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TORINO
Teatro Regio
by remote sight partecipation
L’approfondimento di DeArtes

REGIO ALive
CORAGGIO E PASSIONE

Concerti
in streaming gratuito

Dal 27 Novembre


È compito del teatro accompagnare la città con le proposte artistiche, perché, come nella musica, la vita è fatta di temi e di variazioni. Il Teatro Regio di Torino ha dovuto adattare i temi alle necessità dettate dalle difficoltà economiche e anche della pandemia. Così, raggiunge il suo affezionato pubblico attraverso “Regio ALive”, sottotitolato Coraggio e passione perché con questi sentimenti si vuole portare il cuore oltre l’ostacolo. A partire dal 27 novembre 2020 sul sito www.teatroregio.torino.it otto appuntamenti in streaming gratuito, di cui tre in diretta, con otto diversi ensemble formati esclusivamente da artisti del Teatro Regio. La programmazionesi svolge nell’ambito dell’iniziativa#apertinonostantetutto lanciata da Anfols (anfols.it/webtv) e trasmessa anche dalla piattaforma dell’Ansa (ansa.it).

A supporto, la campagna di fundraising #regioalive, condivisa sui social media e che coinvolge testimonial con diversi background, i quali sono stati ritratti in abiti eleganti dal fotografo islandese Oddur Thorisson all’interno del Teatro. Una challenge social è lanciata agli spettatori da casa, invitati a donare e a guardare gli streaming vestiti come se dovessero andare a teatro, fotografandosi e taggando @teatroregiotorino. Nell’ottica di recuperare un rapporto diretto con il pubblico, ogni lavoratore del Teatro diventerà un #AmbasciatoreRegio, e gli abbonati potranno avere la sorpresa di ricevere una telefonata dal primo violino o dal tecnico di palcoscenico, dal commissario Purchia o dalla sarta.

La stagione streaming dà un segnale importante nell’attesa di tornare ad allestire un’opera lirica vera e propria, con coro, costumi, scenografie. In particolare, si guarda alla celebrazione dei 280 anni di vita del Teatro Regio, attivo dal 1740, con La bohème che si stava montando la scorsa primavera quando il covid ha bloccato tutto. L’opera di Puccini riveste un significato particolare perché fu rappresentata per la prima volta proprio in questo teatro, a Torino il 1 febbraio 1896. Partendo dalle scene dell’epoca, di Hohenstein, si muove la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi. E se non sarà permesso riaprire la sala, anche La bohème arriverà nelle case degli spettatori.

Si vuole mettere in atto un nuovo sistema gestionale, un nuovo modello produttivo che preveda tre recite al giorno, tutti i giorni. Ciò anche se il covid dovesse continuare a non mollare la sua stretta. Per questo, si ricomincia online ma, sottolinea Rosanna Purchia, Commissario straordinario insediatasi lo scorso settembre, «lo spettacolo è fatto di suoni voci e sudore, è realizzato dal vivo e non potremo mai demandare ad altri mezzi la nostra missione». Perciò il Direttore artistico Sebastian F. Schwarz sta predisponendo la stagione che andrà fino a dicembre 2021, grazie anche agli artisti che hanno accolto l’appello lanciato dal teatro.
Tutta la stagione sinfonica è stata spostata nello spazio OGR, perché il Regio risuoni dentro ma anche fuori dalle sue mura: sarà un Regio itinerante in Piemonte, in vista della chiusura per i lavori di adeguamento previsti all’inizio dell’estate prossima.

Al di là dell’attività teatrale, che come giustamente sottolineato è ciò che un teatro deve prioritariamente fare, la conferenza stampa online si è focalizzata sulla situazione di difficoltà attraversata dal Regio. Rosanna Purchia si è espressa con onestà e trasparenza ed è stata prodiga di dettagli riguardo il procedere con «lealtà affidamento e rigore» nell’opera di risanamento, per «dare un futuro a questo teatro e permettergli di tornare a essere al centro dell’attenzione nazionale e internazionale» ha aggiunto la sindaca Chiara Appendino, collegata via web.     

Purchia ha premesso, senza giri di parole, che si seguirà il piano A, perché un piano B, per la salvezza del Regio, non esiste. La grande forza è il lavoro di squadra dell’intero staff, anche nell’accettare i necessari cambiamenti di rotta. L’unico intralcio alla volontà di fare, viene dal covid. Uno dei punti nodali è il ritardo nel riconoscere le prestazioni agli artisti. Pare scongiurato il pericolo di azioni legali, in quanto il dialogo è aperto e il teatro ha dato rassicuranti, sia pur piccoli, segnali della volontà di esserci.

