Il concerto di mezza estate con gli archi dell’OCM ha rinnovato il connubio artistico tra musica e luoghi di storica bellezza.

Nella splendida cornice di Palazzo Te, culmine del genio architettonico e pittorico di Giulio Romano, nell’iconica Sala dei Cavalli, il pubblico è accorso alla proposta estiva di Oficina OCM, che ha fatto da ponte tra il festival Trame Sonore dello scorso giugno e la prossima stagione invernale Tempo d’Orchestra. Protagonista, l’Orchestra da Camera di Mantova in formazione di soli archi, con primo violino Filippo Lama.

La serata si è aperta con la Holberg suite op.40 composta da Edvard Grieg nel 1884 per omaggiare lo scrittore e uomo di teatro Ludvig Holberg, vissuto tra il 1684 e il 1754, nato in Norvegia ma considerato una figura chiave della letteratura danese. La suite si ispira a danze della tradizione popolare che Grieg elaborò, con straordinaria capacità inventiva, attingendo a forme del barocco e traghettandole in uno stile moderno che ha precorso i tempi, presentante anticipazioni che taluni studiosi definiscono impressioniste. L’OCM ha sposato appieno la spontaneità di visione di Grieg, la freschezza della trama armonica e l’immediatezza degli elementi descrittivi.

Ha ricondotto in Italia, ma anche alla Francia dove il “cigno di Pesaro” trascorse gli ultimi anni della sua vita, Une larme, appartenente alla vasta raccolta dei Péchés de vieillesse nei quali Gioachino Rossini riversò le sue due anime conviventi: ironia e malinconia. Un capolavoro miniaturistico che, oltre al tema, prevede una serie di impegnative variazioni che hanno posto in luce il talento di Stefano Guarino, primo violoncello dell’OCM, il quale ha affrontato agevolmente le difficoltà virtuosistiche cingendole del dovuto lirismo.

In conclusione di programma la Simple Symphony dell’inglese Benjamin Britten, che la abbozzò quando aveva tra i nove e i dodici anni, per completarla successivamente, poco più che ventenne. Dimostrazione di un talento precoce e smisurato, questa composizione si basa sulla semplicità delle intuizioni, sull’abilità dell’autore di innestare, sopra spunti attinti sia al classico sia al folkore, una vena di spiccata originalità. Nell’esecuzione OCM hanno dominato, nei quattro movimenti della Simple Symphony, l’agilità in Boisterous Bourrée, la delicatezza in Sentimental Saraband, e una ventata di vibrazioni nel Frolicsome Finale. Nel mezzo, il celebre Playful Pizzicato, eseguito con precisione, leggerezza e brio.

Il bis ha interessato nuovamente il folklore, con le danze rumene di Béla Bartók, che hanno confermato la linea stilistica adottata da OCM in questa occasione: una serata all’insegna del buon gusto esecutivo e dell’equilibrio, esternati con quella vivace naturalezza che nasce dalla conoscenza della materia musicale e dall’amore verso la stessa.

La produzione è approdata due giorni dopo a Tarquinia per l’inaugurazione della 29a edizione dell’Etruria Musica Festival.

Recensione Maria Luisa Abate
Visto a Palazzo te, Mantova, il 25 luglio 2022
Contributi fotografici: MiLùMediA for DeArtes

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