Di Enrica Marcenaro. Dalla Balena bruciata alla sedia Van Gogh distrutta a Verona: serve un galateo per salvare i nostri musei.
Bruciata a Milano, distrutta a Verona, urtata a Firenze, un rogo a Napoli. Quattro episodi, gesti distruttivi, segnali chiari: il rispetto per l’arte vacilla e il rapporto tra visitatori e patrimonio è sempre più fragile.

Clamoroso è stato quanto accaduto a Milano, dove un uomo ha dato fuoco alla Balena di cartapesta di Alessandro Allegrucci, un’installazione artistica pensata per lo spazio urbano e il dialogo con la cittadinanza.
Pochi giorni prima, a Verona, era toccato alla “sedia Van Gogh” dell’artista Nicola Bolla, esposta a Palazzo Maffei: due visitatori, avvicinatisi troppo per scattare una foto, l’hanno irrimediabilmente danneggiata. Due anni fa, un incendio ha completamente distrutto la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto a Napoli: le fiamme, divampate all’alba, hanno avvolto la grande opera in piazza del Municipio, che era stata inaugurata solo 15 giorni prima. Altro episodio (ma è solo uno dei tanti), quello di un turista intento a scattarsi un selfie agli Uffizi, che perdendo l’equilibrio è caduto su un dipinto del Settecento, danneggiandolo. Questi ultimi fatti li conosciamo tutti: li abbiamo ascoltati nei TG e sulle prime pagine dei giornali. Non sono solo quattro opere ad essere state distrutte o rovinate: sono ferite aperte nel fragile rapporto tra visitatori e patrimonio culturale.
E questi casi clamorosi sono solo la punta dell’iceberg. In tutta Italia si moltiplicano episodi di incuria e disattenzione: sedie d’artista scambiate per aree relax, cibo consumato tra una sala e l’altra, flash usati senza riguardo, voci ad alta intensità che disturbano l’esperienza altrui.
Tutto questo racconta un dato preoccupante: nei musei italiani è allarme. La domanda è sempre più urgente: come si può educare il pubblico a vivere l’arte con rispetto?

Come dimostrano i numeri, l’affluenza nei musei italiani è in costante aumento: oltre 60 milioni di visitatori nell’estate 2024 secondo il Ministero della Cultura, con previsioni ancora più alte per l’estate 2025. È una notizia positiva, che però si accompagna a una crescente preoccupazione: l’aumento dei visitatori ha moltiplicato anche gli episodi di danneggiamento, spesso involontari, alle opere esposte.
E non è un problema solo italiano: dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam alla National Gallery of Ireland, negli ultimi anni sono stati segnalati numerosi incidenti causati dalla disattenzione dei visitatori. Una situazione che spinge a chiederci: è il momento di educare davvero al rispetto nei luoghi della cultura?
Il galateo del visitatore: 11 regole per proteggere l’arte
In risposta a questa emergenza culturale, il media digitale Libreriamo, da anni impegnato nella promozione della lettura e del patrimonio artistico, ha raccolto il contributo di direttori museali italiani per stilare un “Galateo dei musei”( https://libreriamo.it/arte/galateo-dei-musei-regole-visitare-mostra/): un vademecum essenziale, chiaro e applicabile da tutti.
Visitare un museo è un po’ come entrare in una casa silenziosa e preziosa, dove ogni gesto conta. Ci sono alcune regole fondamentali – undici, per essere precisi – che aiutano tutti a vivere al meglio quest’esperienza. Prima di tutto, meglio evitare borse troppo piene: viaggiare leggeri non è solo più comodo, ma protegge anche le opere da urti involontari. Parlare a voce alta? Meglio di no: il museo è anche un luogo di ascolto, contemplazione e, perché no, silenzio.
Niente snack o bibite tra una sala e l’altra: ci sono spazi appositi per una pausa, e anche loro meritano rispetto. E se squilla il telefono? Meglio lasciarlo perdere per qualche minuto, per rispetto di chi si sta perdendo tra tele e sculture.

Davanti a un’opera, è giusto fermarsi… ma senza monopolizzarla. Altri stanno aspettando il loro turno di stupore. E poi: davvero serve fotografare ogni singolo quadro? Forse vale la pena vivere il momento senza filtri. Soprattutto, senza flash: la luce intensa può rovinare materiali delicati. E attenzione ai bastoni per selfie, spesso protagonisti di incidenti indesiderati.
Mentre si cammina, occhi aperti: alcune opere sono a terra o segnalate da percorsi precisi, e rischiare di calpestarle sarebbe un peccato. E, fondamentale, non toccare nulla: a volte, anche il respiro può lasciare un segno. Infine, se serve una pausa, meglio non appoggiarsi ovunque: ci sono sedute pensate proprio per quello.
Insomma, bastano poche attenzioni per rendere la visita un’esperienza piacevole per tutti – e per le opere, che ringraziano in silenzio.
Secondo Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo: «i musei sono luoghi pubblici, aperti a tutti, ma richiedono rispetto e consapevolezza, come ogni altro spazio condiviso. Educare i visitatori è oggi fondamentale per preservare l’immenso patrimonio artistico che l’Italia ha la fortuna di ospitare».

Ma ricordiamoci, allora, che l’arte non è solo esposizione, è esperienza collettiva, e come tale richiede regole di convivenza.
Un museo non è un parco giochi, e neanche un centro commerciale. È un luogo di cura e memoria, dove ogni gesto può lasciare un segno, nel bene o nel male.
Anche per questo si moltiplicano le iniziative volte a rendere le esperienze accessibili e inclusive: percorsi facilitati per persone con disabilità, didascalie semplificate, attività sensoriali. Ma tutto questo sforzo rischia di essere vano se manca un comportamento consapevole da parte dei visitatori.
Educare al galateo nei musei non significa imporre divieti, ma favorire la relazione tra persone e bellezza, in modo consapevole, responsabile e condiviso.
Perché se davvero vogliamo che ogni opera d’arte sia fruibile da tutti, dobbiamo partire da un principio semplice ma spesso dimenticato: il rispetto è la prima forma di accessibilità.
I danni non sono solo fisici. Ogni gesto irrispettoso compromette la qualità dell’esperienza per tutti. Serve un nuovo patto culturale tra musei e visitatori: i primi devono comunicare chiaramente regole e valori, i secondi devono accettare di essere ospiti, non semplici consumatori.
Di Enrica Marcenaro
Genova, 17 luglio 2025
Immagine di copertina: (c) Palazzo Maffei Verona

