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La recensione di DeArtes
ARENA DI VERONA: VERDI GALA
Silenzio di ammirazione


«Il silenzio è l’applauso più bello del mondo» ha spiegato dal podio il Maestro Daniel Oren a quanti tra il pubblico, in un impeto d’entusiasmo irrefrenabile benché disturbante, avevano battuto anzitempo le mani sul “Va’ pensiero”, scatenando la bonaria reazione del direttore: «Spero che la prossima volta mi lascerete finire Nabucco, se ci sarà una prossima volta». Il bis conclusivo c’è stato, a uno scherzoso patto: «Vi ricordate la condizione?». In rispettoso silenzio si è così potuta ascoltare, sull’ultima nota, la lunga eterea “corona” che pare sospesa nell’aria ed è un fiore all’occhiello del Coro dell’Arena di Verona, diretto da Vito Lombardi. L’Arena è anche questo: un luogo dove la linea del proscenio non separa ma unisce pubblico e interpreti, per godere tutti assieme della bellezza della musica.

Daniel Oren © Foto Ennevi

E se il Coro, nei momenti in cui è stato protagonista, ha surriscaldato gli animi, l’ardore è salito alle stelle con le straordinarie voci soliste che si sono alternate in un repertorio interamente dedicato al Cigno di Busseto.

Verdi Gala si intitolava la quinta proposta del cartellone estivo, sul cui palco posto al centro dell’anfiteatro si sono esibiti tre fuoriclasse: Francesco Meli, Eleonora Buratto, Luca Salsi.




Francesco Meli © Foto Ennevi

Francesco Meli è uno dei più acclamati tenori al mondo e si è presentato a Verona in stato di grazia. Oltre al timbro di sfolgorante bellezza, ha regalato una rigogliosità coloristica di rara raffinatezza, guarnita da squilli rilucenti, mezze voci eleganti, accenti sopraffini; e poi la dizione ineccepibile e il fraseggio che in lui è sempre un piccolo grande capolavoro. Nella pagina del suo sito, Meli si dichiara felice ogni volta che canta Verdi. Questa è la sensazione che si è irradiata agli ascoltatori.  

Anche Eleonora Buratto ha saputo conquistare a pieno titolo un posto di primo piano nel panorama internazionale, in un percorso in ascesa inarrestabile. Innata musicalità e intonazione nella voce che ha “corpo” e sentimento, e che il soprano ha utilizzato con intelligenza, avendo alternato mezze voci delicate a slanci sprizzanti Verdi da tutti i pori, nella piena consapevolezza interpretativa.

Luca Salsi Eleonora Buratto ©FotoEnnevi

Altro numero uno a livello mondiale e altro artista di indole e temperamento profondamente verdiani, Luca Salsi, baritono di razza, dalla vocalità solida così come attentamente edificata è stata la costruzione dei personaggi, forte della precisione esecutiva, della padronanza tecnica del mezzo, della proiezione egregia.
 

L’orchestra areniana vanta un’intesa di quasi quattro decenni e oltre 500 recite con Daniel Oren e ha risposto come un meccanismo rodato e oliato ai tempi sostenuti del direttore, per lo più incalzanti tuttavia attenti a modularsi sulle necessità delle voci, che sono state sostenute al meglio anche nei “pianissimo”.
Una serata che ha scatenato l’entusiasmo di cui si diceva: incontenibile.

Recensione Maria Luisa Abate

Visto all’Arena di Verona, 8 agosto 2020
Foto Ennevi – Fondazione Arena di Verona

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