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MILANO
FuturDome
LEA PORSAGER
ANDREA BOCCA
FOS

Interventi espositivi e
performance

8 Settembre ~ 15 Dicembre 2020


FuturDome inaugura a Milano tre interventi espositivi e performativi dedicati a tre diversi artisti, Lea Porsager Andrea Bocca Fos (Thomas Poulsen). Le inaugurazioni avverranno tra l’8 e il 12 settembre2020 in due diverse sedi espositive, dove i lavori resteranno visibili fino al prossimo dicembre, mentre i due interventi performativi sono programmati l’8 e il 12 settembre. Ingresso gratuito.

LEA PORSAGER / ATU XIV ‘ART’
Ad aprile 2020, prima della sospensione forzata causata dalla pandemia del Covid-19, Lea Porsager (1981, Danimarca) avrebbe dovuto esporre i suoi campi di forza scultorei 1500 metri quadrati, una retrospettiva dal titolo Horny Vacuum-Pulsations and Appetites. Espandendosi dal cortile al tetto di FuturDome, la mostra avrebbe accompagnato i visitatori attraverso sette fasi alchemiche della scultura (Calcinazione, Dissoluzione, Separazione, Congiunzione, Fermentazione, Distillazione e Coagulazione). Fondendo e sovrapponendo materiali, superfici e processi radicati attraverso un approccio tantrico, la mostra avrebbe dovuto evincere un corpus di opere che trasmutano e trasmettono, attraverso un prisma ideale, sette fasi dell’edificio di via Giovanni Paisiello.

Lea Porsager, Text Sheet0, metal sheets, new work, ongoing, 2020

Le opere di Porsager trattano temi di attualità, sogni, visioni, tecnologie, scienza, politica, femminismo ed esoterismo. Nel suo lavoro, le nozioni scientifiche e spirituali si scontrano. I fenomeni fisici e immateriali si intrecciano attraverso l’uso di una grande varietà di superfici, media e strumenti, tra cui: film, scultura, fotografia e letteratura. La sua mostra a Milano avrebbe colto l’occasione per dialogare con la scena artistica internazionale durante la Settimana dell’Arte 2020.

Il 9 settembre, in omaggio al vuoto che ha segnato Milano, il più esteso intervento installativo mai realizzato da Lea Porsager, verrà reso pubblico e visitabile in FuturDome fino al 15 dicembre 2020. Atu Xiv ‘Art’ (alchimia) è un’opera monumentale che sovverte ferocemente i fenomeni fisici come effetti di gravità e parallasse, esaltando il rapporto tra spazio e vuoto, come campi di battaglia di forze invisibili, sarà documentata nella prossima pubblicazione retrospettiva di Porsager, pubblicata da Mousse Publishing in occasione dell’inaugurazione della sua mostra personale al Moderna Museet di Stoccolma, a novembre 2020. La mostra monografica si trasferirà in diversi musei scandinavi nel 2021.

Lea Porsager (1981, Danimarca) si è laureata presso l’Accademia Reale Danese di Belle Arti e la Städelschule di Francoforte sul Meno nel 2010. Ha iniziato i suoi studi come dottorando all’Accademia d’Arte di Malmö e all’Università di Lund nel settembre 2015. La pratica di Porsager intreccia la fabulazione e la speculazione con una varietà di mezzi, tra cui il cinema, la scultura, la fotografia e il testo. Le sue opere comprendono scienza, politica, femminismo ed esoterismo. Porsager è stata selezionata per le menzioni d’onore del CERN per il Premio Internazionale Collide 2018 (https://arts.cern/artist/lea-porsager). Nel 2012 Porsager ha partecipato a Documenta (13) con l’Anatta Experiment. Nel 2014 ha ricevuto la borsa di studio Carl Nielsen e Anne Marie Carl-Nielsen. Nel 2015, Porsager ha partecipato alla 14a Biennale dell’acqua salata di Istanbul: Una teoria delle forme di pensiero come “medium” di Annie Besant, ricreando trentasei acquerelli di Besant dal libro Thought Forms (1905). Il lavoro di terra e il memoriale Gravitational Ripples di Porsager è stato inaugurato nel giugno 2018 a Stoccolma, in Svezia, per commemorare le vite svedesi perse nello tsunami del 2004 nel sud-est asiatico. Nel novembre 2020, Porsager inaugurerà una mostra personale al Moderna Museet di Stoccolma.

Andrea Bocca

ANDREA BOCCA / UKIYO
FuturDome è lieto di presentare la prima mostra personale a Milano di Andrea Bocca (1996, Crema). Un percorso che trova luogo negli attici dell’edificio, proponendo una nuova serie di sculture, posizionate nelle stanze come punti geografici e di orientamento. L’artista ha ragionato su aree e superfici suddivise in fasce architettoniche, percorrendo i corridoi d’entrata come spazi di passaggio, tra un prima e un dopo. Canalizzatori di spazio e tempo.

