Di Barbara Baroni. MantovaMusica: affascinante il concerto dedicato al compositore che ha abbattuto i confini tra generi.
Per la vigilia di San Lorenzo, serata con l’originalità e il fascino dello spettacolo in un monocromo dedicato all’interessante compositore Claude Bolling, con rari brani jazzistici uniti allo stile barocco. Il concerto si presentava ispirato e con un bel sound, raffinatissimo e curatissimo nella stupenda atmosfera che avvolgeva piazza Leon Battista Alberti, per MantovaMusica – Le Bellezze ritrovate.
L’Ensemble così ben affiatato, formato da Giuseppe Nova flauto dal suono ricercato, Claudio Piastra notevole chitarra e l’ottimo Pagani Trio – formazione jazz composta da Stefano Pagani pianoforte, Luca Garlaschelli contrabbasso e Massimo Melillo batteria – ha dato vita all’evento “I classici incontrano il Jazz. Omaggio a Claude Bolling”. Insieme gli artisti formano un gruppo, che unisce generi svariati e arrangiamenti originali, che navigano anche nel soul, funky, pop e jazz contemporaneo.
Claude Bolling (1930 – 2020) è stato un attore, compositore, pianista francese, anche di musica jazz e ricordiamo che è autore di più di cento colonne sonore e il suo stile rammenta Ennio Morricone. Sa mischiare i generi con un senso didattico e costruttivo, ma a volte con vena di divertissement e squarci lirici.
Si nota tra i brani più rilevanti la Suite per flauto e jazz piano Trio con pezzi eseguiti come incipit del concerto, che in origine veniva sonata col celebre flautista J.P.Rampal e unisce il jazz con lo stile barocco in un approccio didattico e artistico di grande rilievo. Baroque and Blue imitativo sereno, con timbro chiaro e seguito da Sentimentale poetica del candore e tema romantico affascinante, oasi riflessiva. (Osserviamo che nell’opera completa si passa all’esotismo con Javanaise, stile usato anche da Debussy. Poi Fugace contrappuntistico, molto significativo e Irlandaise canto popolare evocativo della lontananza).

Hanno poi eseguito Veloce per coronare l’intensa Suite con tono folklorico. Seguiva sempre di Bolling il Concerto per Chitarra classica e Jazz Piano Trio: anche con parti più astratte Hispanic Dance scorrevole, ritmico che trasporta poi al colore Spagnolo e jazz. Il concerto ha poi un susseguirsi armonico e coinvolgente di altri pezzi indicati da titoli fra cui la Mexicaine n. 2 con notine veloci e accordi e tremolo, suggestivi lento e Finale con unità tematica, sintesi eseguita creando un’aura affascinante. Bolling mescola anche blues swing e bossa-nova con il suo spirito metodico e sperimentale. Ricordiamo Bolling anche come scrittore di metodi ed era noto per la big band, che ha rinnovato la cosiddetta ‘Era swing’ ed ha collaborato in vari dischi con grandi star.
Infine dalla Picnic Suite per Flauto, chitarra e Jazz Piano Trio n.1 Rococò che richiama Bach, sottofondo della batteria, bella parte del flauto poi più libero classico e jazz dialoganti, e n.7 Badine detta badinerie (o badinage) danza leggiadra rapida e fascinosa rara prima del sec. XVIII, famoso modello il “divertimento” di Bach della Suite n.2, e ripetuta nel bis.
Così nel concerto si rivelano lati reconditi dell’animo dell’Autore, che ricorda per certi versi Hindemith e ricordiamo Tendre n.6, che si può avvicinare a Sentimentale. Il compositore ha scritto molto per strumento solista classico e jazz trio (più raro duo e trio) ed esplicita un messaggio ricco di sfaccettature culturali molto apprezzato dal pubblico.
Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, Piazza Leon Battista Alberti, 9 agosto 2025
Foto B.B.
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