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Uscite discografiche
VLADIMIR ASHKENAZY
DANIIL TRIFONOV
Due star del pianismo mondiale
interpretano Bach
Generazioni a confronto
Da ottobre 2021


Due diverse uscite discografiche offrono altrettante visioni dell’universo bachiano, interpretato da due tra i pianisti più celebri e acclamati e del panorama internazionale: Vladimir Ashkenazy, per Decca, propone le Suite inglesi, mentre Daniil Trifonov, per Deutsche Grammophon, indaga l’Arte della vita del compositore di Eisenach.

VLADIMIR ASHKENAZY. BACH
Un doppio album a prezzo speciale raccoglie l’ultima registrazione delle Suites Inglesi 1-3 di Vladimir Ashkenazy e la sua prima incisione di Bach del 1965, il Concerto in re minore. Cinquantasei anni separano le due registrazioni, che segnano la più lunga associazione esclusiva della storia discografica intercorsa tra un pianista e la sua etichetta, la Decca.

Le Suite Inglesi n. 1 in la magg. BWV806, n. 2 in la min. BWV 807, n. 3 in sol magg. BWV 808 sono l’ultima fatica di Ashkenazy dedicata alle principali opere per tastiera di Bach. Nel 2004 ha iniziato con i 48 Preludi e Fughe del Clavicembalo ben Temperato accolto con successo dalla critica. Le successive pubblicazioni includevano il Concerto Italiano e le Suites Francesi complete, oltre alle 6 Partite. Come bonus disc troviamo la prima registrazione di Bach di Ashkenazy del 1965, il Concerto in re min. BWV 974.

Ashkenazy (Gor’kij, 1937) pianista e direttore d’orchestra russo, naturalizzato islandese e che risiede in Svizzera, dopo aver trionfato al Concorso Internazionale Tchaikovsky di Mosca nel 1962, immediatamente firmò l’esclusiva per Decca. Anche se le sue prime incisioni furono dedicate al repertorio russo – Rachmaninov e Tchaikovsky – Decca decise di proporre un concerto di Bach nel corso di una registrazione presso la

Kingsway Hall, prodotta da Erik Smith e da Kenneth “Wilkie” Wilkinson. È stato l’inizio di un viaggio che lo ha accompagnato nel corso della sua lunga carriera assieme al compositore che forse maggiormente venera.
In distribuzione dalla metà di ottobre: due CD e digitale.

DANIIL TRIFONOV BACH – THE ART OF LIFE
Questo album parla, in molti modi, di amore: l’amore romantico tra Johann Sebastian e la sua prima e seconda moglie; amore familiare tra genitori e figli; e amore per il Creatore, scrive Daniil Trifonov, che il Los Angeles Times definisce «uno dei pianisti più straordinari del mondo. La leggenda cresce».

Daniil Trifonov (Nižnij Novgorod, 5 marzo 1991), pianista e compositore russo, presenta il suo nuovo disco solista della Deutsche Grammophon, Bach – The Art of Life. Incentrato sull’ultimo capolavoro di Johann Sebastian Bach L’arte della fuga, il nuovo doppio album riflette l’intuizione di Trifonov riguardo la vita familiare e la creazione musicale di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

Opere di quattro dei figli di Johann Sebastian, oltre a due pezzi noti per essere stati tra i preferiti della famiglia Bach, sono inclusi nel programma che spazia da spensierati brani di danza, alla maestosità della Ciaccona in re minore. Già rinomato per le sue registrazioni del repertorio romantico, Daniil Trifonov porta ora la stessa magica combinazione di vitalità, sensibilità e padronanza tecnica impeccabile.

L’album inizia con un ritratto di famiglia, sotto forma di quattro affascinanti opere dei suoi figli di talento: la Sonata n. 5 in la maggiore di Johann Christian, la Polacca n. 8 in Mi minore, Rondò in do minore di Carl Philipp Emanuel e Variazioni, di Johann Christoph Friedrich “Ah, vous dirai-je, maman”.

Trifonov presenta anche una selezione di musica dal taccuino che Johann Sebastian dette alla sua seconda moglie Anna Magdalena nel 1725. E tra i brani che Bach forse utilizzò quando insegnava ai suoi figli, si trova un Minuetto di Christian Petzold e una canzone d’amore: l’aria di Gottfried Heinrich Stölzel “Bist du bei mir”. A fare da contrasto a questi brevi brani, c’è l’interpretazione della trascrizione per la mano sinistra di Brahms della Ciaccona in re minore, originariamente scritta per violino solo e ritenuto da alcuni la risposta di Bach alla morte della sua prima moglie Maria Barbara.

Trifonov fa emergere un misto di sensibilità barocca e romantica della musica, fondando la sua architettura su una sonorità oscura e meditativa. Mostra una tecnica altrettanto impeccabile in The Art of Fugue, che consiste in quattordici fughe e quattro canoni che esplorano, su base matematica, le possibilità contrappuntistiche inerenti a un unico tema. Questo lavoro monumentale è raramente eseguito, in parte a causa della sua esigenze tecniche e in parte, come spiega Trifonov, “perché è tutto scritto in una chiave e su un tema, quindi l’esecutore deve apportare abbastanza varietà alla partitura”. Il pianista è incuriosito dai tentativi di Bach di basare l’opera sulla sequenza di Fibonacci e sul rapporto aureo, ma osserva che il risultato è “molto più di un esperimento scientifico: come sempre con Bach, è riuscito a fare musica di indescrivibile bellezza ed emozione”.

 Bach non è sopravvissuto per terminare il contrappunto finale de L’Arte della Fuga, e alcuni musicisti hanno avanzato tentativi di completamento congetturale. Per questa registrazione, Trifonov, abile compositore, ha creato una conclusione senza soluzione di continuità, stilisticamente rispettosa, degna del genio di Bach. Conclude il programma un’eloquente lettura della trascrizione di Dame Myra Hess di “Jesu, Joy of Man’s Desiring”.
Bach – L’arte della vita è disponibile da ottobre 2021, in due CD Deutsche Grammophon.

M.C.S.
Fonte: Universal Music, 8 ottobre 2021

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