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POMPEI
Parco Archeologico
NUOVO SPLENDORE
ALL’ANTIQUARIUM

Percorso espositivo
emozionante come un romanzo

Dal 25 gennaio 2021


Lo spazio museale dell’Antiquarium di Pompei è dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia della città: l’allestimento splendidamente rinnovato ha aperto al pubblico il 25 gennaio 2021. L’edificio, inaugurato negli anni settanta dell’Ottocento, subì dapprima un bombardamento durante la guerra, poi i danni di un terremoto. L’attuale cammino di visita è strutturato in modo da ripercorrere, attraverso reperti importanti, la storia di Pompei dall’età sannitica – IV secolo a.C. – fino alla tragica eruzione del 79 d.C., con particolare risalto all’inscindibile relazione con Roma.

Si trovano pezzi celebri dell’immenso patrimonio pompeiano, come gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro, gli argenti di Moregine o il triclinio della Casa del Menandro, assieme ai rinvenimenti dei più recenti, come i frammenti di stucco in I stile delle fauces della Casa di Orione, al tesoro di amuleti della Casa con Giardino, agli ultimi calchi delle vittime dalla villa di Civita Giuliana (vedi approfondimento DeArtes qui). L’organizzazione è a cura di Electa.

La riapertura del museo è accompagnata da due progetti digitali: Pompei. La città viva (vedi segnalazione DeArtes qui), una serie podcast; Amedeo, un web-bot e un audio racconto.

PERCORSO ESPOSITIVO
Si inizia con la Summa Pompeiana, dalla scoperta di Pompei nel 1748, che riscrisse la concezione che allora si aveva dell’Antico, sulla scia di Goethe che nel 1786 disse: “Molte sciagure sono accadute nel mondo, ma poche hanno procurato altrettanta gioia alla posterità. Credo sia difficile vedere qualcosa di più interessante”. Per la prima volta infatti si ebbe la possibilità di entrare all’interno delle case di una città antica.

L’età arcaica, VII-VI secolo a.C., segnò il grande sviluppo del nucleo urbano, con l’edificazione di dimore, templi, santuari alle divinità, sotto le influenze delle città magno-greche ed etrusche presenti nell’area del Golfo di Napoli. Seguì un periodo di crisi durante il V secolo, e lo stanziamento di popolazioni provenienti dall’Appennino come i Sanniti. La successiva alleanza con Roma, narrata dallo storico Livio, portò a un nuovo sviluppo edilizio, come ad esempio il restauro dell’antico Tempio Dorico del Foro Triangolare.

La Pompei che noi conosciamo si sviluppò a partire dai primi decenni del III secolo a.C.; il II secolo a.C. può essere definito “secolo d’oro” della città, con l’arrivo di mercanti da  

Delo, Rodi e Alessandria. Furono costruiti un teatro, alcuni templi destinati a culti stranieri fra cui quello dedicato all’egiziana Iside, una serie di edifici per la formazione fisica, culturale e militare dell’élite locale come la Palestra Sannitica e la domus publica. Vennero erette le Terme Stabiane e, nell’area del Foro Civile, fu ricostruito il santuario di Apollo. Sulla piazza, circondata da tabernae, si affacciarono nuovi monumenti di ispirazione romana, come il tempio di Giove, la Basilica e, poco distante, il mercato pubblico (macellum). Arrivavano merci dall’oriente e dall’Occidente del mediterraneo e venivano esportati vino e garum.

Grandi case, talvolta più lussuose di quelle presenti a Roma, si aprivano sulle strade, atte ad accogliere decine di visitatori al giorno, con i peristili, le sale da banchetto e di “privata luxuria”. 

Una tappa del percorso di visita si sofferma sul rapporto Roma versus Pompei, con la sanguinosa Guerra Sociale che vide Roma opporsi agli alleati Italici (91-89 a.C.) e Pompei aderente alla coalizione degli insorti. L’archeologia mostra i segni di questo assedio: lungo il settore nord-ovest delle mura sono ancora visibili i fori lasciati dai proiettili lanciati dalle catapulte.

Nell’80 a.C. si creò una colonia di veterani dell’esercito di Silla, e la Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum cambiò per sempre la vita della città, che si dotò di edifici allora in voga a Roma, come l’Odeion, il teatro per le rappresentazioni musicali e l’anfiteatro. Lungo le strade che uscivano dal nucleo urbano furono create necropoli monumentali e nel suburbio sorsero grandi ville aristocratiche come la Villa dei Misteri, e una miriade di piccole fattorie, il cui aspetto è testimoniato da Villa Regina a Boscoreale.

La visita all’Antiquarium prosegue con la Pompei Augustea e i monumenti nel Foro, costruiti da magistrati e personaggi potenti, spesso donne come nell’Edificio di Eumachia, il Macellum, per ospitare la congregazione degli Augustales, il Tempio della Fortuna Augusta, l’enorme Palestra Grande; altre opere interessarono il teatro e il Tempio di Venere. La città era ricca di case e mausolei, statue e ritratti dell’élite locale.

Durante l’età giulio-claudia (27 a.C.-68 d.C.) Pompei godette di un rapporto diretto con la corte imperiale che, sotto Tiberio e Nerone, soggiornò lungamente nell’area del Golfo, fra Capri e Baia. La vita era improntata al lusso. Le ville dell’aristocrazia sfoggiavano arredi in marmo, bronzo e argento, come la Casa del Menandro (appartenuta a un ramo della famiglia di Poppea Sabina, moglie di Nerone) e il tesoro di argenti rinvenuto a Moregine. Tra le scoperte più recenti, gli scavi della Regio V hanno restituito reperti di grande rilievo (vedi approfondimento DeArtes qui)

Il mondo “dorato” della prima età imperiale cessò a causa di un terribile sciame sismico. Seneca ricorda che structores et pictores erano insufficienti alle opere di ricostruzione. Vennero lavoratori da fuori e la città raddoppiò la sua offerta di locande, alloggi e postriboli. Prima dell’eruzione, il vulcano appariva come una fertile montagna e i pompeiani credevano di vivere protetti dagli dei.

Il 24 agosto, o il 24 ottobre del 79 d.C. come suggeriscono recenti studi, il Vesuvio riversò una pioggia di lapilli e frammenti litici su Pompei. L’eruzione durò fino al giorno dopo e il letto di pomici raggiunse i due metri. Alle 7.30 del giorno successivo una scarica violentissima di gas tossico e cenere ardente devastò la città, sorprendendo chiunque cercasse di fuggire. Una pioggia di cenere finissima, depositata per uno spessore di circa sei metri, aderì alle forme dei corpi e alle pieghe delle vesti e avvolse ogni cosa.

M.F.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa Parco Archeologico / Electa, 25 gennaio 2021
Contributi fotografici: © Francesco Squeglia, Parco Archeologico Pompei

Antiquarium di Pompei
Parco Archeologico di Pompei
ingresso da Porta Marina (Via Villa dei Misteri) Piazza Esedra (piazza Porta Marina Inferiore)
www.pompeiisites.org

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