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PALERMO
SPAZI CAPACI
L’arte scende nelle strade
e dà voce alla lotta alla mafia
Progetto triennale
itinerante per l’Italia

Dal 23 maggio 2021


Un progetto sperimentale di “memoria 4.0” per riappropriarsi degli spazi cittadini. Quattro opere di arte urbana danno il via a un’iniziativa di design sociale, itinerante per l’Italia nei prossimi tre anni, nata per ricordare il 29° anniversario della strage di Capaci, dove persero tragicamente la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Con Spazi Capaci/Comunità Capaci l’arte interpreta alcuni luoghi di Palermo simbolo della lotta alla mafia, e da qui si diramerà in tutta la Penisola per trovare il suo culmine nel 2023, quando ricorrerà il trentennale delle stragi di Firenze, Roma e Milano e dell’omicidio di Don Pino Puglisi.    

Il progetto sarà ufficialmente inaugurato il #23maggio 2021, anniversario della strage di Capaci, alla presenza delle autorità dello Stato, mentre la lavorazione delle prime opere, tutte pensate per spazi all’aperto, ha avuto inizio in un’altra data significativa: il 25 aprile.  

Albero Falcone

LE OPERE
Quattro opere segnano la partenza di questo “viaggio”, destinato ad arricchirsi di molti contributi lungo il suo percorso. “La porta dei Giganti” di Andrea Buglisi consiste in due enormi ritratti. Quello di Giovanni Falcone sarà realizzato sulla facciata di un grattacielo in via Duca della Verdura, mentre quello di Paolo Borsellino vedrà la luce, la prossima estate, in via Sanpolo. Tutti e due si trovano a pochi metri dall’aula bunker del carcere Ucciardone, dove si svolse il maxiprocesso che segnò una delle prime grandi vittorie dello Stato contro Cosa Nostra.

Sotto l’ “Albero Falcone” verrà collocata una statua dal titolo “L’attesa”, realizzata dall’artista trentino Peter Demetz, nella quale una giovane donna incarnerà l’aspettativa della città per la giustizia.  

Nel cortile dell’aula bunker dell’Ucciardone troverà spazio la colossale installazione di Velasco Vitali “Branco”, con 54 cani a grandezza naturale, in ferro, lamiere e cemento. L’opera rappresenterà la brama di potere della criminalità e anche la lotta civile, la trasformazione in custodi a guardia della verità: un cane tutto d’oro veglierà il caveau dove è conservata l’istruttoria del primo maxiprocesso.

Nella periferia di Brancaccio, per anni feudo dei clan, l’arte si riapproprierà di Piazza Anita Garibaldi, dove sorge la casa-museo di don Pino Puglisi. Qui Igor Scalisi Palminteri realizzerà un monumentale polittico urbano dal titolo “Roveto ardente”, uno dei simboli presenti nelle religioni dell’area mediterranea, per ricordare il sacerdote ucciso e recentemente proclamato Beato.

Spazi Capaci/Comunità Capaci è un progetto curato da Alessandro de Lisi, prodotto dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione. Hanno aderito la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo, il Teatro Massimo di Palermo, il Museo Archeologico Regionale Salinas, il Colosseo a Roma, con il plauso del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

M.C.
Fonte e immagini attinte al sito Fondazione Falcone, 25 aprile 2021

Fondazione Giovanni Falcone | Per un futuro senza mafie (fondazionefalcone.org)

#23maggio

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