Le attività degli ‘investigatori dell’arte’ hanno portato, di recente, alla restituzione di beni all’Ambasciata di Panama, al Museo Archeologico dell’Umbria e al Museo Filangieri, all’abbazia di Scandicci e al comune di Fidenza.

I controlli vengono svolti avvalendosi della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il database creato, gestito e costantemente alimentato dalla Sezione elaborazione dati del Comando TPC: il più completo archivio informatico esistente al mondo, dove sono registrati oltre 1.3 milioni di files relativi a beni da ricercare, con descrizioni e immagini.

COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE: RESTITUITI BENI ARCHEOLOGICI ALL’AMBASCIATA DI PANAMA
Due reperti archeologici sono stati recuperati, e poi riconsegnati al Paese dell’America centrale, a seguito di attività investigative condotte dai Carabinieri TPC.

Il primo dei due manufatti è un vaso in terracotta policroma e decorazioni tipiche dello stile Maracas, appartenente alla cultura del Gran Coclè (850-1000 d.C.), presente nell’antico territorio dell’odierno Panama. Il reperto è stato recuperato dal Nucleo TPC di Cosenza nel corso della complessa attività d’indagine sul traffico internazionale di reperti archeologici nota come operazione “Achei”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.

Il secondo oggetto è un vaso precolombiano in ceramica sequestrato dal Nucleo TPC di Napoli nell’ambito di un procedimento penale presso la Procura del Tribunale di Nola (NA). Il bene archeologico è stato realizzato a Panama e sequestrato, insieme ad altri reperti, a un privato cittadino nel comune di San Giuseppe Vesuviano (NA).

La restituzione è avvenuta il 24 giugno 2022 presso la Caserma “La Marmora”, sede del Reparto Operativo, Gruppo e Nucleo di Roma del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), dal Comandante TPC, Gen.B. Roberto Riccardi, il quale ha consegnato i due oggetti all’Ambasciatrice di Panama in Italia, S.E. Ana Maria Reyes.

Erano presenti il Ministro del Governo panamense, S.E. Janaina Isabel Tewaney Mencomo, il Viceministro degli Affari Multilaterali e della Cooperazione Internazionale del Panama, S.E. Ana Luisa Castro Novey, e il Ministro Consigliere d’Ambasciata, Dott. Wilson Dawson.

M.C.S. 24 giugno 2022

CARABINIERI TPC DI PERUGIA
RESTITUZIONE DI ANTICHI MANUFATTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELL’UMBRIA
Si è conclusa con la restituzione allo Stato italiano, la vicenda inerente un cospicuo numero di manufatti archeologici “di particolare interesse e valenza culturale”.

L’eterogeneo nucleo di reperti è costituito da oggetti bronzei, ceramici, vitrei, oreficerie, ornamenti personali in pietre dure e pasta vitrea, la cui produzione è stata collocata in un arco cronologico compreso tra il X secolo a.C. e la prima età imperiale (I secolo a.C. – II secolo d.C.). Per quanto riguarda l’area geografica di riferimento, dalla composizione dei materiali e dai criteri di realizzazione e raffigurazione, la produzione è stata riferita ad ambiti italico, etrusco e romano. Il valore economico complessivo, che prescinde in modo sostanziale da quello storico-artistico riferito alla natura di “testimonianza culturale”, è stato quantificato in circa 15.000 euro.

L’individuazione e il sequestro degli oggetti, che costituivano una piccola ma interessante collezione privata, risale al 2016, quando due privati collezionisti perugini ne stavano tentando la vendita all’incanto. Dietro segnalazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, i Carabinieri dello specializzato reparto dell’Arma che dal 2016 operano a Perugia sono riusciti, sequestrandoli, a impedire la vendita dei beni, risultati privi della documentazione che ne attestasse il possesso lecito. I due fratelli infatti, per ottenere l’autorizzazione alla vendita, avevano comunicato alla Soprintendenza il possesso di alcuni oggetti d’archeologia ricevuti in eredità dal padre, senza però addurre alcun documento.

La vicenda si è conclusa con la restituzione a favore del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria diretto dalla dott.ssa Maria Angela Turchetti, da parte dei Carabinieri del Nucleo TPC di Perugia, con Comandante il Ten. Col. Guido Barbieri.

