Pier Paolo Pasolini è stato un intellettuale intransigente, acuto e ‘scomodo’ del secondo Novecento italiano. Scrittore, giornalista, opinionista, attivista e regista, ha dispiegato il suo pensiero in una moltitudine di opere e documenti che lo rendono una delle figure cardine del dibattito culturale nazionale e internazionale del secondo dopoguerra. A ridosso del centenario della nascita (Bologna, 1922) e per continuare ad alimentare un confronto con il suo lascito intellettuale, la mostra di Palazzo Ducale a Genova vuole riportare l’attenzione sulla sua figura e sulle sue principali esperienze personali, culturali e professionali attraverso il mezzo della fotografia, partendo dalla constatazione che Pasolini è stato uno dei personaggi pubblici più fotografati del suo tempo.

Pasolini con Moravia estate 1960 – Foto Federico Garolla

La sua relazione con il mezzo fotografico è stata ambivalente. Se da una parte scriveva «niente come fare un film costringe a guardare le cose», il suo rapporto con le immagini immobili era differente come testimoniano le sue parole: «alle fotografie è sufficiente dare una occhiata. Non le osservo mai più di un istante. In un istante vedo tutto». Eppure per tutta la sua vita Pier Paolo Pasolini ha sempre dimostrato grande disponibilità nel farsi fotografare, anche nei momenti privati. L’enorme quantità di materiale fotografico che lo raffigura rende possibile costruire, attraverso un’attenta selezione, un percorso nelle principali esperienze che hanno caratterizzato il suo lavoro e che hanno scandito la sua sfera privata.

Pier Paolo Pasolini a Centocelle, Roma, 1960 – Foto Federico Garolla

Suazes con Palazzo Ducale, e con la collaborazione del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, ha organizzato un percorso che riunisce circa 260 pezzi fra fotografie e documenti d’epoca e che coinvolge oltre cinquanta tra fotografi e archivi. La mostra, a cura di Roberto Carnero, Piero Colussi e Marco Minuz, si organizza in sezioni che non seguono un ordine cronologico ma sono raggruppate per temi: la città di Roma, i ragazzi delle borgate romane, il concetto di corpo, la passione per il calcio, le sue frequentazioni, il suo impegno politico pubblico, la figura della madre, le abitazioni romane in cui ha vissuto, i ritratti fotografici, un oggetto ricorrente, l’iconografia di Cristo, l’esperienza del cinema, gli anni giovanili, le celebrazioni funebri a Roma e a Casarsa della Delizia, dove ha trovato eterno riposo.
In ogni area il nucleo di fotografie è accompagnato da testi di spiegazione, da una serie di citazioni di Pasolini legate al tema e un video dedicato.

M.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa Palazzo Ducale, 22 novembre 2021
Immagine di apertura: foto Massimo Listri, Roma 1973

PIER PAOLO PASOLINI.
NON MI LASCIO COMMUOVERE DALLE FOTOGRAFIE
30 novembre 2021 – 13 marzo 2022

Palazzo Ducale – Loggia degli Abati
Piazza Matteotti 9 – 16123 Genova
Tel. 0108171612
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