Di Barbara Baroni. MantovaMusica: tributo a Frank Sinatra della Big Band JazzSet diretta da Gilberto Merli, con le voci di Rossana d’Auria e Stefano Fusco.
Con l’omaggio dedicato a “The voice” si è conclusa la serie serale di successo di MantovaMusica – Le bellezze ritrovate, sullo sfondo di Piazza Leon Battista Alberti, con un’occasione speciale in onore della figura indimenticabile di Frank Sinatra. Il penultimo degli appuntamenti della rassegna che unisce musica e architettura in un’alta visione estetica, ha presentato una soirée ispirata al jazz e allo swing, con note che parevano scritte nell’anima. Al centro della serata vi era la Big Band JazzSet Orchestra, rinforzata dal pianoforte, e diretta dal maestro Gilberto Merli. Ad arricchire il concerto, la voce chiara della cantante Rossana D’Auria nel coinvolgente spettacolo “Omaggio a Frank Sinatra, my Way”.
Il programma seguiva la strada tracciata da un artista leggendario. Il gruppo passava dal blues allo swing, rhythm & blues, latin jazz, ma soprattutto jazz melodico per strumenti e voce, proponendo pop, ballad, standard jazz per proseguire con lo swing degli anni ’40 -‘50.
Ecco in tutta la sua forza espressiva New York, New York di John Kander (1927) col tema celeberrimo scritto per il film del 1977 diretto da Martin Scorsese con Liza Minnelli e Robert De Niro. Le note sono di John Kander mentre il testo è di Fred Ebb, eseguiti da Rossana D’Auria con trasporto, ma con voce controllata, travolgendo gli ascoltatori.
La band composta da 18 musicisti ha intrapreso un viaggio nella musica internazionale, un susseguirsi di canzoni in vari stili, in una visione emozionante. Il concerto, ricco di canzoni portate al successo dal grande cantante e attore, ha coinvolto gli ascoltatori con ricordi e riflessioni uniti alla piacevolezza dell’ascolto. Frank Sinatra ha sempre eseguito jazz e pop in modo molto raffinato e sentimentale, con profondità. Spesso le sue canzoni erano poesie e meditazioni in forma di ballata usando il glissez e il crooning.
Ecco in questa meravigliosa serata mantovana la canzone My way (che fu cantata con vera poesia da Frank Sinatra di fronte all’amico Paul Anka, autore del testo, e che venne incisa il 30 dicembre 1968 e divenne un classico amato in tutto il mondo). My way racconta la storia di un uomo che sta morendo e non rinnega nulla della sua vita: il bene e il male, gli amori e l’abbandono, “La mia strada”, in cui riconosce di essere sempre stato se stesso. «E ora la fine è vicina/ e così affronto l’ultimo sipario/…Ho vissuto una vita così piena». La musica era cadenzata e melodica, con i due cantanti Rossana D’Auria e Stefano Fusco anch’egli voce cristallina, e proposta in forma “corale” assieme all’orchestra, con esiti assai evocativi ed espressivi.
Di Bert Kaempfert (1923 – 1980) L-O-V-Eassai noto e melodico con sfumature di leggiadria gradevole, titolo futurista e mood amabile. Ned Washington (1901 – 1976) con I’m getting sentimental over you,swing citato nel film Il giardino dei Finzi Contini, riflessivo in una scomposizione jazzistica progressiva e virtuosistica stupenda. Poi è stato proposto un ventaglio di altre belle composizioni a partire da Van Morrison (1945) Moondance capolavoro assai noto della musica del Paese dello smeraldo, con parte vocale di Fusco in evidenza e con la visione del chiaro di luna. Poi Jerome Kern (1885 – 1945) The way you look tonight, la cui parola chiave “way” è stata interpretata in modo simpatico.
Il programma si è soffermato sul grande compositore Cole Porter (1891 – 1964) con I’ve got you under my skin, famosissimo pezzo romantico che fu anch’esso interpretato da Frank Sinatra. E infine Cheek to cheek di Irvin Berlin (1888 – 1989), prolifico compositore di origine russa naturalizzato statunitense, che scrisse una miriade di canzoni. Testo splendido: «Paradiso, io sono in paradiso, /e il mio cuore batte tanto che posso parlare a fatica».
Una sorpresa è venuta dal compositore e direttore d’orchestra Gorni Kramer, mantovano d’origine, jazzista stimato in tutto il mondo e notissimo volto della televisione in bianco e nero. Della sua vasta produzione è stata scelta Donna, eseguita con scorrevolezza. Si sono aggiunti brani significativi di Howard Rowe, Kicks’n licks in cui si sono apprezzate le doti d’improvvisazione dell’ensemble, di Pee Wee Ellis (1941-2021) il funky intitolato The chicken. Di Riz Ortolani (1926-2014) More, un pezzo in parte malinconico che è stato accostato a All of me di Seymour Simons (1896-1949).
Si sono aggiunti brani solo strumentali e una dedica al collaboratore della Band, architetto Alessio Artoni, scomparso purtroppo tre anni fa dopo 36 anni di carriera insieme. Una panoramica che ha messo in luce le qualità interpretative di Frank Sinatra, che sapeva usare la voce come un vero e proprio strumento musicale. Pubblico numerosissimo e plauso in una atmosfera romantica e vivace, che ha ricordato il poeta neoromantico americano Robert Frost.
Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica 23 agosto 2025
Foto B.B.
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