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Libri
ESCE IL TESTAMENTO
INTELLETTUALE
DI GERMANO CELANT

A un anno dalla scomparsa
il volume cui stava lavorando

Dal 30 aprile 2021


Oltre 500 pagine, più di 300 immagini di cui molte inedite, una ricca raccolta di documenti e testi critici. A un anno dalla scomparsa, viene pubblicato uno degli ultimi lavori editoriali di Germano Celant, dal titolo The Story of (my) Exhibitions. Un volume imponente, a cui il celeberrimo critico d’arte stava lavorando, dedicato a 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018.

Per cinquant’anni ho praticato diverse scritture: la teorica per la stesura saggi, l’editoriale per la costruzione di libri e di cataloghi, e infine l’espositiva […]. The Story of (my) Exhibitions tenta di portare l’attenzione su quest’ultimo tipo di scrittura. Germano Celant

Celant stava lavorando da tempo a un progetto editoriale che fosse la sintesi della sua ampia indagine critica e questo volume, di cui ha seguito tutte le fasi di lavorazione, ne rappresenta l’esito, sottolinea lo Studio Celant che ha collaborato con Silvana editoriale affinché fosse seguita l’impostazione originale del libro.

Germano Celant all’interno della mostra / Germano Celant in the exhibition Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, Fondazione Prada, Milano, 2018. Photo by Ugo Dalla Porta. Courtesy Fondazione Prada, Milano

Il volume, disponibile dal 30 aprile 2021, racconta la logica dell’esporre che ha caratterizzato il lavoro di Celant, la metodologia della ricerca e le diverse tipologie di allestimento utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di mostre in ordine cronologico che riflettono la complessità del suo contributo alla storia delle esposizioni.

Si parte dal 1967 con la prima definizione dell’Arte Povera, per poi passare alle vicende contemporanee nazionali e internazionali, dalla Biennale di Venezia nel 1976, al Centre Georges Pompidou di Parigi nel 1989, al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, alla Triennale di Milano nel 2015, per citare solo pochi esempi di un ambito di ricerca che lo ha visto protagonista per interi decenni nelle più importanti sedi museali al mondo.

Una panoramica da cui emerge l’evoluzione della pratica curatoriale di Celant, dall’interpretazione personale all’attenzione per il documento storico, con lo sguardo sempre rivolto verso i media non tradizionali, come libro, disco, fotografia, e verso gli sconfinamenti tra i diversi linguaggi, quali arte, architettura, design.

The Story of (my) Exhibitions rivela la ricchezza di uno straordinario percorso umano e professionale, in cui una costante tensione culturale, alimentata dal rigore scientifico, si risolve nella spettacolare messa in scena delle opere d’arte, capaci di suggestioni e sensibilità ad ampio spettro: una dicotomia che rivela la profondità del lavoro di Celant, traccia il perimetro della sua eredità scientifica e ne rappresenta un vivo testamento intellettuale.

M.F.C.S.
Fonte: Facco P&C, 26 aprile 2021 

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