Palazzo Broletto: fiber art contemporanea di 54 artisti di 11 Paesi. Dai minitessili alle grandi installazioni, fino a progetti multimediali.

Un filo sottile, tenace, attraversa il tempo. L’edizione 2025 di Miniartextil ruota attorno al tema Eterno desiderio. Un titolo che invita a riflettere su una delle forze più radicate e durature dell’animo umano: il desiderio.

Il desiderio è ciò che ci spinge a cercare, a immaginare, a muoverci verso qualcosa che non abbiamo ancora. È parte della nostra natura: si manifesta nei gesti quotidiani, nei legami affettivi, nei pensieri che ci accompagnano nel tempo. È una presenza costante, che cambia forma ma non scompare.

Questa edizione propone una lettura del desiderio come energia creativa. Non qualcosa da possedere, ma una tensione interiore che può generare bellezza, relazione, forma. Attraverso le opere tessili, gli artisti sono chiamati a esprimere questa forza attraverso nodi, intrecci, materiali, superfici. In ogni sua forma il desiderio ci racconta qualcosa di autentico: il bisogno di connessione, la voglia di andare oltre i confini individuali, la ricerca di senso.

L’Associazione culturale Arte&Arte, con il patrocinio e sostegno del Comune di Como e di Regione Lombardia, organizza Miniartextil 34, la trentaquattresima edizione della prestigiosa mostra internazionale dedicata alla fiber art contemporanea, allestita nel Palazzo del Broletto a Como da sabato 9 agosto e fino al 21 settembre (inaugurazione 8 agosto ore 18).
Nel corso della mostra si svolgono iniziative musicali, laboratori e incontri culturali.

IL PALAZZO DEL BROLETTO

La manifestazione si tiene al Palazzo del Broletto in Piazza del Duomo 2 a Como. Il Broletto si trova accanto alla Cattedrale, è un edificio in stile gotico-romanico con facciata quattrocentesca a fasce di marmo bianco, grigio e rosso. Costruito nel XIII secolo come sede comunale, comprende una torre civica in bugnato. Modificato e restaurato più volte nei secoli, oggi ospita mostre e conferenze.

GLI ARTISTI E LE OPERE

La mostra presenta un’ampia varietà di opere, dai minitessili alle grandi installazioni, fino a progetti multimediali.

Sono esposti lavori di 54 artisti provenienti, oltre che dall’Italia, da undici Paesi: Austria, Corea del Nord, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Iran, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera. Tra le partecipazioni confermate, spiccano alcuni artisti autori di opere di grande formato, realizzate nell’ambito della fiber art e ispirate al tema di quest’anno.

Joana Vasconcelos, artista visiva portoghese nata nel 1971, è celebre per le sue sculture monumentali e installazioni immersive che trasformano oggetti quotidiani in opere d’arte. La sua pratica unisce tradizione artigianale e sperimentazione tecnica, interrogando con ironia temi come identità, consumismo e condizione femminile. Riconosciuta a livello internazionale, è stata la prima donna esposta alla Reggia di Versailles e al Guggenheim di Bilbao. (Pasticcino, 2021 legno, tessuto e corde colorate – Mimmo Scognamiglio Arte Contemporanea Milano)

Joel Andrianomearisoa, nato nel 1977 ad Antananarivo nel Madagascar vive e lavora in Francia a Parigi e nel Madagascar. L’artista contamina i generi e gli stili: non si definisce né sarto né architetto né cineasta, ne designer o artista: Attraverso il suo intuito, fa venir fuori questo spirito di fondo che attraversa le espressioni artistiche della nostra epoca: il fare là dove si ha voglia di fare senza troppi problemi, lasciando da parte la carriera professionale. (Etude en blanc I, II, III, 2017 Taxtile – Primo Marella Gallery Milano)

Samuel Nnorom, nato nel 1990 in Nigeria, è uno scultore emergente della New Nsukka School of Art, noto per l’uso innovativo di tessuti come l’Ankara e gli abiti Okirika. La sua pratica indaga temi sociopolitici attraverso forme scultoree ispirate alle bolle. Ha ricevuto numerosi premi e partecipato a mostre e residenze internazionali, tra cui Londra, Sudafrica e Abuja. (Bloom, 2022 Tessuto, African Wax print fabric; The good, bad and ugly, 2023 tessuto african wax print fabric – Primo Marella Gallery Milano)

