Di Vincent Cipriani. Teatro Carlo Felice: rivivono le fantastiche scenografie di Lele Luzzati nella regia di Daniele Abbado. Giancarlo Andretta ha diretto un cast di promettenti allievi dell’Accademia di alto perfezionamento.

Nell’opera, di solito, i cantanti danno vita ad una storia evolvendo davanti a una scenografia. Raramente la scenografia dà vita alla storia evolvendo davanti ai cantanti… tranne quando lo scenografo si chiama Lele Luzzati e quando lo spettacolo si chiama Die Zauberflöte.

In effetti, la stagione del Teatro Carlo Felice di Genova si conclude con la ripresa di una produzione del 2011 di questo coloratissimo Flauto Magico, con la direzione di Giancarlo Andretta e la regia di Daniele Abbado. Senza nulla togliere all’importanza e al talento dei cantanti, ciò che salta letteralmente all’occhio non appena si apre il sipario sono i colori incantevoli e le fantastiche scenografie di Lele Luzzati. Cosicché questo spettacolo è tanto una rivisitazione delle avventure di Papageno e Tamino quanto un omaggio al celebre artista genovese, scomparso nel 2007.

Per tutta l’opera, il palcoscenico è attraversato da pannelli dipinti che rappresentano montagne, un palazzo, un carro, padiglioni… Questi pannelli entrano in scena da dietro le quinte, ai lati del palcoscenico, senza che si vedano mai i macchinisti che li maneggiano: tutto avviene come se fossero dei veri e propri personaggi che interpretano i loro ruoli in scena. Il tutto, nello stile inimitabile di Luzzati, dà l’impressione di un sogno da svegli, con colori così vividi, disegni intrisi di una gioia così profonda e semplice, animali fantastici e maghi buoni e cattivi. Non è un caso, infatti, la sensazione che stiamo riscoprendo il Flauto Magico attraverso il prisma di un sogno infantile: nel 1998, Lele Luzzati ha progettato le attrazioni per un parco giochi per bambini basato sul tema del Flauto Magico, a pochi chilometri da Genova, a Santa Margherita Ligure; gli stessi animali incantati e la stessa tavolozza colorata e incantata si ritrovano in questo parco per bambini e sul palco del Carlo Felice!

Il regista Daniele Abbado ha fatto un uso ingegnoso delle possibilità offerte dalla scenografia. In particolare, va menzionato il lavoro fatto sull’apparizione e la scomparsa dei personaggi in scena: appaiono inaspettatamente da dietro un pannello dipinto, o compaiono all’improvviso a bordo di una gondola sospesa a mezz’aria, poi scompaiono assorbiti dietro un pannello, o entrano di corsa da una botola… Questi continui movimenti, sia degli elementi scenici che dei personaggi, non solo generano piacevoli effetti di sorpresa, ma materializzano concretamente continua evoluzione spirituale dei personaggi, soprattutto di Tamino.

Anche i costumi, realizzati da Santuzza Calì, sono opera del genio di Luzzati, che ne ha concepito i disegni: sono intrisi della stessa fantasia e degli stessi colori scintillanti della scenografia. Le luci, progettate da Luciano Novelli, accompagnano efficacemente l’azione e sono anch’esse in continuo cambiamento.

L’Orchestra e il Coro dell’Opera Carlo Felice, diretti da Giancarlo Andretta (Claudio Marino Moretti ha preparato il Coro), si sono dimostrati pienamente all’altezza del genio mozartiano. Quanto ai cantanti, provengono tutti dall’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale dell’Opera Carlo Felice: sono giovani cantanti ancora in formazione, ma tutti molto promettenti. I ruoli sono stati interpretati alternativamente ogni sera da due cast vocali completamente diversi.

Nella recita del 14 giugno, Sarastro è stato interpretato da Giovanni Augelli, cantante dal timbro molto interessante e colorato; il Tamino di Yiyan Gong è stato convincente, anche se avrebbe potuto avere più presenza scenica; Willingerd Giménez, nel ruolo di Papageno, ha mostrato una facilità vocale sostenuta da una recitazione eccellente e molto divertente; la Regina della Notte, Sona Gogyan, applaudita calorosamente dal pubblico per i suoi famosi vocalizzi, ha una voce leggera e agile; quanto a Ilaria Monteverdi, che interpreta il ruolo di Pamina, si distingue per una tecnica vocale assolutamente impeccabile; Timòteo Bene Jùnior, anch’egli ottimo attore oltre che buon cantante, ha interpretato un Monostatos cupo ma appassionato e quasi commovente.

Il resto del cast, con presenze meno frequenti ma di qualità altrettanto ammirevole, comprendeva Luca Romano e Gianluca Moro nei panni del Primo e del Secondo Sacerdote, Gesua Gallifoco, Silvia Caliò e Alena Sautier nelle vesti delle Tre Dame, Eleonora Marras nel ruolo di Pagagena, Davide Canepa in quello del Secondo Armigero, Thomas Angarola, Federico Benvenuto e Stefano Pavone in quello dei Tre Schiavi; e infine il talento dei Tre Geni va sottolineato, Denise Colla, Michela Gorini e Lucilla Romano, tre bambine dalla voce cristallina e dalla precisione impressionante.

Questo allestimento, con le scenografie eccezionali di Lele Luzzati, è proprio intramontabile, e mette questa fiaba iniziatica alla portata di tutti, poiché la transforma in un sogno infantile… Chi non vorrebbe, alla vista degli animali ed edifici così feerici, immergersi in questo mondo incantato, anche se dovesse poi affrontare le difficili prove di Sarastro?

