Di Barbara Baroni. Mantova, Basilica di S. Barbara: lo splendore del repertorio polifonico proposto dal Coro londinese. Il tour ha toccato anche Crema e Cremona.

Ispirato nel suo splendore tra antico e moderno, il concerto ha consolidato il legame con il Coro e Orchestra del Collegium Vocale di Crema, che da vent’anni organizza eventi diretti dal maestro Giampiero Innocente e che ha presentato una formazione corale della tradizione inglese: lo “University of London Graduate Consort”. Il Coro ha compiuto un piccolo tour italiano in cui figurava anche Mantova, dove si è esibito nella Basilica palatina di Santa Barbara giovedì 26 giugno 2025.

Tale Coro è formato da laureati (Graduate) dell’Università di Londra, che negli anni passati hanno avuto come direttore e insegnante Colin Durrant e per il tour italiano hanno costituito un ensemble speciale con il loro ex-docente. La venuta annuale a Crema, Cremona e Mantova dimostra gratitudine sia per l’efficiente organizzazione sia verso un pubblico attento. Nonostante le difficoltà della congiuntura attuale, i giovani coristi non hanno rinunciato alla magnifica trasferta musicale, alla quale avevano partecipato già nel 2012 e 2016.

Lo University of London Graduate Consort ha interpretato un programma interamente polifonico con pezzi suggestivi per voci, soprattutto della tradizione inglesi, scritti tra XVI e XXI secolo; sono brani che segnano i tempi liturgici dell’anno, dall’Avvento, all’Assunta, alla Festa dei Santi e divulgano un repertorio che ha reso famosa la cultura anglosassone.

Le opere erano di Ludovico Grossi da Viadana, detto il “divino” Exultate justi. PoiT. L. da Victoria, detto il “mistico della storia”, legato a Santa Teresa di Avila e che in Spagna ha una funzione vicina a quella di Giovanni Pierluigi da Palestrina (di cui ricorrono i 500 anni dalla nascita), in Italia e a Orlando di Lasso in Germania; ma compose quasi solo in stile sacro (influsso durevole apprezzato anche da Stravinsky), con lo stupendo Magnum Mysterium rifinito da uno splendente Alleluja.

Seguiva William Byrd, compositore detto il “Palestrina inglese” autore di varia musica sacra e profana e che inoltre fece parte della cosiddetta Virginalist school: Ave verum malinconico e Haec dies imitativo e mosso. Si proseguiva con William Croft (1678-1727) e l’evocativo God is gone up, gioioso benché sia autore anche di “marce funebri”: ricordiamo che una delle opere più famose di Croft è l’inno “St.Anne”. Altri compositori hanno rielaborato la composizione: Handel la riprese per l’inno O Praise the Lord e la Fuga BWV 552 di Johann Sebastian Bach viene chiamata spesso “St. Anne”, per una “casuale” somiglianza del tema.

Si notava, di Herbert Howells (1892 -1983) Here is the little dore del poeta G.K. Chesterton adatta all’infanzia e al Natale. Una delle composizioni più famose di Britten (1913-1976) è The young person’s guide to the orchestra (1946), scritta per un film educativo. L’opera è sottotitolata Variations and Fugue on a theme of Purcell a cui si ispira. Ecco di seguito eseguita Hymn to the Virgin, l’opera più nota con contemplazione antica gotica e sentimento, composta dal maestro, al vertice della musica inglese, con effetto d’echi. Rammentiamo di Morten Lauridsen (1943), che si è dedicato soprattutto alla musica corale, Ubi caritas con espressività e dissonanze.

Ecco poi James Mc Millan (1959) artista scozzese conosciuto con O radiant dawn (crescendo su “Come”) e che ha suonato per Papa Woityla e Papa Ratzinger, unito a W.Todd (1970) My Lord is come, ritornello jazz, interessante e profondo. Abbiamo apprezzato Mark Baldwin Harris (1883-1973) con Faire is the heaven capolavoro paradisiaco a 8 voci, clou coinvolgente nella serata corale. Poi Charles VilliersStanford (1852-1954), compositore irlandese che basò la sua scuola sul classicismo, ed in particolare su Brahms, lontano dal modernismo novecentesco e che scriveva per il College di Cambridge, con Beati quorum via dalla sonorità piena a chiusa del concerto.

Una «serata di gioia e letizia e un impegno spirituale a seguire la musica, l’unum verum bonum, aspetti valoriali della pace che possono cambiare i nostri cuori». La completa e ricca presentazione dei brani, due a due, era di Giampiero Innocente direttore del Collegium di Crema. Il Consort ha un amalgama complessivo di rilevo con ottime sezioni equilibrate e begli acuti e ben rappresenta la tradizione inglese con uno stile che si tramanda dal Rinascimento e che richiama il gotico.

Il coro ha scelto di accommiatarsi raggiungendo una disposizione circolare attorno al pubblico nel bis di Thomas Tallis (1505-1585), il romantico If ye (you) love me . Il compositore è noto per aver scritto brani che necessitano di numerose voci, fino a 40.  Ralph Vaughan Williams usò un suo Salmo per elaborare la Fantasia on a theme of Thomas Tallis nel 1910. 
Il concerto era patrocinato anche della Diocesi di Mantova ed è stato proposto in collaborazione con il Touring Club Italiano.

                                                                          Di Barbara Baroni
Mantova, Basilica di Santa Barbara giovedì 26 giugno 2025
Foto Guido Mario Pavesi