Hiva Alizadeh, nato nel 1989 a Kerman, Iran. Vive e lavora a Tehran, Iran e Londra. Il lavoro di Alizadeh affonda le sue radici nella tradizione persiana e nella millenaria abilità di tessere i tappeti di Kerman, sebbene applichi la sua tecnica e conoscenza a un materiale diverso, creando un’interpretazione contemporanea delle texture tradizionali, aggiungendo un tocco cosmopolita e psichico. Gli arazzi intrecciati di Alizadeh sono creati utilizzando extension di capelli sintetici che compone in vivaci tavolozze di colori al neon. (Nomad chants, 2019 – The Flat – Massimo Carasi, Gallery Milano).

Paolo Gonzato (Busto Arsizio ,1975) vive e lavora a Milano. Del 2012 è rappresentato dalla galleria Apalazzo dove nel 2023 presenterà una mostra personale. Il suo lavoro, da sempre rivolto alla trasformazione e alla marginalità, si occupa di dinamiche recessive e di sospensione. A questo proposito dal 2003 realizza una serie dal titolo Out of stock, la più recente Baracche e altri gruppi di lavori. Declinando la sua ricerca attraverso l’impiego di vari media, sulla base del concetto di arte estesa, Gonzato si interfaccia con design, collaborazioni, editoria e moda. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. Ha preso parte a progetti della Biennale arte e architettura di Venezia e Berlino oltre che a residenze artistiche, premi e tenendo workshop in musei e istituzioni. (Sipario, 2022 – Stoffa e corde – Apalazzo Brescia).

Kela Cremaschi nasce nel 1940 a Mendoza, è di nazionalità italo-argentina. Nel 1964 si laurea all’Università diCuyo, a Mendoza in Argentina. È professoressa di arti plastiche e di tessitura.Vive e lavora a Como. (Los heraldos negros 2005_ carta crespa filata e tessuto)

Anna Ray Dice l’artista inglese “Dopo aver visitato lo studio di Giuseppe (Coco) per la prima volta nel 2010, ho sentito l’ispirazione di tornare a lavorare con la pittura a olio. Lavoravo con ricami, fili e tessuti da un po’, assicurandomi sempre di mantenere le opere pulite. Ho iniziato a colorare gli elementi del mio lavoro con colori a olio, che asciugano lentamente. Mentre costruivo l’opera con le mani, il pigmento colorato si trasferiva sulla tela.” 
Quest’opera rappresenta i fiori della natura che attraggono gli insetti per l’impollinazione e sono temporanei, è femminile e corporea. Il ramo nell’assemblaggio di Giuseppe rappresenta l’altro lato della natura: mascolinità, forza e permanenza. L’oro della tela porta con sé un’energia viscerale, una luce eterna.

Giuseppe Coco. Nato a Randazzo, Catania, nel 1954. Formatosi negli anni Settanta all’ Accademia di Brera, si è dedicato nel tempo alla pittura, alla scultura, alla creazione di installazioni e di calchi in carta. Dal 1984 ad oggi è stato protagonista di numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Importanti anche le varie collaborazioni con l’Associazione Arte&Arte come direttore artistico della mostra d’arte tessile contemporanea Miniartetextil e Altrepagine, rassegna dedicata ai libri d’artista. “L’incontro con Anna, è stato per me, la rappresentazione reale, per citare Jung, di Anima e Animus, o lo Yin e Yang del pensiero filosofico cinese dove, nella complementarietà e alternanza degli opposti si rinnova il moto perpetuo. Da questa sinergia è nata la nostra opera Natura morta con fiori e ramo 2012-2020

C.S.M.
Fonte: da comunicato stampa 23 luglio 2025

MINIARTEXTIL 34 “ETERNO DESIDERIO”
9 agosto – 21 settembre 2025 (inaugurazione 8 agosto ore 18)

Palazzo Broletto
Piazza del Duomo, 2 – 22100 Como
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00002/ 

Miniartextil
Via Pannilani, 23, Como
031 449 2481
www.miniartextil.it