Recensione di Vincent Cipriani
Genova, Teatro Carlo Felice 14 giugno 2025
Foto : Teatro Carlo Felice Genova

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FRANÇAIS

En général, à l’opéra, les chanteurs donnent vie à une histoire en évoluant devant un décor. Il est rare que ce soit le décor qui donne vie à l’histoire en évoluant devant des chanteurs… sauf quand le scénographe s’appelle Lele Luzzati, et que le spectacle s’appelle Die Zauberflöte.

En effet, la saison du théâtre Carlo Felice de Gênes se conclut avec la reprise d’une production de 2011 de cette Flûte Enchantée haute en couleurs, sous la direction de Giancarlo Andretta, et dans une mise en scène de Daniele Abbado. Sans rien retirer de l’importance et du talent des chanteurs, ce qui saute littéralement aux yeux dès l’ouverture du rideau, ce sont les couleurs enchantées et les dessins fantastiques des décors de Lele Luzzati. Ce spectacle constitue donc tout autant le récit des aventures de Papageno et Tamino, qu’un hommage au célèbre artiste gênois, disparu en 2007.

Tout au long de l’opéra, la scène est traversée par des panneaux peints, représentant des montagnes, un palais, un chariot, des pavillons… Ces panneaux entrent en scène depuis les coulisses de part et d’autre de la scène, sans que l’on voie jamais les machinistes qui les manipulent : tout se passe donc comme s’il s’agissait de véritables personnages qui viennent interpréter leur rôle sur scène. Le tout, dans le style inimitable de Luzzati, donne le sentiment d’un rêve éveillé, avec ces couleurs si vives, ces dessins imprégnés d’une joie si profonde et si simple, ces animaux fantastiques et ces magiciens bons et mauvais. D’ailleurs, ce n’est pas un hasard s’il semble qu’on redécouvre cette Flûte Enchantée à travers le prisme d’un rêve d’enfant : en 1998, Lele Luzzati a conçu les attractions d’un parc de jeu pour enfants autour du thème de la Flûte Enchantée, à quelques kilomètres de Gênes, à Santa Margherita Ligure ; on retrouve les mêmes animaux enchantés et la même palette colorée et féerique dans ce parc pour enfants et sur la scène du Carlo Felice !

Le metteur en scène Daniele Abbado a su exploiter avec beaucoup d’ingéniosité les possibilités offertes par le décor. On peut souligner le travail effectué autour de l’apparition et la disparition de personnages sur scène : ceux-ci surgissent inopinément de derrière un panneau peint, ou bien apparaissent soudain à bord d’une nacelle suspendue en l’air, puis disparaissent absorbés derrière un panneau, ou s’engouffrent à travers une trappe… Ces mouvements continus, tout à la fois des éléments de décor et des personnages, en plus de générer d’agréables effets de surprise, matérialisent concrètement l’évolution spirituelle mouvante et continue des personnages, en particulier de Tamino.

Les costumes, réalisés par Santuzza Calì, sont aussi l’œuvre du génie de Luzzati, car c’est lui qui en a réalisé les dessins : ils sont imprégnés de la même fantaisie et des mêmes couleurs chatoyantes que le décor. Les lumières conçues par Luciano Novelli accompagnent avec efficacité les péripéties, et sont aussi en continuelle transformation.

L’orchestre et le chœur de l’Opera Carlo Felice, dirigés par Giancarlo Andretta (Claudio Marino Moretti a préparéle chœur), se sont montrés tout à fait à la hauteur du génie de Mozart. Quant aux chanteurs, ils sont tous issus de l’Académie de haut perfectionnement et d’insertion professionnelle de l’Opera Carlo Felice : ce sont donc de jeunes chanteurs encore en cours de formation, mais tous très prometteurs. Les rôles ont été interprétés en alternance chaque soir par deux distributions entièrement différentes. Lors de la représentation du 14 juin, Sarastro était joué par Giovanni Augelli, un chanteur au timbre très intéressant et coloré; le Tamino de Yiyan Gong était convaincant, même s’il gagnerait à posséder plus de présence scénique ; Willingerd Giménez, dans le rôle de Papageno, déploie une aisance vocale appuyée par un excellent et très divertissant jeu d’acteur ; la Reine de la Nuit, Sona Gogyan, chaleureusement applaudie par le public pour ses célèbres vocalises, a une voix légère et agile ; quant à Ilaria Monteverdi, qui campe le rôle de Pamina, elle se distingue de loin par une technique vocale absolument impeccable ; Timòteo Bene Jùnior, lui aussi très bon acteur en plus d’être un bon chanteur, incarnait un Monostatos sombre mais passionné et presque touchant.

Le reste de la distribution, dont les apparitions ont été moins fréquentes mais d’une qualité tout aussi admirable, se composait de Luca Romano et Gianluca Moro dans les rôles des Premier et Deuxième Prêtre, Gesua Gallifoco, Silvia Caliò et Alena Sautier dans les rôles des Trois Dames, Eleonora Marras qui interprétait Pagagena, Davide Canepa en tant que Deuxième armurier, Thomas Angarola, Federico Benvenuto et Stefano Pavone comme Trois Esclaves ; enfin on peut souligner le talent des Trois Génies, Denise Colla, Michela Gorini et Lucilla Romano, trois enfants à la voix cristalline et d’une justesse impressionnante.

Cette production, avec les décors exceptionnels de Lele Luzzati, est vraiment intemporelle, et rend cette fable initiatique à portée de tous, puisqu’elle la transforme en rêve d’enfant… Qui ne voudrait pas, à la vue de ces animaux et édifices si féeriques, plonger à l’intérieur de ce monde enchanté, quitte à braver les difficiles épreuves imposées par Sarastro?

Critique de Vincent Cipriani
Genova, Teatro Carlo Felice 14 Juin 2025
Photos Teatro Carlo Felice

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