Per prima cosa è stata attuata la ricognizione di tutti i crediti e dei debiti e questi ultimi «li abbiamo subito aggrediti con una azione tenace, altrimenti non saremmo qui oggi». Sono stati predisposti un pre-consuntivo 2020, il budget 2021 ed è stato presentato al Collegio dei revisori dei conti quello riguardante il 2022-2023. Sono state messe in atto azioni importanti per la riduzione dei costi e di tutto ciò che non risulti di vitale necessità. Mossa che ancora non porta il bilancio consuntivo a una situazione di equilibrio, ma alla fine dell’anno manca ancora un mese e questo è l’obiettivo, che getterebbe le basi per instaurare rapporti di rinnovata fiducia verso il Regio.

Si è stipulata una convenzione con il Provveditorato alle opere pubbliche che seguirà le fasi delle gare e degli appalti, così da avere più trasparenza, oltre che persone preparate in questo specifico settore. È stata creata una piccola task force che risponde direttamente al Commissario straordinario, e agisce in merito alle richieste avanzate dalla Prefettura e dalla Commissione di vigilanza, che ha imposto lavori per i quali si sono reperiti finanziamenti per oltre un milione di euro. Entro gennaio dovrebbero essere emessi i bandi di gara e a giugno dovrebbe aprire il cantiere. L’obiettivo è avere una agibilità definitiva, anche se passerà attraverso agibilità provvisorie. Alla fine si avrà uno dei teatri più tecnologici d’Europa.

«Dietro i numeri dei lavoratori a tempo determinato ci sono persone, uomini e donne sui quali il Teatro ha investito. La realtà è che il Regio non è in condizione di sostenerli tutti. Stiamo procedendo con animo lacerato e senso di responsabilità» senza mai abbandonare il tavolo del dialogo con i sindacati. L’auspicio è arrivare presto a un accordo per dare garanzie economiche a chi «per il momento – Purchia ripete due volte la specifica temporale – non possiamo avere con noi». Si stanno quindi costruendo condizioni di lavoro all’interno del Regio e non solo.

Le prospettive riguardano in primis la legge finanziaria che si sta discutendo in Parlamento e che dovrebbe destinare risorse alle fondazioni lirico sinfoniche in difficoltà «e noi lo siamo!». Al Regio serve un’azione straordinaria che permetta di aggredire il debito pregresso. Le risorse verranno messe a disposizione a determinate condizioni, e bisogna attendere di vedere nei dettagli la legge che sarà emanata.

Rosanna Purchia lavora per traghettare il Regio verso un futuro più solido, per chiunque ne avrà in mano le sorti dopo il commissariamento, che è semestrale e al momento non ci sono segnali di proroghe. Per il dopo, sarà introdotto un monitoraggio trimestrale per restare entro al piano, senza avere molti spazi di manovra se non il rigore dei conti.

Il Direttore generale Guido Mulè aggiunge che si è costituito un one team perché le direzioni lavorino assieme, ognuna con compiti specifici e autonomia, per formare una nuova organizzazione coerente con gli obiettivi, per costruire una credibilità economica e arrivare a fine anno con un preconsuntivo che si avvicini al pareggio e creare così le basi per la tranquillità economica futura. Lo sforzo è finalizzato a che il Regio possa camminare con le proprie gambe, senza interventi straordinari esterni.

Il rilancio del brand avviene tramite una campagna di marketing incisiva, attraverso lo sviluppo del fundraising e ovviamente sull’avere un teatro funzionante. Oltre alla riorganizzazione aziendale si è rimesso ordine in materia di sicurezza e sanità. È stata inoltre predisposta una mappatura delle attività, tra quelle da svolgere “a casa” e da affidare a soggetti sterni, per tutelare il teatro dal punto di vista economico e contrattuale. Ci si è finalmente dotati di un sistema di controllo di gestione, che permetta di vagliare i costi e diffondere questo sistema all’interno degli uffici. Rimettere i conti in ordine, ha sottolineato Mulè, significa assegnare dei budget precisi che siano raggiungibili.

Via allo streaming dunque, perché anche il pubblico è chiamato a sostenere il teatro, per il momento da casa.

Maria Luisa Abate
Conferenza stampa online, 27 novembre 2020
Immagini attinte alla pagina Facebook

CALENDARIO REGIO ALIVE
27 novembre ore 18   live             Orchestra del Teatro Regio (Saint-Saëns)
4 dicembre ore 18      live             Coro del Teatro Regio (Donizetti, Bellini, Verdi, Mascagni)
5 dicembre ore 18      registrato   Ensemble di Fiati e Percussioni del Teatro Regio (Brahms, Strauss)
6 dicembre ore 18      registrato   Concerto a sorpresa
11 dicembre ore 18    live              Orchestra d’Archi del Teatro Regio (Mozart, Dvořák)
12 dicembre ore 18    registrato   Coro del Teatro Regio (Fauré, Schumann, Brahms)
13 dicembre ore 18    registrato   Ensemble di Fiati e Percussioni del Teatro Regio (Beethoven, Mozart)
18 dicembre ore 18    registrato   Orchestra d’Archi del Teatro Regio (Mascagni, Mahler, Mendelssohn)
 



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