Palazzo Merulana: in mostra 18 opere di Zhang Xiaotao, tra pittura e tecniche di animazione digitale.
«L’arte deve essere carne e sangue, deve scaturire da una necessità che spesso coincide con disagio e dolore» (Zhang Xiaotao)
Sin dalla sua nascita punto di riferimento del confronto multiculturale a Roma attraverso l’arte, Palazzo Merulana – sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi e gestito e valorizzato da CoopCulture – torna ad aprire le sue porte ad un artista proveniente dall’Oriente, ospitando la mostra “Echi del tempo”, personale del maestro Zhang Xiaotao, a cura di Andrea Romoli Barberini.
In esposizione dal 18 luglio al 28 settembre 2025, 18 opere, fonte di suggestioni magnetiche per il carattere emblematico con cui, tra pittura e tecniche di animazione digitale, fatti, situazioni e luoghi del vissuto dell’artista riaffiorano proprio come “risonanze del tempo”. Tradizione e innovazione, linguaggio pittorico e sperimentazione tecnologica si confrontano in un dialogo costante tra intimo e universale, dove traumi, memorie e paure si intrecciano a simboli, luoghi e spiritualità.
È questa la cifra narrativa di Zhang Xiaotao (Chongqingin Cina, 1970), artista che ha partecipato tra l’altro alla 55.a Biennale di Venezia nel 2013, e che racconta in tal modo la società contemporanea, considerandola il «laboratorio più crudele per un artista, un libro fondamentale e senza parole, la vera università». L’arte è il risultato della lotta tra intuizione, riflessione e realtà.

“COME UN’OPERA UNICA E TOTALIZZANTE”
Metropoli postindustriali, colonie di insetti, santi logorati dal tempo: Zhang Xiaotao racconta il presente con immagini che sanno essere dolci e feroci, seducenti e disturbanti, frutto di una ricerca approfondita condotta sul filo dell’integrazione tra archeologia, studi tibetani e la sociologia, influenzata dalla filosofia buddista e dal suo rapporto con le credenze religiose della Cina di oggi.
I suoi lavori propongono un’estetica intensa e stratificata, fatta di immagini oniriche e disturbanti, in cui convivono elementi naturali, animali, fluidi corporei, oggetti simbolici e riferimenti autobiografici. Il visitatore, immergendosi nell’universo visivo e concettuale dell’artista può scegliere di “cedere alla tentazione di osservare e leggere la mostra di questo maestro come un’opera unica e totalizzante”. È questa la possibilità delineata dal curatore Andrea Romoli Barberini, critico e giornalista professionista e docente di Storia dell’Arte di ruolo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
C.S.M.
Fonte: comunicato stampa 17 luglio 2025
ECHI DEL TEMPO
18 luglio – 28 settembre 2025
Palazzo Merulana
Via Merulana, 121 – Roma
info@palazzomerulana.it
+ 39 06 39967800
www.palazzomerulana.it
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