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FIRENZE
Santa Maria Novella
RESTAURATE LE LUNETTE
DEL CHIOSTRO GRANDE

Affreschi voluti nel 500
da Eleonora da Toledo


Erano state pesantemente danneggiate durante l’alluvione del 1966. Sono state restaurate e valorizzate da una nuova illuminazione, le sei lunette contenute nel lato est del Chiostro grande di Santa Maria Novella a Firenze, inclusi i cinque ritratti di monaci domenicani situati nella volta a crociera sotto i capitelli presenti tra le lunette, e la prima lunetta d’angolo del lato sud.  L’intervento, reso possibile da un finanziamento privato, rientra nel progetto Florence I Care promosso del Comune di Firenze. Il complesso di Santa Maria Novella è da tempo al centro di un piano di valorizzazione che porterà, tra l’altro, a destinare alcuni spazi al nuovo museo della lingua italiana (approfondimento DeArtes qui).

CENNI STORICI
II Chiostro grande, edificato dal 1340 al 1360, fa parte del convento di Santa Maria Novella ed è il più grande chiostro della città. Negli anni 1562-1592 l’architetto Giulio Parigi, su committenza di Eleonora da Toledo, moglie del Granduca Cosimo I, procedette alla decorazione ad affresco commissionando i lavori a vari artisti dell’epoca come Bernardino Poccetti, Santi di Tito, Ludovico Cigoli e Alessandro Allori.

Nel secolo XVIII vennero risistemati gli elementi lapidei e alcune lunette rimaste vuote vennero dipinte. Il ciclo di affreschi, che si dispiega in 52 lunette, è considerato uno degli esempi più rappresentativi della pittura della Controriforma per l’ampiezza, il programma iconografico e la chiarezza didascalica delle storie. È incentrato sulla vita di San Domenico e altri santi domenicani. Nelle campate angolari sono raffigurate scene della vita di Cristo.

LA STORIA RECENTE
Dal 1920 il Chiostro faceva parte della scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri e, nel 2016, è stato annesso al Museo di Santa Maria Novella.

L’alluvione di Firenze nel 1966 causò danni notevoli di conservazione alle pitture: per cercare di salvarle, furono sottoposte al distacco dalla parete originaria, alla successiva riadesione a un nuovo supporto e alla ricollocazione in loco.

Nonostante il susseguirsi di interventi di restauro, sostanze inquinanti erano penetrate dentro le pitture con conseguente perdita di colore, e la colla non rimossa, conseguente al distacco degli affreschi, aveva causato l’attacco di microrganismi: problemi sui quali si è intervenuti con questa campagna di restauro.

M.F.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa Comune Firenze (edl), 18 febbraio 2021

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