Al Museo Archeologico Regionale la mostra riunisce la straordinaria varietà di tendenze stilistiche e forme espressive legate a questa corrente pittorica del primo Novecento.

Un’occasione unica per poter ammirare, per la prima volta in Italia, capolavori di una delle avanguardie più significative del XX secolo mai usciti prima d’ora dal territorio elvetico. Il Museo Archeologico Regionale di Aosta presenta una mostra d’eccezione, frutto della collaborazione scientifica con uno dei più importanti musei d’arte elvetica: il Kunst Museum di Winterthur.

[Louis Moilliet (Berna, 1880 – Vevey, 1962), La giostra 1916 – 1917 © Hans Humm, Zürich]

L’esposizione racconta, dal 25 giugno al 23 ottobre 2022, una stagione straordinaria ma ancora poco conosciuta, quella dell’Espressionismo svizzero. La rassegna riunisce per la prima volta capolavori provenienti da tutta l’area geografica elvetica, includendo sia il Ticino sia la zona della Svizzera francese.

Nei primi anni del Novecento, furono numerosi gli artisti di provenienza elvetica che trovarono nell’estetica cruda e nei colori forti e simbolici tipici dell’Espressionismo piena esternazione di sé e del tempo in cui vivevano. Il movimento si sviluppò gradualmente – dagli inizi alla prima metà del Novecento – in diverse aree geografiche del Paese, tanto da definire approcci espressivi e tendenze stilistiche molto diverse tra loro, che portarono alla definizione di numerosi gruppi di artisti, per cui si può parlare di ‘plurilinguismo elvetico’.

Se da un lato l’influenza del vicino Fauvismo francese si manifestava nei lavori dell’artista solettese Cuno Amiet, precursore dell’Espressionismo svizzero, e a Ginevra nelle intense gamme cromatiche del gruppo Le Falot interessato all’estetica del colore, dall’altro l’esperienza tedesca del Die Brücke ebbe riscontro nel gruppo lucernese Der Moderne Bund e in quello basilese dei Rot-Blau, più interessati al valore simbolico del colore.

[Alice Bailly (Ginevra, 1872 – Losanna, 1938), Fredda mattina in Lussemburgo, 1921 © Kunst Museum Winterthur]

Ad Ascona si formò il gruppo dell’Orsa Maggiore, rivolto alla rappresentazione dell’idilliaco paesaggio ticinese. Tuttavia, furono numerosi anche quegli artisti che perseguirono una ricerca individuale senza aderire ad alcun gruppo e affrontando i temi più vari: dalla politica alle questioni sociali, dalla sofferenza della guerra alla rappresentazione paesaggistica.

Non mancano, in mostra, straordinarie figure femminili come quella di Alice Bailly, con il celebre Primavera grigia. Si ammirano Il grande carosello di Louis Moilliet, Paesaggio a Mendrisiotto di Hermann Scherer, e opere dall’inconfondibile tratto crudo tipico della stagione espressionista come Interno con tre donne di Albert Muller o La lettrice di Hans Berger.

La mostra, prodotta da Expona di Bolzano, è diretta dal curatore del Kunst Museum Winterthur, David Schmidhauser, in collaborazione con Daria Jorioz, dirigente della Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Valle d’Aosta. Catalogo italiano/francese di Silvana Editoriale

M.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa, 16 giugno 2022
Immagine di copertina:
Albert Müller (Basilea, 1897 – 1926), Interno, 1924
© Kunst Museum Winterthur

ESPRESSIONISMO SVIZZERO
25 giugno – 23 ottobre 2022

Museo Archeologico Regionale
Piazza Roncas 12 – 11100 Aosta
Tel. 0165.275902

Informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta
Struttura Attività espositive e promozione identità culturale
Tel. 0165.275937
u-mostre@regione.vda.it
www.regione.vda.it

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