Di Fiorenzo Cariola. Mantova, Museo Diocesano: il mondo visionario e i simbolismi di Vanni Viviani, artista del secondo 900.

L’inconfondibile stile di Vanni Viviani fa breccia nella mostra “Il tempio delle mele” aperta al Museo Diocesano Francesco Gonzaga in piazza Virgiliana a Mantova. Una selezione di opere pittoriche e sculture, esposta nella Sala delle Colonne, permette ai visitatori di ripercorrere la produzione artistica di uno degli artisti più originali del secondo Novecento italiano e di entrare nel suo mondo visionario e surreale, dove la mela rappresenta un simbolo allusivo. È di pochi giorni fa la notizia che la chiusura, prevista il 24 agosto, è stata prorogata all’8 settembre 2025. L’allestimento è stato realizzato con la collaborazione del gallerista Alberto Bernardelli. L’ingresso è gratuito ogni venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 17.30.

La mostra è costituita dalle opere di Viviani che appartengono alla collezione della Fondazione Banca Agricola Mantovana e che dal 2024 sono custodite nello Spazio ‘900. «Spazio ‘900 – spiega il direttore del museo don Stefano Savoia – nasce da una collaborazione tra la Diocesi di Mantova, il Museo Diocesano e la Fondazione Banca Agricola Mantovana. Si tratta di uno spazio complesso. Ci sono diversi ambienti: una sala per le mostre temporanee, un deposito attrezzato e visitabile, una sala per le conferenze multimediali. Questi tre spazi interagiscono e sono diventati la casa dell’arte mantovana del Novecento. Siamo molto soddisfatti e riconoscenti alla Fondazione Bam per averci coinvolto in questo progetto, che non è solo il trasferimento di opere d’arte dell’intera collezione, oltre 300 pezzi della Fondazione in un luogo visitabile idoneo, ma è anche una partnership che consentirà di valorizzare le opere. E questo serve soprattutto per mostrare la ricchezza del passato che è alla base del nostro presente».

Il percorso espositivo nel “Tempio delle mele” si svolge tra le architetture immaginarie, i simbolismi vegetali e le atmosfere sospese rappresentate da Viviani nella sua arte poetica e poliedrica che ha spaziato tra pittura, scenografia e illustrazione, lasciandosi contaminare dal surrealismo e dal realismo magico. L’uso vivace del colore si affianca ad una raffinata costruzione prospettica che proietta mondi enigmatici e fiabeschi. Siamo di fronte ad una metafora visiva che si immerge nella natura trasfigurata, nella memoria delle forme classiche e approda ad una visione onirica dell’architettura.

Chi era Viviani? È nato nel 1937 a San Giacomo delle Segnate, in provincia di Mantova. Si è trasferito giovanissimo a Bolzano, dove ha preso il via la sua attività artistica. Nel 1963 si è spostato a Parma partecipando attivamente al gruppo dei giovani artisti emergenti di area lombardo-emiliana. Qui ha elaborato i primi quadri a rilievo con la presenza di spighe di grano imbevute nel colore. Nel 1968 è andato ad abitare a Milano in via Brera al 16. Tra il 1962 e il 1988 ha avuto un’attività intensa realizzando circa 150 esposizioni in Italia e all’estero e avendo un notevole apprezzamento commerciale e critico. In Brasile ha allacciato una proficua amicizia con l’architetto Oscar Niemeyer, ideatore di Brasilia, dando vita alla mostra “Architetture da Leonardo a Niemeyer” a San Paolo. Nei primi anni Settanta ha aperto uno studio estivo vicino ad Albisola, lo ha frequentato durante le vacanze per venti anni elaborando un gran numero di ceramiche artistiche.

Nel 1988 ha lasciato a sorpresa lo studio di Milano, tornando al Paese natio. Ha comprato una villa settecentesca cui ha dato il nome di Ca’ di Pom, diventata lo spazio ideale per le sue produzioni artistiche. Nel 1995 Alitalia per l’Arte lo ha invitato a presentare i suoi lavori nell’aeroporto Kennedy di New York. Nel 2002, anno della morte, è avvenuta la sua consacrazione in una grande mostra a Palazzo Te a Mantova con un catalogo FMR. Subito dopo una cospicua dote di opere è stata assegnata alla Fondazione Banca Agricola Mantovana.

IL MUSEO

Il Museo Diocesano di Mantova si trova nel chiostro principale dell’ex monastero agostiniano di Sant’Agnese. Ha origine dal beato mantovano Giovanni Bono (1168-1249), fondatore di un ordine religioso poi confluito nell’ordine agostiniano. Nel XIV secolo, i suoi seguaci fondarono il monastero di Sant’Agnese a Mantova, tra la civitas vetus e un’insenatura del Lago di Mezzo.

Nel contesto urbano esso si colloca poco distante dalla Cattedrale e da Palazzo Ducale. Partendo la piazza Sordello si imbocca via Cairoli e si arriva in piazza Virgiliana, creata alla fine del Settecento nell’antica insenatura. La piazza, tenuta a giardino, accoglie un solenne monumento dedicato al poeta mantovano Virgilio ed è attorniata da pregevoli edifici neoclassici, Di questo stile è anche la facciata del museo, realizzata da Paolo Pozzo nel 1795.

Il “Museo Diocesano d’arte sacra”, come fu chiamato nel 1983 quando venne inaugurato, raggruppa dipinti, sculture, oreficerie, tessuti, libri miniati, ceramiche, avori e persino strumenti guerreschi non più in uso dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II. Il numero degli oggetti esposti negli ambienti museali è via via cresciuto, anche grazie alle cospicue donazioni di privati. Parallelamente si è ampliato lo spazio, sino a diventare uno dei principali musei cittadini con una rilevanza internazionale.

Report di Fiorenzo Cariola
Mantova, luglio 2025

VANNI VIVIANI. IL TEMPIO DELLE MELE
28 giugno – 24 agosto 2025 (prorogata fino all’8 settembre)
Ingresso libero

Museo Diocesano Francesco Gonzaga – Sala delle Colonne
piazza Virgiliana 55 Mantova
0376 320602
museofgonzaga@alice.it
https://www.facebook.com/museo.gonzaga

Presentazione mostra:
https://www.youtube.com/watch?v=Xkitnbi84b8&ab_channel=FondazioneBancaAgricolaMantovana

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