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MILANO
Case Chiuse HQ
ROBBY MÜLLER
NATÁLIA TREJBALOVÁ

Due visioni del cinema
e della fotografia

7 ~ 25 Gennaio 2021


Robby Müller è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti direttori della fotografia in ambito sperimentale grazie alle sue collaborazioni con Wim Wenders, Jim Jarmusch e Lars von Trier: basti citare solo Paris, Texas (1984), Down by Law (1986) e Breaking the Waves (1996). In questi film, come in altri, Robby Müller ha spinto agli estremi la sperimentazione, ha cercato di evitare la pianificazione, la costruzione programmata dei piani e delle sequenze, preferendo la spontaneità del proprio sguardo.

Müller ha sempre portato con sé una macchina fotografica. Presentando un’ampia selezione di edizioni e di Polaroid scattate tra gli anni Sessanta e la fine dei Novanta, la mostra Like Sunlight coming through the clouds si concentra su una parte meno conosciuta del suo lavoro.

Robby Müller ‘Fool for Love’, Santa Fe, New Mexico, 1985

Gli scatti, in cui catturava immagini di vita quotidiana e scenari urbani, confermano la sorprendente abilità di Müller nel cogliere dettagli particolari, nel giocare con la luce e il colore.

Le fotografie rivelano una propria autonomia di ricerca e, allo stesso tempo, sono complementari al lavoro cinematografico perché nascono dalla stessa capacità visionaria di rappresentare il mondo.
 
A completare la mostra, un estratto del film documentario Living the Light – Robby Müller di Claire Pijman, presentato per la prima volta al Festival del Cinema di Venezia nel 2018. Le immagini provengono dall’archivio privato dell’artista.



NATÁLIA TREJBALOVÁ
About Mirages and stolen Stones segna l’inizio di un nuovo percorso nella produzione audiovisiva di Natália Trejbalová, passando dall’utilizzo del found footage e CGI alle riprese con videocamera, alla creazione di set e props. Si tratta di un viaggio immaginifico ai confini della Terra, in cui lo spettatore si immerge, ritrovandosi solo alla fine a interrogarsi sulla perdita del mondo come lo conosciamo.

Natália Trejbalová, About mirages and stolen stones, 2020, Film, Credit: Henrik Blomqvist and Federico Bianchini, Courtesy:  the artist and Case Chiuse

L’idea del film About Mirages and stolen Stones, iniziato nel 2018, è nata dall’interesse dell’artista per la narrazione speculativa e per le storie complottiste popolari, in questo caso per la teoria secondo la quale la superficie terrestre sarebbe piatta. Nonostante la possibilità odierna di accedere a strumenti di visualizzazione efficaci, come Google Earth, l’antica convinzione che la Terra non sia rotonda è tornata a far parlare di sé, trovando molti nuovi seguaci.

Spesso, chi nutre questa convinzione si fida esclusivamente del proprio sguardo. Il film adotta una prospettiva di tipo soggettivo rispetto a fenomeni di carattere globale. Si tratta cioè di immaginare come noi, in quanto singoli, percepiamo i mutamenti di portata ben più grande, che riguardano il mondo nel suo insieme.

Le mostre sono aperte su appuntamento, in ottemperanza alle restrizioni dell’ultimo DPCM.

M.F.C.
Fonte: PCM Studio, 5 gennaio 202
Immagine di apertura: Robby Müller, La Palma, September-October, 1987

ROBBY MÜLLER / Like Sunlight coming through the Clouds Case Chiuse #09
NATÁLIA TREJBALOVÁ / About Mirages and Stolen Stones Case Chiuse #10

Case Chiuse HQ
via Rosolino Pilo, 14
20129 Milano
www.casechiuse.net 
Visite su appuntamento dal 7 al 25 gennaio dalle ore 11 alle 19
Prenotazioni:
Paola Clerico paola.clerico@gmail.com 
Ginevra D’Oria ginevra.doria@gmail.com

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