Di Barbara Baroni. MantovaMusica: ottimo sound tra jazz, swing, folk, pop e sonorità brasiliane, con Angelica Alfieri, Damiano Balistreri, Alessandro Bucci.  

Un faro nella notte che ispira all’aurora con l’assai preparato “Nascente Trio”, presso le suggestive Pescherie di Giulio Romano, all’interno della serie MantovaMusica – Le bellezze ritrovate, in collaborazione col Conservatorio di Mantova. Il gruppo di giovani si è infatti formato presso il Conservatorio “Campiani”, dove i musicisti si perfezionano, accomunati dal talento per il jazz contemporaneo e la world music. Giovani che hanno affinità artistiche e realizzano insieme un ottimo sound, con freschezza, inventiva e belle parti melodiche, apprezzato dal pubblico.

Il nome del gruppo fa riferimento al brano coinvolgente “Nascente” di Milton Nascimento, pezzo disteso con varietà vocale, acuti e atmosfere spaziali, che rispecchia la loro concezione artistica, come evoluzione, sperimentazione e grande passione, e che hanno eseguito molto bene. Ricordiamo che Nascimento è un cantante, compositore e chitarrista brasiliano ed è famoso per il falsetto, presente anche in questo pezzo affascinante dal titolo eponimo. Il suo  ambito musicale è ampio e contiene la musica popolare brasiliana, il samba, il pop, il rock e la fusion delle tradizioni musicali con quella di stampo internazionale. Era preceduto da un altro pezzo “brasiliano” sognante, con voce vellutata.

Il nome del Trio ricorda anche il verso “E come un sol nascente” (dall’Orfeo di Monteverdi) ben scelto per la propensione alla cosiddetta poesia sonora corrente attenta alla vocalità.  L’Ensemble è legato dall’ottimo affiatamento ricercato insieme, scavando nella loro arte fino a creare uno stile personale, che tempera il contemporaneo con il classicismo, la leggiadria con momenti più oscuri.

Il Trio è formato da Angelica Alfieri voce intensa specializzata in Canto Moderno, Jazz & Black Music, Damiano Balistreri e Alessandro Bucci valenti strumentisti alla chitarra elettrica e sassofono. Musicisti amanti di stili diversi, come hanno dimostrato alternando brani di tradizione e nuovi, ma con un’unità di visione artistica.  

Hanno proposto Miles Davis, autore di “Boplicity” brano rasserenante e mosso, anche con squarci di linea melodica e iterazioni, e dialogante. Davis era chiamato il principe delle tenebre, con riferimento a molta della sua musica, oltre che al suo carattere introverso. Egli era stimato come grande trombettista jazz, innovatore nel comporre e capace di unire vari stili  fra cui il cool jazz, l’hard bop, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock. Scrisse queste parole: «per me la musica e la vita sono una questione di stile».

Hanno chiuso con due brani (uno a sua volta formato da due parti) di grande fascino musicale e poetico. Il secondo pezzo era di Kenny Wheeler, noto trombettista attivo in Inghilterra negli anni ’50, trasferitosi dal Canada e che ha creato anche un nuovo stile, ad esempio con la free improvisation negli anni ’70. Il gruppo ha usato uno stile soft con l’uso della voce, anche un poco a bocca chiusa, con un finale romantico ed evocativo.

I musicisti hanno dimostrato omogeneità e sincronismo, particolarmente bello il timbro del sax, la chitarra molto dolce e hanno dialogato anche con vocalizzi alternati alle parole. E qui si è notato lo spicco del testo italiano nel pezzo scritto dallo stesso chitarrista e compositore Balistreri. Il brano è intitolato “Sirena” e parla di un «faro nel blu, e della roccia dove sei tu» molto scorrevole e melodico, e ha coinvolto il pubblico numeroso evidenziando la poesia del testo.

Il gruppo ha ricambiato con un bis brasiliano (come l’apertura) “Zingaro”, come commiato cantabile. Era interessante e scura la voce e ben si è attagliata alle scelte strumentali compiute dagli artisti, che hanno confezionato quasi un medley con vari autori e hanno evocato il rapporto tra musica e poesia, l’uso dello “scat” e il rispetto dei versi. Una serata fiabesca anche grazie all’ambientazione e capace di alternare jazz e folk con armonia.

La cifra del gruppo è il “reciproco ascolto” e il pubblico ha riservato applausi anche per i singoli strumentisti “a scena aperta”. Lo scavo introspettivo e un linguaggio che ha evocato paesaggi e sentimenti si è rifatto al fantastico e grazie alla “mezza voce” ha offerto anche pennellate pastello che hanno coinvolto l’ascoltatore, come col simbolo della sirenetta e del mare, il chitarrista è intervenuto pure con delicati vocalizzi. Una serata all’insegna del Jazz, ma con richiami alla musica pop ed antica della ballata con raffinata attenzione al folklore. Un’occasione speciale per farsi cullare dallo swing e conoscere un gruppo che si ispira alla “nascita”, creando sonorità originali e con equilibrio delle parti sonore.

                                                                                        Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, Pescherie di Giulio Romano, 24 luglio 2025
Foto: B.B.

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