Bocca, incorpora con il proprio lavoro l’isolamento della parte più alta e luminosa di FuturDome, ispirandosi a Hiroshige (1797-1828), il grande maestro del paesaggio giapponese per mettere in atto un processo scultoreo di pittura idealizzante, attraverso l’utilizzo di colori sfumati dei rossi, dei blu così come dei toni di grigi, che emergono nell’adattare diverse metodologie di stampa e trovando la tridimensionalità nei volumi principali degli ambienti.

Andrea Bocca

Il titolo della mostra Ukiyo trae spunto dalla pubblicazione delle Cinquanta Stazioni della Tokaydo (1832-1834) di Hiroshige. La parola ukiyo-e significa letteralmente immagini da un mondo fluttuante e trae la sua origine dal concetto buddista dell’illusorietà dell’esistenza terrena. Le immagini prospettiche venivano allora definite fluenti o fluttuanti (ukiyo, 浮世), un termine che descriveva il fenomeno per il quale lo spazio della composizione o la profondità dell’immagine si avvicina all’osservatore e ne cattura lo sguardo. Ispirato a questo cambio di paradigma ottico, Bocca applica, per Ukiyo, non solo una prospettiva centrale ma esercita una prospettiva a volo d’uccello, astraendo una geometria decorativa e piatta che utilizza le sfumature cromatiche per smaterializzare le sfaccettature delle superfici, come a portare ogni traccia dei gesti impressi al centro di una scena teatrale. Il risultato finale è l’installazione di due serie inedite di interventi scultorei, avvalendosi anche della collaborazione artistica di Mida Fiore (1996, Potenza). Se dunque i lavori posti ad altezza sguardo, presenti in Ukiyo, sembrano dipinti e non stampati attraverso tecnologia UV, negli attici le tonalità vengono sfumate e portate al dissolvimento le une con le altre.

Andrea Bocca (Crema, 1996) vive e lavora tra Crema e Milano. Nel 2020 partecipa alla mostra A Healthy Dose Of Confusion Before The Bang, presso la galleria Federica Schiavo di Milano. Nel 2019 presenta la sua prima personale, Volvo, dopo aver vinto il premio Sanpaolo Invest, e partecipa alle mostre collettive Fortezza presso lo spazio Giacomq di Bergamo e alla mostra Insonne presso lo spazio Morel di Lugano. Tra i progetti e le mostre collettive a cui ha preso parte: Il paradigma di Khun, curata da Ettore Favini e Jacopo Figura (2018), Galleria Fuoricampo di Siena e Studio 02 di Cremona; The Great Learning, curata da Marco Scotini (2017), Triennale di Milano. Nel 2018 partecipa al workshop Marcello Maloberti. È il corpo che decide, Museo del ‘900 di Milano, in occasione delle Furla Series. Mida Fiore (Potenza, 1996), vive e lavora a Milano. E’ l’artista selezionata per il progetto di residenza Pulverturm Artist Residency 2020 (Austria). Ha inoltre collaborato con il Piccolo Teatro di Milano, Teatro i e Gommalacca Teatro. Tra i progetti e le mostre collettive a cui ha preso parte: Insonne, curata da Sonnenstube (2019) Spazio Morel, Lugano; Capitolo 1: Estate, presso Residenza la Fornace (2018); Where Plato Taught, Academiae Youth Art Biennial, Bolzano (2018)

FOS (Thomas Poulsen), Small White Man, Performance presso lo spazio Clutch, Kvadrat, Copenhagen, Settembre 2016 new work, ongoing, 2020

FOS / SMALL WHITE MAN
Fos (Thomas Poulsen) (1971, Danimarca) presenta per la prima volta in Italia la sua performance Small White Man, l’8 settembre presso gli spazi di San Celso in Corso Italia e replicherà durante la notte bianca dell’arte sabato 12 settembre in FuturDome. Attraverso una serie di rituali legati all’improvvisazione, svilupperà un concerto all’interno del quale le frequenze immateriali della musica interagiranno con diversi oggetti, creando elegie simultanee. Un intervento architettonico temporaneo che trasformerà parte di FuturDome e della Chiesa di San Celso in studi di registrazione.

