Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: restituito il mosaico che un Capitano della Wehrmacht donò a un cittadino tedesco.

Si tratta di un pannello a mosaico su lastra di travertino, databile tra la metà dell’ultimo secolo a.C. e il I secolo d.C., probabilmente proveniente da area vesuviana, con una scena erotica, che potrebbe aver decorato la pavimentazione di una camera da letto di una domus o villa.

«È il momento in cui il tema dell’amore domestico diventa un soggetto artistico» ha spiegato il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, co-autore di un saggio pubblicato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei dedicato all’opera restituita. «Mentre in epoca ellenistica, dal IV al I secolo a.C., viene esultata la passionalità di figure mitologiche e eroiche, ora vediamo un nuovo tema, la routine dell’amore domestico, per così dire borghese; infatti, il volto dell’uomo che accoglie nel suo letto la donna seminuda, forse sua moglie ma chissà, sembra quasi un po’ annoiato».

Il mosaico raffigurante una coppia di amanti è stato restituito al Parco archeologico di Pompei, dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, rimpatriato dalla Germania a mezzo di spedizione diplomatica, predisposta dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda (Germania).

Il mosaico era stato donato a un cittadino tedesco, poi defunto, da un Capitano della Wehrmacht, addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia durante la Seconda guerra mondiale ed è stato restituito dagli eredi al Nucleo TPC di Roma. La consegna al Parco archeologico di Pompei, a cui il Ministero della Cultura ha assegnato il prezioso reperto, è avvenuta in presenza del Comandante dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Divisione Francesco Gargaro.

Gli eredi dell’ultimo possessore erano riusciti a mettersi in contatto con i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma, chiedendo indicazioni sulle modalità di restituzione del mosaico allo Stato Italiano.

I militari del Comando specializzato, resisi conto di trovarsi di fronte a un’opera riconducibile alle vicende di depredazione bellica delle opere d’arte appartenenti al patrimonio dello Stato italiano, dopo aver svolto una serie di accertamenti riguardo il manufatto e la sua provenienza si sono adoperati per il rimpatrio del mosaico avvenuto il 16 settembre 2023.

Grazie alla collaborazione dell’Ufficio Tutela Beni Archeologici del Parco Archeologico di Pompei, è stato possibile ricondurre il reperto al territorio vesuviano, seppure in modo ipotetico data l’assenza di dati certi sull’originario contesto di rinvenimento.
Nelle more di ulteriori analisi e studi, il pannello sarà esposto temporaneamente all’Antiquarium di Pompei al fine di consentirne, oltre che la conservazione e tutela, anche la pubblica fruizione.

«La riconsegna odierna conferma ancora una volta il grande impegno che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale profonde nella riacquisizione del patrimonio culturale nazionale impropriamente presente all’estero» ha dichiarato il Generale Gargaro. «Questo lavoro viene quotidianamente svolto grazie ad una fitta rete di relazioni internazionali, consolidate negli anni, che ci consentono di poter operare con precisione e rapidità».

«Ogni reperto depredato che rientra è una ferita che si chiude, per cui esprimiamo la nostra gratitudine al Nucleo tutela per il lavoro svolto» ha aggiunto il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. «La ferita non consiste tanto nel valore materiale dell’opera, quanto nel suo valore storico; valore che viene fortemente compromesso dal traffico illecito di antichità. Non conosciamo l’esatta provenienza del reperto e probabilmente non la conosceremo mai; faremo ulteriori studi e analisi archeometriche per accertarne l’autenticità, per ricostruire la sua storia fin dove possibile. Lo studio, la conoscenza e la fruizione pubblica del patrimonio sono i fiori di loto che crescono sul fango dei trafugamenti mossi dalla brama del possesso e dell’egoismo di chi sottrae reperti archeologici alla comunità».

C.S.M.F.  
Fonti: comunicati stampa  15 luglio 2025