Di Fiorenzo Cariola. Stefano Gueresi otto anni dopo la scomparsa. Intervista a Paola Cortese, per 22 anni al suo fianco.
Il 9 giugno scorso è stato l’ottavo anniversario della scomparsa di Stefano Gueresi (Mantova 1960 – 2017). La sua figura di compositore e musicista è stata ricordata quest’anno nel Giardino della ex chiesa di San Cristoforo, in una serata in cui sono stati presentati anche brani inediti.
Cosa sta facendo l’associazione a lui dedicata per recuperare la sua produzione e farla conoscere? Lo chiediamo a Paola Cortese, giornalista, che per 22 anni ha vissuto al suo fianco.
«All’indomani della sua prematura scomparsa abbiamo costituito un’associazione culturale a lui intitolata allo scopo di recuperare, conservare e diffondere le sue opere musicali. Ci ha lasciato la sua musica poetica ed evocativa, un patrimonio costituito da decine di brani solo in parte trascritti e pubblicati. Il nostro impegno è, dunque, rivolto al riordino e alla catalogazione della sua produzione musicale. Stiamo realizzando le partiture, abbiamo pubblicato Cd contenenti anche i brani inediti, organizziamo concerti e abbiamo istituito un Premio a lui intitolato. Il nostro obiettivo è far conoscere e apprezzare la sua musica ad un pubblico il più vasto possibile e alle generazioni future».
Anche il Premio che ogni due anni assegna ai giovani musicisti che meglio interpretano le sue opere contribuisce ad arricchire un repertorio che si richiama alla sua impronta artistica. A che punto sono i preparativi per l’edizione di quest’anno?
«Il Premio, realizzato in collaborazione con il Comune di Mantova e il conservatorio “Lucio Campiani, oltre che con il contributo di Fondazione Bam, è dedicato a giovani musicisti. Quest’anno si terrà il 7 e l’8 novembre nell’Auditorium del Conservatorio “Campiani”. Da pochi giorni è stato pubblicato il bando sul sito dell’associazione www.stefanogueresi.com e ci aspettiamo una buona partecipazione. Questa edizione è riservata ai pianisti, come era lui».
Quali sono le iniziative future che l’associazione Stefano Gueresi metterà in campo?
«Continueremo a fare quello che è previsto nei nostri scopi associativi insieme a molti musicisti che ci affiancano con le loro competenze tecniche e artistiche e l’aiuto di tutti i soci che partecipano alle iniziative e con la loro quota ci permettono di continuare la nostra programmazione».
Tu sei stata al suo fianco per molto tempo. Quali sono gli aspetti della sua personalità che hai più apprezzato?
«Stefano era una persona complicata, un artista, con una forte sensibilità. Era una persona buona e generosa. Per me i suoi brani sono la colonna sonora della mia vita che ho condiviso con lui per 22 anni. Ogni brano è il ricordo di un viaggio, spesso fatti per concerti, in Italia e all’estero, in Europa e anche negli Stati Uniti, di una lettura, di esperienze e emozioni vissute insieme. È difficile per me oggi ascoltare i suoi brani suonati da altri ma è il modo migliore per continuare a farlo vivere. Un artista, in fondo, non muore mai del tutto».
Intervista di Fiorenzo Cariola
20 giugno 2025
Immagine: archivio di famiglia
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