Utilizzando 190 metri di viola Divina, colore 692 e 984, l’artista costruirà una stanza temporanea, una sorta di grembo musicale, dove, nel corso di quattro giorni, il suo progetto musicale in corso Small White Man registrerà il suo secondo album. Concepito nel 2010, Small White Man è un’elegia musicale basata su un quadro “dirigenziale” per l’improvvisazione musicale attraverso un semplice sistema di lampadine colorate che vengono accese e spente dall’artista. Questo sistema gli permette di condurre e co-comporre improvvisazioni musicali con un gruppo di musicisti che suonano insieme per la prima volta. Il successo di questa strategia si basa fortemente sull’intuizione dei partecipanti, cancellando la separazione tra musicisti e direttore d’orchestra, che insieme diventano una terza unità. Martedì 8 settembre, grazie a un’approfondita ricerca in giro per la città di Milano, sviluppata e pianificata negli ultimi mesi, l’artista ha preso confidenza con dieci strumenti classici per entrare in risonanza con diversi oggetti – da lui formalmente concepiti -, all’interno di uno spazio sacro della chiesa di San Celso. Verrà creata una sessione temporale, tra strumenti e oggetti, che offrirà la possibilità a spettatori e visitatori di sperimentare una continua eco emozionale di suoni e frequenze che produrrà una vera e propria sinfonia dei sentimenti, espressi tra l’artista, i musicisti e il luogo. Al termine della lunga sessione, verrà registrato l’intero percorso sonoro e verrà creato, appositamente per lo spazio antico e sacro, un vinile in edizione speciale.

FOS (Thomas Poulsen), Small White Man, Performance presso lo spazio Clutch, Kvadrat, Copenhagen, Settembre 2016 new work, ongoing, 2020

Sabato 12 settembre 2020, negli spazi di FuturDome, durante il programma artistico della Notte Bianca, Fos, insieme a dieci musicisti professionisti, presenterà una nuova versione di una performance in corso, trasformata in un regno domestico. Gli spettatori di FuturDome ri-significheranno la magia di una macchina da ascolto che cambierà e modulerà i suoi suoni all’interno degli ambienti espositivi. In questo caso, a San Celso verrà registrato anche un video che verrà proiettato nel cortile del palazzo.

Fos, ovvero Thomas Poulsen, è nato in Danimarca nel 1971 e vive e lavora a Copenhagen. Tra i suoi recenti progetti e le sue mostre ricordiamo: la mostra collettiva Doon’t worry alla Kate McGarry Gallery, Londra (2015); Maggie Margaret vive al fig-2, ICA Studio, Londra (2015); la partecipazione alla mostra collettiva Trust-The saloon al GL strand, Copenhagen (2015); e la mostra personale completa Koøje (Porthole) al Kunsthal Charlottenborg, Copenhagen (2015). FOS ha recentemente completato la commissione speciale di uno champagne bar permanente per il foyer della Danish Royal Opera, Always Happy New Year (2015) e The Montana Room al GL Strand (2015). Ha progettato lo spazio della passerella per la collezione SS16 di Céline alla settimana della moda di Parigi (2015). Dal 2013, FOS collabora con la casa di moda francese Céline, sviluppando un nuovo corpo di lavoro composto da pezzi unici di design e di arredamento per i negozi della casa di moda. Altri progetti includono Small White Man – Echo (LP) (2015), Still Waters Run Deep, Odense Kunsten, Odense di Brandt (2014); Agora, Biennale di Atene, Atene (2013), Declaration of Unsolid Memories, Camden Arts Centre, Londra; Bageri, Andersen Contemporary, Copenhagen, Danimarca, 2012, che ha ricevuto lo Statens Kunstfond Prize, Danimarca; Osloo-A collections of centers, Armory Performance, New York, 2012; One Language Traveller, Statens Museum for Kunst, Danimarca, 2011. FOS ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia, 2011, con Osloo e nell’ambito di Speech Matters, Padiglione danese. I progetti attuali di FOS comprendono la commissione Your Success Is Your Amnesia, per la riqualificazione di una piazza della scuola Efterslægten di Copenhagen, diverse commissioni private e la partecipazione a Performa 15, la biennale di arti visive di New York.

C.S.
Fonte: Lara Facco P&C, 6 agosto 2020
Immagine di apertura:
Lea Porsager, ATU XI ‘LUST’, 2015

LEA PORSAGER ATU XIV ART’
10 settembre – 15 dicembre 2020
Ingresso gratuito
Sede: FuturDome via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano

ANDREA BOCCA UKIYO
10 settembre – 15 Dicembre 2020
Ingresso gratuito
Sede: FuturDome via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano

FOS SMALL WHITE MAN
Ingresso gratuito
Performance: Mercoledì 8 settembre ore 19-22
Sede: Chiesa di San Celso, Corso Italia 37 20121 Milano
Performance: Sabato 12 settembre ore 19-22
Sede: FuturDome via Giovanni Paisiello 6 20131 Milano

Info:
FuturDome
via Giovanni Paisiello 6 | 20131 Milano
T. +39 02.87186745
futurdome@futurdome.org

www.futurdome.org

https://www.facebook.com/futurdome https://www.instagram.com/futurdome/

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