20 artisti, 20 borghi, 20 regioni: arte contemporanea, talvolta permanente, alla riscoperta dei borghi minori. Mostra delle edizioni passate a Milano.  

È l’unico progetto in Italia che opera su tutto il territorio nazionale offrendo un itinerario culturale che attraversa la Penisola da Nord a Sud, da Est a Ovest attraverso i linguaggi dell’arte del nostro tempo.

Torna con la sesta edizione Una boccata d’arte, il progetto diffuso d’arte contemporanea ideato da Fondazione Elpis, che dal 2020 attiva ogni anno 20 borghi italiani – uno per ciascuna regione – attraverso gli interventi di 20 artisti italiani e internazionali invitati a vivere un periodo nei luoghi e produrre un progetto artistico site-specific.

L’iniziativa, unica nel suo genere per ampiezza territoriale, promuove un’inedita relazione tra arte, comunità, paesaggio, usanze e patrimonio culturale, creando connessioni profonde tra gli artisti, i territori ospitanti e gli abitanti, grazie a una rete di curatori regionali.

È un invito al viaggio e alla scoperta di luoghi poco conosciuti, lontani dai circuiti tradizionali del turismo e dell’arte contemporanea, che valorizza il patrimonio storico, artistico e paesaggistico di borghi, paesi e piccoli centri, costruendo occasioni concrete per fare comunità, lasciando nei territori interessati nuove memorie collettive e segni tangibili del proprio passaggio.

[Edizione precedente, Mariona Canadas Pedro Murua, Mandi Mandi. L’intreccio diventa suono, Paluzza, Friuli Venezia Giulia. Ph. Mattia Romanut]

IL PROGETTO

Nato nel 2020 da un’idea di Marina Nissim, presidente di Fondazione Elpis, il progetto è un invito al viaggio e alla scoperta dell’Italia minore attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Ogni anno 20 artisti sono invitati a vivere un periodo di residenza in altrettanti piccoli centri con meno di 5.000 abitanti, realizzando progetti pensati per i luoghi e le comunità che li accolgono.

Con oltre 40 opere permanenti, che arricchiscono i territori, grazie a numerosi progetti di adozione da parte delle amministrazioni, Una boccata d’arte si configura sempre più come un museo diffuso sul paesaggio italiano.

Il progetto è ideato da Fondazione Elpis e realizzato in collaborazione con Maurizio Rigillo di Galleria Continua e Threes, che contribuiscono con progettualità e visioni contemporanee sui linguaggi dell’arte e del suono.

VI EDIZIONE DAL 28 GIUGNO AL 28 SETTEMBRE 2025

Il 2025 segna un cambio di passo, con un ulteriore slancio alla capacità rigenerativa del progetto: l’attenzione della rassegna si rivolge non più soltanto a borghi caratterizzati da un centro storico con evidenze monumentali, ma anche a paesi, piccoli centri e periferie. Molti degli artisti invitati hanno scelto di proporre interventi che in alcuni casi “ri-attivano” centri spopolati, spazi rimasti in disuso o che raggiungono aree marginali, vissute o da riabitare. L’edizione 2025 si compone di interventi dalla spiccata valenza partecipativa e ambientale, in alcuni casi con opere pensate per restare come segni permanenti nei territori.

[Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, d_io, bio, Calabria, Santa Severina Ph. Matteo Gregoraci]

GLI ARTISTI, I BORGHI, I CURATORI

Con il coordinamento di una rete di curatori attivi su scala regionale, la sesta edizione riunisce gli interventi site-specific di: Hetty Laycock a Ollomont (AO) in Valle d’Aosta, a cura Elena Graglia; Bibi Manavi a Borgolavezzaro (NO) in Piemonte, a cura di Veronica Botta; Jim C. Nedd a Framura (SP) in Liguria, a cura di Mireille Filippini per Threes; Aiko Shimotsuma a Brunate (CO) in Lombardia, a cura di Edoardo De Cobelli; Stefano Caimi a Luserna (TN) in Trentino-Alto Adige, a cura di Valerio Panella; Giacomo Gerboni a Tarzo (TV) in Veneto, a cura di Giovanni Giacomo Paolin e Sara Maggioni; Babau a Cormons (GO) in Friuli Venezia Giulia, a cura di Marta Oliva; Vica Pacheco a Bagnara di Romagna (RA) in Emilia-Romagna, a cura di Sofia Baldi Pighi per Threes; Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (AR) in Toscana, a cura di Gabriele Tosi; Qeu Meparishvili a Citerna (PG) in Umbria, a cura di Giovanni Rendina; Giuseppe Abate a Altidona (FM) nelle Marche, a cura di Matilde Galletti; Gabriele Ermini a Oriolo Romano (VT) in Lazio, a cura di Irene Angenica; Adele Dipasquale a Roccacaramanico, fraz. di Sant’Eufemia a Maiella (PE) in Abruzzo, a cura di Andrea Croce; Roberto Casti a Macchiagodena (IS) in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli; Tild Greene a Lustra (SA) in Campania, a cura di Giulia Pollicita; Aymen Mbarki a Sammichele di Bari (BA) in Puglia, a cura di Voga Art Project; Vaste Programme a Miglionico (MT) in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto; Anna Ill a Simeri Crichi (CZ) in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher; Nicola Martini a Custonaci (TP) in Sicilia, a cura di Giulia Monroy; Sara Persico a Burcei (SU) in Sardegna, a cura di Anna Pirisi per Threes.

