Una mostra per i 100 anni dalla nascita di Joseph Beuys, che ha segnato la storia dell’arte contemporanea con la sua idea di “arte ampliata”, interpretata in senso antropologico. Opere, multipli, video e documenti omaggiano l’attualità del pensiero dell’artista tedesco, l’impegno ambientale, il rapporto tra arte e scienza. Il programma espositivo della Casa del Mantegna a Mantova riparte con “Joseph Beuys. Il Tamburo dello Sciamano”, mostra promossa dall’Associazione Culturale Flangini e curata da Antonio d’Avossa, critico d’arte e docente emerito all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, studioso dell’opera e del pensiero del maestro tedesco.

Grande protagonista della sperimentazione concettuale, Beuys compendia – con Andy Warhol, di cui era amico ed estimatore benché su posizioni diverse – le linee fondamentali dell’arte visiva del secondo dopoguerra. Assai noto in Europa e negli USA, dal 1971 lavorò ed espose frequentemente in Italia. Legato in un primo tempo a Fluxus, gruppo che intendeva ricreare il senso dell’arte in relazione alla vita, fu sempre molto attivo nel proporre temi ecologici e politici e fornì un contributo essenziale alla fondazione del movimento dei Verdi (Die Grünen) in Germania.

Postkarten 1968-1986, Edizioni Staeck, Heidelberg

In mostra, oltre 100 esemplari di multipli e opere uniche, provenienti da collezioni private e pubbliche, dimostrano un uso strategico di questo “arsenale” creativo e pacifico come arma di propaganda di un pensiero divenuto oggetto di lettura. Circa 150 documenti rari guidano il visitatore lungo il percorso, allestito dal 19 giugno al 29 agosto 2021: i manifesti firmati, le cartoline e le fotografie parlano della sua attività e del suo pensiero. Inoltre, alcuni video realizzati tra il 1964 e il 1985, che testimoniano le famose “azioni” durante le quali l’artista coinvolgeva il pubblico con discussioni su temi sociali, dando vita a un nuovo concetto di scultura: la “scultura sociale” (Soziale Plastik).


Rosa per la diretta democrazia, Edizioni Staek, Heidelberg 1973

Di particolare interesse in mostra la ricostruzione simbolica dell’incidente dell’aereo Stuka JU-87, caduto sul fronte russo in Crimea, a causa di un’improvvisa tempesta di neve, nel febbraio 1943. L’artista fu soccorso da una tribù di nomadi tartari, che praticarono una medicina sciamanica di “ricostruzione”, ricoprendo il suo corpo di grasso animale e avvolgendolo nel feltro. Successivamente venne trasportato nell’ospedale militare tedesco.
Il contatto con la cultura dei Tartari favorì lo sviluppo dell’idea di arte come esperienza salvifica del mondo malato.
A corollario, incontri con il curatore e con studiosi, e percorsi didattici.


M.C.S.
Fonte: Press agent, 21 maggio e 3 giugno 2021
Immagine di apertura: Bottiglie d’olio F.I.U. 1984, Edizioni Lucrezia De Domizio, Pescara

JOSEPH BEUYS. IL TAMBURO DELLO SCIAMANO
19 giugno – 29 agosto 2021
Ingresso libero

Casa del Mantegna
via Acerbi 47- 46100 Mantova
Tel: 0376 360506 – 0376 357529
casadelmantegna@provincia.mantova.it
info@casadelmantegna.it
www.casadelmantegna.it