SMAC San Marco Art Centre: opere d’arte, film, fantascienza, teorie quantistiche e le loro rappresentazioni simboliche. Mostra in collaborazione con OGR Torino.

SMAC San Marco Art Centre, il nuovo e pionieristico spazio artistico nel cuore di Venezia, in Piazza San Marco, inaugurato all’inizio di quest’anno, annuncia “The quantum effect”, la sua seconda mostra, co-curata da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, che apre al pubblico il 5 settembre 2025 fino al 23 novembre 2025. Il programma espositivo è realizzato con istituzioni e curatori di fama mondiale, e questa mostra, in particolare, è prodotta da SMAC con OGR Torino.

The quantum effect esplora i paradossi spaziali e temporali introdotti dalla teoria quantistica: universi paralleli, viaggi nel tempo, teletrasporto, “supersymmetry” e materia oscura. La mostra presenta opere di alcuni tra gli artisti più influenti di oggi, intrecciate in una narrazione cinematografica che attinge sia alla scienza contemporanea che all’universo della fantascienza e della cultura pop.

Birnbaum e Davies per questa mostra mettono insieme opere d’arte, esperimenti scientifici, equazioni della meccanica quantistica e fantascienza per creare un vero e proprio effetto quantistico in uno spazio espositivo di mille metri quadri.

L’allestimento si ispira concettualmente al romanzo emblematico di Raymond Roussel Locus Solus, con il suo racconto di otto miracolosi tableaux vivants ambientati in un’architettura di vetro. Prendendo spunto dalle realtà quantiche, la mostra segnala nuove possibilità creative in cui oggetti e ruoli possono essere contemporaneamente una cosa e il suo opposto. Oltre alle opere di artisti come Dara Birnbaum, Isa Genzken, Jeff Koons, Mark Leckey e Marcel Duchamp/Man Ray, l’esposizione presenta elementi creati dai curatori: collage cinematografici “entangled” (da “entaglement”: correlazione quantistica) con scorci misteriosi dal mondo della teoria e del calcolo quantistico, oltre a “Science Fiction”, una linea temporale alternativa che, in linea con il tema della mostra, mette in discussione la nozione di tempo lineare e la natura della realtà.

Lo spazio espositivo di SMAC è composto da 16 sale disposte lungo un corridoio continuo di oltre 80 metri. La mostra ruota attorno alla stanza di specchi Oil VII (2007), opera di Isa Genzken. Da questo punto centrale, la mostra si sviluppa simmetricamente con gallerie a sinistra e a destra percepite come mondi paralleli, come se l’esposizione si svolgesse simultaneamente in realtà multiple. Ai visitatori è dunque possibile vivere uno dei tanti mondi possibili man mano che avanzano nel percorso “supersimmetrico” della mostra.

LA MOSTRA SPIEGATA DAI CURATORI

Dicono Daniel Birnbaum & Jacqui Davies: «così come la natura paradossale della fisica quantistica sconvolge la nostra comprensione della realtà, abbiamo creato una mostra che sfida la natura e il significato delle cose: opere d’arte, film, esperimenti scientifici, teorie quantistiche e le loro rappresentazioni simboliche. Anche i ruoli distinti di curatore, produttore e artista vengono sovvertiti: esperimenti-installazioni e interventi concepiti dai curatori vengono esposti accanto a opere di artisti acclamati.

Talvolta, fatto e finzione si fondono, protagonisti chiave della fisica quantica vengono rianimati e le linee temporali tradizionali trasformate in: ‘Science Fiction’. In questo mondo straordinario, Davies assume il ruolo di artista, realizzando opere che strumentalizzano il cinema di fantascienza, la cultura popolare, i social media e molto altro, costruendo portali audiovisivi tra i mondi dell’arte, del cinema, della scienza, della filosofia e della magia».

GLI HIGHLIGHTS DELLA MOSTRA

Seguendo la struttura speculare della mostra, ogni opera ha un “gemello” – un sosia quasi identico.
Tra i lavori più significativi, due opere di Tomás Saraceno della serie Hybrid webs, che presentano ragnatele contenute all’interno di teche. L’artista vede la struttura del mondo come una rete intrecciata di esperienze sensoriali che si combinano e si scontrano per favorire la comunicazione tra le creature che abitano la nostra galassia.

To the old World (Thank you for the use of your body) (2021-22) di Mark Leckey è un’installazione filmica in cui il protagonista attraversa una membrana invisibile (una lastra di vetro) che lo trasporta da un mondo all’altro.

One ball 50/50 tank (Spalding Dr. J Silver series) (1985) di Jeff Koons è un’opera iconica: un pallone da basket galleggia sospeso all’interno di una teca grazie all’equilibrio di densità tra tutti gli elementi contenuti in essa. Per realizzare quest’opera, Koons collaborò con il fisico teorico Richard Feynman.

Technology/Transformation: Wonder Woman (1978–79) di Dara Birnbaum raffigura la supereroina nel momento del teletrasporto, il suo corpo che ruota trasformandosi dal personaggio quotidiano al suo alter ego sovrumano, mentre passa facilmente da una dimensione ad un’altra.

Le opere di John McCracken evocano l’enigmatico monolite di “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick. L’artista le descriveva come oggetti che avrebbero potuto essere portati sulla Terra da un UFO.

Una fotografia del 1923 di Man Ray “Glissière contenant un moulin à eau (en métaux voisins) (“Glider Containing a Water Mill [in Neighboring Metals]”) (1913–15), che ritrae Marcel Duchamp sdraiato dietro la sua prima opera in vetro, riecheggia formalmente nelle opere cinematografiche di tutta la mostra.

Jacqui Davies utilizza la forma semi circolare (in riferimento al “glider” di Duchamp, ritratto da Man Ray) per inquadrare le sue installazioni cinematografiche, che impiegano filmati ritrovati di cinema di fantascienza, musica, cultura visiva e immagini di computer quantistici – viste, per così dire, attraverso la prima opera in vetro di Duchamp.

L’influenza di Duchamp è presente anche nell’opera Duchamp descendant l’escalier (1992) di Sturtevant, in cui l’artista appare simultaneamente in luoghi e stati diversi.

C.S.M.
Tratto da comunicato stampa agosto 2025
Immagine: Jacqui Davies, Il tempo si biforca perennemente verso innumerevoli futuri. In uno di loro sono il tuo nemico (2025), film still


THE QUANTUM EFFECT
5 settembre 2025 – 23 novembre 2025

SMAC San Marco Art Centre
Procuratie, Piazza San Marco 105 – 30124 Venezia
www.smac.org