Di Barbara Baroni. MantovaMusica: viaggio tra musica e danza nella tradizione popolare argentina.

Nella serata magica “Pasión Argentina”, con varietà di stili musicali-coreografici e celebri raffinati interpreti, si è tenuto un happening variegato e trascinante, vera emozione. Nella suggestione fantastica e sognante di piazza Alberti, gioiello architettonico mantovano, si è svolto questo spettacolo per la serie MantovaMusica – Le bellezze ritrovate. Protagonista era il gruppo “Del Barrio” molto intenso (venti anni di carriera), che ha preparato una esibizione coreutico-musicale legata alla cultura popolare, di rilievo e rara, raccolta proprio in “Pasión Argentina”, evento che ha debuttato nel 2011, riscuotendo grandi successi.

Ecco il “pensiero triste” del tango (Enrique Santos Discépolo) tra tradizione e innovazione, con tutto lo splendore di danza e musica legate in particolare all’atmosfera argentina.  Appaiono non solo tango e milonga, ma si compie un itinerario generale grazie all’arte del grande Paese, in tanta parte ancora sconosciuta. Le note formano leitmotiv che avvolgono l’ascoltatore, ad esempio «col carnaval Humahuaqueño, la chacarera (danza popolare) santiagueña, (famosa la Chacarera de las pedras di Yupanqui) nella calma profonda di una vidala catamarqueña» (dal libretto di sala), o, più conosciuto, il trascinante tango di Buenos Aires.

Stili di danza e costumi tradizionali da ballo si accompagnano alle sonorità originali legate a varie zone geografiche, con gli strumenti del polistrumentista Hilario Baggini. Egli è anche autore del suggestivo e vivace La Pebeta, pezzo caratteristico e con iterazioni sulla parola Milongaed altri brani nostalgici.«Baggini usa una molteplicità di strumenti tipici a corda uniti alla voce (charango, ronroco, chitarra…) e a fiato (quena, sikus, flauto, moxenio…)», come notiamo dal libretto di sala. Il suo collega Andrés Langer lo accompagna al pianoforte con maestria. Il centro percussivo viene dal “set multietnico” e dalla fantasia del batterista-percussionista Marco Zanotti. Dulcis in fundo la bella parte vocale con la cantante argentina Niña del Monte dalla voce profonda; si aggiunge Cecilia Biondini al violoncello, struggente in un insieme appassionato e in parte danzato dalla coppia Anibal Castro e Melina Mouriño, tra tango e folklore, in modo narrativo.

Il programma iniziava con un must tratto dalla colonna sonora del film “Evita” contata da Madonna (1996) e composta da Andrew Lloyd Webber, Don’t cry for me Argentina,brano commovente, da ricordare, dal tema sempre emozionante. Poi di Gerardo Matos Rodriguez La cumparsita, famosissimo tango milonga assai ballabile e ben espresso dai ballerini, e poi con una parte insistente e trascinante barocca (di solito l’ultima danza della sera per tradizione, indimenticabile l’interpretazione di Julio Iglesias), e ancora di Aieta / Quatromano, Palomita blanca, un canto d’amore.

Al centro del concerto si collocava Astor Piazzollacon la ricerca su melodie e ritmo, assai approfondita, presentante un richiamo anche a ritmi e strumenti non argentini. Il Tango del resto nasce da combinazioni ritmiche di diverse provenienze, unendo la cultura dei migranti. Seguiva Violentango di Astor Piazzolla, mosso e con le percussioni in evidenza, dal colore sempre forte e fortissimo, dal suono “contemporaneo” che raggiunge sonorità violente e marcate.

Seguiva di J.C. Cáceres Tango nero con vocalizzi e percussioni, ripetitivo ed evocativo. Molto suggestivo e spezzato, con un ritmo cadenzato che imita una cavalcata di J. Torres, Caminos en la Puna, che si riferisce a una zona affascinante dell’Argentina ritenuta impareggiabile, sconfinata frontiera selvaggia del luogo.Il pezzo era magnifico e ben eseguito e rammentava, come in un viaggio, panorami splendidi, mettendo in evidenza il suono del charango, strumento derivato dalla vihuela de mano introdotta dagli spagnoli (simile all’ukulele).

Molto coinvolgente è risultato di ArielRamirez Alfonsina y el mar, al pianoforte, con un tema nello stile barocco assai interessante, cui si sono sommate sonorità lontane, dedicato alla tragica storia di una donna suicida, annegata nel mare per sfuggire alla sua malattia invalidante; la prima parte era cantata con tono drammatico, cui ha fatto seguito una parte strumentale.

Il programma ha ricevuto il plauso del numeroso pubblico, con una lettura capace di scavare l’anima e di rappresentare una gamma di sentimenti: la nostalgia e la lontananza tipica dei migranti e lo struggimento poetico, unito a momenti più vivaci. Infine il bis con una improvvisazione alla batteria come commiato da questo splendido Ensemble.

                                                                             Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, Piazza Leon Battista Alberti 2 agosto 2025
Foto B.B.

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