14 città e paesi, 20 siti culturali, 4 contesti paesaggistici: conferenze, visite, concerti, passeggiate, da Tiziano a Giorgione, Canova, Veronese.
Parte da Treviso per concludersi il 28 settembre 2025, la ventunesima edizione dell’Estate Tizianesca, la rassegna che da oltre vent’anni propone un approccio diverso ai territori, all’arte e alla fruizione turistica, grazie all’impegno della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, che promuove ricerche, restauri, eventi e attività culturali ispirate alla figura di Tiziano e al suo legame con il Cadore ei territori veneti.
Sotto la guida della Fondazione, Maria Giovanna Coletti, con il contributo di un comitato scientifico internazionale e grazie ai tanti importanti partner che la affiancano, l’Estate Tizianesca si è affermata negli anni quale motore di rigenerazione culturale , grazie ai tantissimi incontri con studiosi, mostre, concerti, itinerari e visite, capacità di intrecciare in modo inusuale arte, paesaggio e partecipazione attiva. Un laboratorio diffuso di conoscenza, cittadinanza e valorizzazione del patrimonio di uno dei territori più identitari delle Dolomiti, che ora amplia lo sguardo connettendosi al progetto della Regione Veneto Terre Natie, per intrecciare i percorsi di Tiziano, Giorgione e Canova, e ad altri progetti di valorizzazione di luoghi iconici di grandi artisti veneti come Veronese.
La rassegna si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale della Fondazione Milano Cortina 2026 e si svolge in vista dei 450 anni della morte del pittore cadorino nel 2026.

I LUOGHI E GLI APPUNTAMENTI
L’edizione 2025, oltre a coinvolgere le numerose località dolomitiche legate a Tiziano, che nei suoi dipinti faceva rivivere la luce, i colori e le montagne della sua terra – Pieve di Cadore paese natale del Maestro in primis, Laggio, Vinigo, San Vito, Nebbiù e Lorenzago di Cadore, ma anche Cortina, Belluno, Vittorio Veneto e Feltre – coinvolge quest’anno anche Treviso, Castelfranco Veneto, Possagno e Maser.
Un progetto che intreccia quindi geografie e identità: la pianura veneta intorno a Castelfranco per Giorgione, le colline trevigiane di Maser e le Prealpi venete di Possagno per Veronese e Canova, le montagne del Cadore per Tiziano. Contesti diversi ma uniti da un confronto artistico imprescindibile con la luce e con il complesso nodo acqua-terra che è Venezia.
Arte e musica, in particolare, portano quest’anno – insieme ad esperienze collettive e sensoriali – a far scoprire al pubblico siti e storie d’arte e cultura unici, grazie al coinvolgimento di eminenti storici dell’arte, studiosi di fama internazionale, restauratori. Molte conferenze sono precedute da visite guidate esclusive accompagnate da esperti, per mettere in dialogo opere e luoghi, racconti e comunità.
Nel complesso: 21 conferenze, 8 concerti, 4 eventi esperienziali come buone pratiche di comunità, 26 studi coinvolti, 14 paesi e città, 20 siti culturali: la Cattedrale, il Battistero e Palazzo Giacomelli a Treviso, il Duomo, il Museo Casa Giorgione e il Teatro Accademico a Castelfranco Veneto, il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno, Villa Barbaro a Maser, il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, la Chiesa Arcidiaconale di S. Maria Nascente e il Forte Monte Ricco a Pieve di Cadore, la Cattedrale di Ceneda, il Seminario vescovile e il Museo del Cenedese a Vittorio Veneto, il Castello di Lusa a Feltre, il Museo Civico di Palazzo Fulcis a Belluno, la chiesa della Madonna della Difesa e la chiesetta di San Rocco a Lorenzago di Cadore, la chiesa di San Giovanni Battista a Vinigo di Cadore.

