Di Maria Luisa Abate. Verona: è stato consegnato al soprano il Premio del Festival Internazionale ‘Maria Callas’.
Non sarebbe estate senza il Premio Internazionale Maria Callas. È un appuntamento tradizionale e irrinunciabile quello con la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento che ogni anno il Festival Internazionale Scaligero Maria Callas tributa a una personalità di spicco del mondo operistico. Gli incontri si distinguono per non essere freddamente celebrativi: si svolgono infatti in un clima elegante ma amichevole, in cui melomani e appassionati si ritrovano per ripercorrere la carriera sfolgorante della personalità di volta in volta premiata e per confrontarsi sul presente del mondo operistico.
La XI edizione del Premio Callas ha visto la consegna dell’importante statuetta al soprano Barbara Frittoli che, ancora giovane, vanta una carriera ultratrentennale durante la quale è stata acclamata, anche, alla Scala di Milano (con quattro inaugurazioni), Regio di Torino, Fenice di Venezia, San Carlo di Napoli, Metropolitan di New York, Royal Opera House e Covent Garden di Londra, Opéra di Parigi, Staatsoper di Vienna, Liceu di Barcellona, San Francisco e Washington National Opera. Tra i direttori d’orchestra con cui ha lavorato si possono citare Muti, Levine, Barenboim, Chailly, Oren, Maazel, Gavazzeni, Conlon e molti altri.

Una carriera svolta sempre ai massimi livelli, frutto di preparazione, studio assiduo e di un carattere deciso, emerso anche nel pomeriggio del 2 agosto scorso. Nell’accogliente sala Casarini dell’Hotel Due Torri di Verona, l’appuntamento dal titolo “Happy birthday Maria Callas!” ha inteso ancora una volta festeggiare il compleanno artistico della Divina, il cui debutto italiano, e da lì internazionale, è avvenuto all’Arena di Verona nel 1947. A fare gli onori di casa il Maestro Nicola Guerini, che con la consueta affabilità ha ricordato le iniziative più importanti portate a segno dal Festival da lui ideato e presieduto, compresa la più recente, dedicata al centenario #veronacallas100 che, oltre al susseguirsi di incontri di approfondimento, ha visto il conferimento, tuttora in corso, di medaglie celebrative a 100 eccellenze tra artisti, intellettuali, imprenditori, Enti, Istituti di alta cultura e di ricerca scientifica che si sono distinti per le iniziative da loro organizzate in ricordo del soprano greco-americano. In questa circostanza, una medaglia è andata allo street artist e figurativista Marco Rea, autore di un murale di sei metri dedicato alla Callas su un edificio di Roma, in zona Pigneto.

Nel consueto clima da “salotto musicale”, Barbara Frittoli ha commentato le immagini, scorse sullo schermo, di alcune tra le sue più celebri interpretazioni, aggiungendo aneddoti e ricordi personali. Sollecitata dal Maestro Guerini e dal critico Davide Annachini, il soprano ha ricordato gli studi di pianoforte al Conservatorio di Milano, fino alla sua piccola parte d’esordio, Ines, accanto a Luciano Pavarotti con la direzione di Zubin Metha, al Comunale di Firenze nel 1989. Da quel momento le si sono spalancate le porte dei maggiori templi della lirica.
Una carriera, ha sottolineato Frittoli, mai veramente pianificata ma costruita passo dopo passo, con accortezza per non stressare la voce. «Chi fa questo mestiere le caratteristiche le ha dentro. Poi bisogna vedere come le tira fuori» ha risposto, molto pragmatica, a una domanda, proseguendo a spiegare il proprio percorso che ha definito «una mia ricerca». I suoi autori prediletti? Mozart e Verdi: Don Carlos, Otello, Nozze di Figaro… «ma è impossibile dire cosa ho amato di più. Si ama quel che si sta facendo». Un sogno rimasto nel cassetto? Poter cantare Traviata, ruolo che non ha potuto ricoprire perché le mancava quel mi bemolle che è diventato prassi esecutiva anche se Verdi non lo ha mai scritto. Il racconto si è poi spinto fino ai giorni attuali, dedicati prevalentemente all’insegnamento «diventato per me una missione».

Al soprano è stata consegnata la scultura bronzea della Divina creata da Albano Poli, scomparso lo scorso anno lasciando in eredità un laboratorio artistico, l’Atelier Progetto Arte Poli, che vanta 70 anni di attività. Inoltre una bottiglia Magnum di Amarone di Tommasi – Family Estatesper il progetto Callas Wine Collection, e una ristampa fine art in tiratura limitata di una delle prime immagini ufficiali della Callas scattate a Verona tra il 1947 e il 49, patrimonio dell’Archivio Storico Tommasoli. Novità di quest’anno, il Premio Internazionale dedicato a Giovanni Zenatello, consistente in un’opera in ottone realizzata dall’orafo Pino Antoniazzi, per ricordare la figura del grande tenore che agli inizi del Novecento ebbe l’intuizione di trasformare l’Arena in un teatro sotto le stelle: «era diventato ricco in America ma non aveva scordato Verona e voleva restituire alla sua città quello che la città gli aveva dato», ha spiegato il discendente che porta lo stesso nome e che non manca mai a questi incontri.
L’appuntamento con il Premio è per il 2026, sempre il 2 agosto, con un altro nome di spicco della lirica, ma il calendario del Festival Internazionale Maria Callas è ricco di iniziative durante tutto l’anno, consultabili nel sito www.festivalinternazionalemariacallas.org
Report di Maria Luisa Abate
Verona, Hotel Due Torri 2 agosto 2025
Foto: MiLùMediA for DeArtes
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