 I PRIMI 5 ANNI IN MOSTRA A MILANO

“DOVE NON SONO MAI STATO, LÀ SONO”

Nel 2024, Una boccata d’arte ha raggiunto un importante traguardo: la realizzazione di 100 progetti complessivi, firmati da 100 artisti in 100 borghi italiani. Il progetto ha toccato luoghi che, in virtù della loro dimensione raccolta, si sono configurati come contesto ideale per la sperimentazione artistica e la creazione di nuovi immaginari.

La mostra Dove non sono mai stato, là sono, in corso sino al 6 luglio 2025 presso Fondazione Elpis a Milano racconta questa esperienza quinquennale attraverso un allestimento che restituisce l’ampiezza delle iniziative e l’importanza delle reti territoriali sviluppate nel corso di questi anni.

[Opera permanente 2023, Evita Vasiljeva, Maruggio Credits Christian Mantuano]

LE ACQUISIZIONI PERMANENTI

Grazie alle acquisizioni delle amministrazioni e alle donazioni degli artisti, a oggi oltre un quarto dei borghi coinvolti ha scelto di accogliere in modo permanente le opere realizzate nell’ambito delle cinque edizioni trascorse. Più di quaranta interventi diffusi sul territorio – un numero destinato a crescere nei prossimi anni – costituiscono oggi un vero e proprio itinerario visitabile tutto l’anno, che corre parallelo all’edizione.

Tra questi, la prima opera ad aver trovato una collocazione definitiva durante l’edizione del 2020 è stata Whalebone arch, scultura realizzata da Claudia Losi a Presicce-Acquarica (Puglia), mentre l’installazione di Agnese Spolverini nel borgo di Abbateggio (Abruzzo) è tra le opere ancora visibili, realizzata nell’edizione 2021.

Tra le dieci opere permanenti dell’edizione 2022, il borgo di Aggius (Sardegna) ha accolto in maniera permanente l’opera Paphos di Ludovica Carbotta, così come è rimasto quale segno tangibile di questa esperienza l’intervento diffuso a Rocca San Giovanni (Abruzzo) di Victor Fotso Nyie, artista che ha successivamente partecipato alla 60. Mostra Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

Nel 2023, tra le altre, Vermogno – frazione di Zubiena (Piemonte) ha scelto di rendere permanente l’opera in realtà aumentata Victimula di Invernomuto. Nello stesso anno Mohsen Baghernejad Moghanjooghi ha donato le sue opere al Comune di Santa Severina (Calabria) che in cambio si è impegnato a piantare 1.900 alberi, uno per ogni abitante.

Nel 2024, invece, sono state nove le opere che i comuni hanno voluto mantenere come segni permanenti, tra queste Legame immisurabile di Nicola Baratto & Yiannis Mouravas, pensata per Sant’Angelo Muxaro (Sicilia), una parte del progetto Circo tessile, di Giulio Locatelli per Sasso di Castalda (Basilicata), e l’opera Lorica, parte di I figli di Afelio, intervento di Emanuele Marullo realizzato a Poggiorsini (Puglia).

Tutte le opere permanenti sono raccolte nella sezione dedicata del sito www.unaboccatadarte.it , strutturata come una mappa interattiva completa di approfondimenti.

M.F.C.S.
Fonte: tratto dal comunicato stampa Milano 20.05.2025
Immagine di copertina: opera permanente 2022
Victor Fotso Nyie, Rocca San Giovanni Ph Andrea Fiordigiglio

UNA BOCCATA D’ARTE
28 giugno – 28 settembre 2025

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