LE CONFERENZE
Juliette Ferdinand grande studiosa dei giardini rinascimentali ci conduCE a scoprire il dialogo tra giardini dipinti e giardini reali nel Veneto del Cinquecento, tanti sono quelli raffigurati nelle opere di Paolo Veronese, nei dipinti di Ludovico Pozzoserrato e Benedetto Caliari, in alcune scene di Tintoretto e inseriti dallo stesso Tiziano nella serie delle Veneri con musicista: fantasia o realtà? Rebecca Civettini ripercorre la figura – centrale nella Venezia artistica e culturale del Seicento – del grande storico dell’arte Marco Boschini, autore tra l’altro de La Carta del navegar pitoresco (1660) e de Le Minere della pittura (1664): Boschini celebra Tiziano come una guida per le generazioni future.
Ancora: della relazione tra il pittore di Pieve e la Francia, dall’idea al colore, dal Re Sole a Dumas, parla Cristina Farnetti; mentre nell’incontro con Melissa Conn direttrice di Save Venice, Gabriele Matino e la restauratrice Enrica Colombini, si viene aggiornati sul restauro del Tobiolo e l’Angelo Raffaele di Tiziano alla Madonna dell’Orto a Venezia, e sulle novità emerse; importanti sono poi le interpretazioni proposte da Enrico Maria Dal Pozzolo in merito alla Madonna con il Bambino riportata all’attenzione dall’antiquario Carlo Orsi, opera di Tiziano (e Girolamo Dente).
Anche Veronese è al centro dell’Estate tizianesca: dei rapporti tra pittore e committenti e di come questi siano ritratti o si celino nelle sue opere, sotto i santi omonimi o gli stemmi della propria casata, ci parla Stefania Mason che è anche presidente del comitato scientifico della Fondazione Tiziano e Cadore, mentre Dal Pozzolo illustra la grande mostra monografica da lui co-curata e dedicata a Paolo Veronese, autore delle “Nozze di Cana”, da poco inaugurata al Museo del Prado di Madrid.
Accanto a questi, ricordiamo gli altri relatori del ricco cartellone di conferenze: Bernard Aikema, Mario Piana, Emanuele d’Andrea, Antonio Genoa, Letizia Lonzi, Rossella Lauber, Francesco Di Mauro, Don Paolo Barbisan, Dulcia Meijers, Matteo Da Deppo, Gloria Manera, Thomas dalla Costa e Maria Agnese Chiari Moretto Wiel; mentre, tra gli accompagnatori illustri nelle viste guidate ai luoghi, non possiamo non ricordare Matteo Melchiorre e Marta Favaron, Carlo Cavalli, Marilena Marchioni, Silvia Bevilacqua ei volontari di Chiese Aperte.
LE BUONE PRATICHE DI COMUNITÀ TRA PAESAGGIO E DEGUSTAZIONI
Il programma si arricchisce di passeggiate esperienziali, momenti in cui cammino, ascolto, memoria e gusto si fondono in un’esperienza partecipata e profondamente legata al territorio. Dal centro storico di Pieve, raccontato attraverso suoni e immagini nel progetto “Gente di Montagna”, ai percorsi tra natura e cittadinanza attiva con i ragazzi di Pieve Estate, fino agli appuntamenti dedicati al paesaggio di Tiziano – da contemplare, evocare… e assaporare – o all’immersione nell’arte con tour tra i ripristinati giardini e vigneti con degustazione a Villa Barbaro a Maser, queste iniziative si configurano come buone pratiche di comunità, in cui la cultura si vive a passo lento, in relazione con i luoghi e le persone che vi abitano.
I CONCERTI
L’Orchestra Dolomiti Symphonia guida il pubblico in un raffinato percorso musicale tra epoche e stili, in cornici di grande suggestione. Dai grandi nomi del classicismo e romanticismo – come Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann e Brahms – agli autori successivi come Debussy, Ravel, Piazzolla e Bartok, fino a incursioni nel repertorio jazz e pop, ogni appuntamento si distingue per qualità, varietà e atmosfera.
C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 11 giugno 2025
ESTATE TIZIANESCA
12 giugno – 28 settembre 2025
Informazioni e prenotazioni:
Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore
Piazza Tiziano 29 – 32044 (Pieve di Cadore (BL)
Tel. 0435 501674
centrostudi@tizianovecellio.it
www.tizianovecellio.it
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