Di Fiorenzo Cariola. Mantova: intervista al direttore del centro di formazione e restauro. I cantieri in corso.
Enrico Furgoni è il direttore degli Istituti Santa Paola, un ente di formazione ospitato nell’antico complesso conventuale fondato nel 1420 da Paola Malatesta Gonzaga, nel cuore della città di Mantova. I corsi sono tenuti sotto l’egida della Regione Lombardia, dell’Unione Europea, del Ministero dell’Istruzione e del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Riguardano l’informatica, i servizi d’impresa, l’elettricità, l’elettronica e l’automazione industriale, la panificazione e la pasticceria, la ristorazione e la cucina. Gli istituti, che sono nati come scuola nel 1973, sono anche sede di uno dei centri di maggior importanza nel nord Italia per lo studio e la pratica delle attività di restauro dei Beni Culturali.

Gli istituti Santa Paola hanno sviluppato, tra i vari settori dedicati alla formazione, la scuola professionale di restauro. Quanti sono gli studenti che frequentano questo indirizzo?
«L’attività di formazione professionale interessa oggi circa 450 allievi che frequentano i vari settori. Negli anni Novanta abbiamo fondato la scuola di restauro e conservazione dei beni culturali che attualmente coinvolge 120 studenti provenienti da tutta Italia. I corsi della scuola si articolano in un corso di laurea quinquennale che rilascia il titolo di restauratore dei beni culturali e il corso triennale di tecnico del restauro. O si fa il corso triennale oppure il corso quinquennale, non sono consecutivi. Sono corsi a ciclo unico. Attualmente operiamo in due settori, nel settore dell’arredo ligneo e il settore delle decorazioni murali architettoniche».
L’Istituto mette spesso a disposizione le competenze dei docenti e degli studenti per il restauro dei monumenti e dei beni culturali del territorio. Un intervento importante in corso d’opera è quello del recupero della ex chiesa di San Cristoforo in via Acerbi. Cosa state facendo?
«Nel cantiere della chiesa di San Cristoforo stiamo recuperando le decorazioni dell’abside. La chiesa ha una storia molto interessante. Abbiamo una collaborazione con gli Amici dei musei mantovani e con il carcere di Mantova per il reinserimento di alcuni detenuti. È un progetto che ci coinvolge molto. Ci stiamo occupando anche delle altre decorazioni della chiesa che rischiavano di andare perse».

Siete anche impegnati nel restauro di reperti a Palazzo Ducale. Di cosa si tratta?
«Abbiamo alcuni cantieri anche a Palazzo Ducale. Da due anni stiamo lavorando nel Cortile degli Orsi. Qui stiamo recuperando gli apparati decorativi. Stiamo lavorando pure nel Giardino Segreto di Isabella d’Este. Il Giardino è stato oggetto di restauri negli anni precedenti con l’intervento di restauratori molto famosi. Un altro cantiere è sulle colonne del Giardino Pensile con il consolidamento, la conservazione e la pulitura delle colonne. Ci siamo occupati della raccolta dei marmi del Cortile d’Onore dove ci sono reperti romani che sono sempre esposti. Abbiamo completato il recupero delle decorazioni del Corridoio dei Fauni. I restauri hanno riguardato anche reperti che si trovano nei depositi e che spesso sono oggetto di tesi di laurea».
Un cantiere impegnativo è anche quello di Palazzo Cavriani in via Trento. Adesso si può vedere il nuovo look della facciata, ma immagino che siano ancora tanti i lavori da fare all’interno.
«A Palazzo Cavriani abbiamo realizzato interventi di restauro nella Sala degli Specchi nel secondo piano nobile. Stiamo portando a termine i lavori sulle decorazioni del Bazzani e sulle architetture interne degli stucchi. Nell’occasione abbiamo collaborato intensamente con Palazzo d’Arco».
Le vacanze estive servono anche per impostare l’attività futura. Che programmi avete in agenda alla ripresa dell’anno scolastico?
«L’anno prossimo apriremo un nuovo cantiere a Palazzo Te nell’Appartamento della Grotta voluta da Federico II. È un intervento che ci è stato chiesto dalla direzione del Palazzo. L’intervento avrà un respiro molto importante e di grande prestigio per la scuola. Vorrei ricordare che la scuola si occupa anche di tele, tavole, sculture lignee, arredo ligneo e contemporaneo. Abbiamo una collaborazione importante con la Diocesi di Mantova, di Treviso, di Rovigo, di Verona, con la Soprintendenza di Verona e di Mantova. Siamo intervenuti su opere provenienti da Sabbioneta. Abbiamo ampie collaborazioni con le chiese, arriviamo fino all’Alto Veneto. Collaboriamo con il Premio Suzzara per l’arte contemporanea. Siamo entrati a far parte della Fondazione Universitaria Mantovana e i nostri studenti ricevono da questa istituzione servizi molto qualificati».
Intervista di Fiorenzo Cariola
Mantova, 18 luglio 2025
Immagine di copertina priva di copyright, dall’archivio personale del dott. Furgoni
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