Le fotografie in bianco e nero restituiscono il Santuario alla sua essenzialità, alla purezza delle sue linee architettoniche, alla semplicità e al raccoglimento che solo Oropa sa trasmettere. È uscito il libro strenna natalizia “Oropa: Bianca e nera ma bella. Essenziale, senza tempo”. Il titolo raccorda idealmente lo stile fotografico e la tradizione “Nigra sum sed formosa” (cit. dal Cantico dei Cantici “Sono nera ma bella”) con riferimento alla Madonna Nera di Oropa. La scelta restituisce una tridimensionalità che raramente si trova in altre pubblicazioni.

«Le immagini descrivono un’Oropa colma d’assordante silenzio, come se ogni stanza, ogni chiostro, ogni opera d’arte, ogni piccolo dettaglio fosse colto mentre… trattiene il fiato. Come se, per l’istante in cui l’occhio dell’artista li ha colti, i secoli si fermassero dallo scorrere per esserne catturati austeri, silenziosi e immobili, per poi ritornare a fluire riempendosi di gente, di preghiere, di lumini, di nubi e di sole» commenta il rettore Don Michele Berchi.

Milioni di immagini, soprattutto nell’era digitale, raccontano Oropa (Biella) con occhi diversi. Questo libro fotografico – a cura di Giovanni Battista Delsignore e Danilo Craveia, edito da Daniela Piazza Editore – offre un punto di vista nuovo, unico, come unico è il modo che ognuno di noi ha di osservare un determinato luogo.

Spiega il fotografo Gianni Delsignore che l’assenza del colore, delle persone (prima della pandemia), del sole e quindi delle ombre taglienti, invita a osservare il Santuario di Oropa nel silenzio, «nel raccoglimento e con deferenza, al di fuori del tempo, mettendo tutti i sensi nella condizione ideale di percepire quel “qualcosa” che da questo luogo incessantemente fluisce e si diffonde».

M.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa, 18 dicembre 2020

www.santuariodioropa.it