostanza della serata: un concerto senza l’ambizione di trasformarsi in show, dalla valenza lineare perseguita con dedizione e con sincerità. La Voce del silenzio si innalza dal palcoscenico vestito solo di luci, mentre turbinano cappelli e giacche multicolori, che Ranieri estrae da un immaginario baule teatrale, accessorio simbolo di qualsiasi uomo di spettacolo. Le gambe irrequiete accennano passi di danza, il microfono diviene un attrezzo da giocoliere e il pianoforte un talamo, sul quale tessere un gioco amoroso con le note. Io che non vivo un’ora senza te pare un inno indirizzato a una Euterpe del ventunesimo secolo, a una musa pop. Perdere l’amore? No, questo mai. Per Giovanni Calone da Napoli, il cuore viene prima della testa.

M.A.

Visto al Teatro Sociale di Mantova il 29 novembre 2017

 

 

 

La città di Mantova, nel 2017 – 2018, presenta una stagione teatrale di spicco, finalmente in grado di competere con i capoluoghi delle Regioni limitrofe. Il merito è ascrivibile, in egual misura, a Raffaele Latagliata, ufficializzato nel ruolo di Direttore Artistico della Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo e a InsideOut Agency, soggetti che hanno posto in essere una preziosa collaborazione. Il Teatro Sociale di Mantova, in accordo con il Comune, ospita un cartellone congiunto in cui convivono due diverse anime: una votata al teatro di prosa, con attenzione sia alla qualità delle proposte che all’attrattiva sul grande pubblico; l’altra volta al divertimento, con musical, cabaret e concerti pop affidati a importanti nomi.

“Mantova Teatro”, promosso da Fondazione “Artioli” si articola in otto appuntamenti per lo più in data unica, spazianti dal teatro classico a quello contemporaneo. Si inizia il 31 ottobre con le peripezie comiche e crudeli di una coppia in fase di divorzio, “La Guerra dei Roses”, commedia dallo strepitoso successo cinematografico, che ora porta sul palco Ambra Angiolini e Matteo Cremon guidati dal regista Filippo Dini. Il 13 novembre è la volta di una delle opere più famose di Jean Genet, nella quale il teatro si fa testimone della menzogna della vita, “Le Serve”, con un cast formato da Anna Bonaiuto, Manuela Mandracchia e Vanessa Gravina per la regia di Giovanni Anfuso. L’anno solare si chiude con il classico contemporaneo di Michael Frayn in cui storia e fisica aiutano a leggere la vita: tutto è umano e niente è assoluto in “Copenaghen” che, la sera del 1 dicembre, vede straordinari interpreti Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, per la regia di Mauro Avogadro. Il 2018 porta, il 17 gennaio, la tradizione di Eduardo De Filippo nella grande storia d’amore vissuta da “Filumena Marturano”, con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses diretti da Liliana Cavani, al debutto nel teatro di prosa. Il 7 febbraio sale sul palco del Sociale il Premio Oscar Nicola Piovani, che racconta in musica, parole e con i disegni di Milo Manara, la saga millenaria de “I viaggi di Ulisse”. L’attrice Amanda Sandrelli recita in “Boomerang”, testo scorretto e irriverente in grado di colpire lo spettatore quando meno se lo aspetta. La festa della donna, l’8 marzo, viene festeggiata assieme a Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, che propongono una riscrittura, necessitante di rumorista e cantante, dell’intramontabile “Delitto / Castigo” di Dostoevskij, capace ancora oggi di parlare alla nostra coscienza. Chiusura il 22 marzo con “Animali da Bar”, produzione dell’emergente Carrozzeria Orfeo, la cui verve provocatoria è valsa il premio Hystrio Twister 2016.

“Mantova spettacoli”, a cura di InsideOut Agency, il 18 novembre con “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato, musicista atipico nel coniugare con ironia rock e cantautorato. Dopo quarantatré anni dal suo primo debutto, affermatasi sulla scena internazionale con oltre cinquanta allestimenti in Paesi di tutto il mondo, torna in scena il 9 e 10 dicembre la più amata commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Jaja Fiastri su musiche di Armando Trovajoli. “Aggiungi un posto a tavola”, nella ripresa della regia originale con le coreografie di Gino Landi, vede protagonista Gianluca Guidi nello stesso ruolo già rivestito dal padre Johnny Dorelli. Il 15 e 16 dicembre la comicità irresistibile dei I Legnanesi in “Signori si nasce… e noi?”, omaggio al grande Antonio De Curtis, Totò. La conduttrice di Zelig Teresa Mannino, il 3 febbraio, presenta il racconto comico “Sento la Terra girare”. Gli innamorati della danza argentina sono invitati il 14 febbraio in occasione del musical “Break the Tango”, reduce da un successo di portata europea. Brunori Sas alias Dario Brunori, cantautore della provincia cosentina, classe 1977, è atteso il 17 febbraio con il suo quarto album di inediti “A casa tutto bene”. Il 23 febbraio la comica e conduttrice televisiva Geppi Cucciari ironizza sulle fasi del ciclo femminile. Il 17 marzo tocca al romantico musical “Dirty Dancing”, ispirato all’indimenticabile film; Eleanor Bergstein, autrice della pellicola e della versione teatrale, ha affiancato il team italiano nella scelta del cast. Conclusione il 6 e 7 aprile con l’immenso Arturo Brachetti nel suo one-man show “Solo”. The Master of quick change, il Maestro del trasformismo, ripercorre la carriera trionfale partendo dalle origini e aprendo le porte della sua casa in cui il sopra diventa il sotto e le scale si scendono per salire, tra ombre cinesi, mimo, chapeaugraphie, sand painting e il magnetico raggio laser, nella scenografia videomapping.

Maria Fleurent

Teatro Sociale Mantova tel . 0376 197 4836
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