M.C. 18 giugno 2022

CARABINIERI TPC DI NAPOLI
SCULTURE DELL’OTTOCENTO RESTITUITE AL MUSEO FILANGIERI
Le due sculture di “Satiri e Ninfe danzanti”, di manifattura napoletana, trafugate da Villa Livia a Napoli, sono state realizzate in ceramica bianca nell’Ottocento e sono state sequestrate a luglio 2020 al titolare di un negozio di antiquariato di Roma, in quanto provento di un furto denunciato a marzo 2018 dal Direttore del Museo Civico Gaetano Filangieri.

Presso la Sala Agata del Museo Civico Gaetano Filangieri a Napoli, il 14 giugno 2022, il Nucleo Carabinieri TPC di Napoli, rappresentato dal comandante Ten. Massimiliano Croce, ha restituito le opere al direttore del museo, dott. Paolo Jorio.

M.C.S. 13 giugno 2022

CARABINIERI TPC DI FIRENZE
RECUPERATA EPIGRAFE SOTTRATTA NEL 1944 DALL’ABBAZIA DI SCANDICCI (FI)
Un’epigrafe in marmo dell’XI secolo, proveniente dal campanile dell’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo di Scandicci (FI), dispersa dal 1944 e della quale si credevano perse le tracce, è stata restituita dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze, Cap. Claudio Mauti, al parroco, don Carlo Maurizi.

L’attività investigativa, che ha portato al recupero dell’importante testimonianza storiografica del Medioevo fiorentino, è stata avviata in seguito alla denuncia sporta da dallo stesso don Maurizi, informato da uno studioso della presenza del manufatto presso un deposito privato della provincia. L’epigrafe è stata recuperata e il detentore denunciato per ricettazione di beni culturali.

M.C.S. 20 giugno 2022

CARABINIERI TPC DI PERUGIA
RESTITUITI AL COMUNE DI FIDENZA DUE TESTI DEL CINQUECENTO E DELL’OTTOCENTO
Il primo volume è un testo a stampa in latino dal titolo “Dictionarium Latinum Ambrosii Calepini, nunc recens post omnes impressiones et castigatum, et auctum”, pubblicato a Venezia nel 1546, opera di natura lessicografica ed enciclopedica sulla lingua latina scritta dall’umanista Calepino Ambrogio detto “Calepino” (1435-1510).

Il secondo è un testo a stampa in italiano-latino dal titolo “Delle orazioni scelte di M. Tullio Cicerone” con commenti e note di don Raffaele Marchesi (Magione 25/02/1810 – Firenze 08/07/1871), presbitero, insegnante e scrittore impegnato nella costituzione delle scuole notturne, destinate all’emancipazione sociale delle classi popolari perugine dell’Ottocento. L’opera, pubblicata dalla tipografia Aldina di Prato, raccoglie, rilegati, i due testi “Orazioni di genere giudiziale” (1856) e “Orazioni di genere deliberativo” (1859).

Entrambe le opere bibliografiche erano state illecitamente sottratte in data imprecisata. L’indagine che ha portato gli “investigatori dell’arte” umbri a sequestrare i due testi, individuati assieme ad altro materiale bibliografico di “non chiara” provenienza e sul quale sono ancora in corso le verifiche del caso, ha preso avvio nel 2021 a seguito del controllo inerente un annuncio di vendita online pubblicato sul portale eBay. I testi hanno attirato l’attenzione dei Carabinieri per la loro particolare natura e per alcuni segni distintivi considerati vere e proprie “impronte digitali” – gli ex libris, i timbri o le annotazioni di appartenenza – in alcuni casi alterati con abrasioni e cancellature per impedire l’individuazione dei luoghi di provenienza.

Presso la sede della Biblioteca Civica “Michele Leoni” del Comune di Fidenza (PR), l’11 giugno 2022, alla presenza di autorità civili e militari, i due volumi appartenenti a quel fondo storico sono stati restituiti dal Comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Perugia, Ten. Col. Guido Barbieri, al sindaco, dott. Andrea Massari.

M.C.S. 11 giugno 2022

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