Fondazione Cini: ‘Democrazia e pandemie’ tra arte storia e pensiero politico. Concerto di Vivaldi, convegno e mostra in corso sulle epidemie nella Serenissima.

Un contributo dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi al tema “Democrazia e pandemie” che la Fondazione Giorgio Cini sta esplorando con un concerto, una conferenza e una mostra in corso fino a dicembre. Tra le prossime iniziative, un convegno sui temi della mostra, curato dall’Istituto per la Storia della Società e dello Stato Veneziano, fissato il 17 ottobre 2025.


[Anton Maria Zanetti di Girolamo – Fondazione Giorgio Cini]

CONCERTO
IL POTERE IN SCENA
SOVRANI GIUSTI E TIRANNI NEL “TITO MANLIO” DI ANTONIO VIVALDI

5 settembre 2025, ore 18
Isola di San Giorgio Maggiore, Sala delle Capriate

Sull’Isola di San Giorgio Maggiore di Venezia, Padiglione delle Capriate, va in scena il concerto dell’Accademia Vivaldi, che vede protagonisti gli allievi e le allieve del corso tenuto dal soprano Gemma Bertagnolli, grande interprete del repertorio barocco. In programma, venerdì 5 settembre alle ore 18.00 (ingresso libero),una selezione delle arie più significative tratte da Tito Manlio, RV 778, opera composta da Antonio Vivaldi.
 
Eseguito per la prima volta nell’antico Teatro della Pace di Roma, durante il Carnevale del 1720, il dramma musicale racconta la vicenda del console romano Tito Manlio, diviso tra l’amore paterno e il dovere di far rispettare la legge. Ambientata nella Roma repubblicana del IV secolo a.C., l’opera esplora il conflitto tra responsabilità pubblica e sentimento privato.

CONFERENZA
I LIMITI DEL POTERE NELLE OPERE VIVALDIANE

4 settembre 2025, ore 18.30

Palazzo Giustinian-Lolin   |   Fondazione Ugo e Olga Levi

Il giorno prima del concerto, il 4 settembre a Palazzo Giustinian-Lolin ore 18.30 (ingresso libero), l’Istituto organizza la conferenza “Limiti del potere nel XVIII secolo. I doveri dei governanti e i diritti dei sudditi nelle opere vivaldiane”. L’iniziativa nasce in collaborazione con il gruppo di ricerca “La drammaturgia musicale a Venezia (1678-1792)” della Fondazione Ugo e Olga Levi, con il coordinamento di Giada Viviani.
 Una riflessione sul potere: il contrasto tra la figura del sovrano giusto e quella del tiranno diventa la chiave di lettura per esplorare – attraverso la musica – i dilemmi eterni legati all’autorità, alla sua legittimazione e ai suoi limiti.

UN CONTRIBUTO AL TEMA “DEMOCRAZIA E PANDEMIE”

La conferenza e il concerto sono il contributo che l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi offre al tema su “Democrazia e pandemie”, su cui tutti gli Istituti e i Centri Studio della Fondazione Giorgio Cini sono impegnati. Un percorso interdisciplinare che ha come tappa importante la mostra “Venezia e le epidemie”, in corso fino al 19 dicembre 2025 nell’antica Biblioteca del Longhena (vedi qui di seguito).
 
Spiega Francesco Fanna, direttore dell’Istituto: «Nel periodo in cui visse Antonio Vivaldi (1678-1741) le grandi pestilenze erano ormai un ricordo, nonostante l’allerta permanente e i focolai ai confini della Serenissima per tutto il Settecento. All’epoca, la scena europea era animata da un intenso dibattito sulla legittimità del potere, sulle forme di governo e sui diritti dei cittadini, rispetto ai quali, in questi decenni, si inizia a sviluppare una nuova consapevolezza»

Fondazione Giorgio Cini onlus
Istituto Italiano Antonio Vivaldi
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T +39 041 2710250
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[Joseph Heintz il Giovane, La processione del Redentore, Venezia, Museo Correr. Foto M. De Fina © Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia]

MOSTRA
VENEZIA E LE EPIDEMIE

20 giugno – 19 dicembre 2025
Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore – Biblioteca della Longhena

È riconosciuto dagli storici come la Serenissima fosse uno stato all’avanguardia in molti campi della vita economica, istituzionale, sociale e culturale. Uno degli esempi più importanti, il cui lascito è arrivato sino ai giorni nostri, è stata la sua capacità di risposta di fronte alle epidemie.

Proiettata verso il mare, Venezia era snodo di un flusso intenso e costante di uomini, idee e commerci, ma anche di infezioni. La peste, prima di tutto. Sono note le grandi pestilenze che hanno colpito Venezia e l’intera Europa, a partire da quella del 1348-49. Tra la metà del Trecento e la metà del Seicento la peste si manifestava come un flagello ricorrente in Italia e sulle coste del Mediterraneo, ripresentandosi in media ogni due-tre anni. Drammatiche sono state le epidemie del 1575-77 e del 1630-31. Nessun’altra città e organizzazione statuale dell’epoca moderna ha saputo dispiegare politiche pubbliche efficaci e capillari come seppe fare Venezia.

A questa storia esemplare è dedicata la mostra “Venezia e le epidemie”: organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini, visitabile alla Biblioteca del Longhena fino al 19 dicembre 2025. Grazie al lavoro di ricerca dell’Istituto di Storia della Società e dello Stato Veneziano (che quest’anno festeggia i settant’anni di attività), un lungo racconto documentale, finora riservato a ricercatori e studiosi, è esposto al pubblico: rari esemplari di testi e libri d’epoca, disegni e incisioni, eccezionali “fedi sanità” (i pass sanitari del tempo), oltre a editti e carteggi dei Provveditori alla sanità della Repubblica veneta.

Spiega Daniele Franco, il Direttore scientifico della Fondazione Giorgio Cini: «L’esperienza storica di Venezia resta di grande insegnamento, perché – come ci hanno dimostrato le vicende di cinque anni fa – il mondo è esposto a un permanente rischio pandemico. L’approccio pragmatico da parte di tutte le istituzioni e le magistrature dell’epoca si univa all’azione capillare delle confraternite e di quella che oggi chiameremmo società civile. Questa lunga storia ci conferma che una pandemia richiede una risposta a tutto campo da parte dell’intera società. Richiede coesione, solidarietà, consenso. Richiede una riflessione, anticipata, sui principi sottostanti le scelte politiche e tecniche da attuare nell’emergenza».

[Brustolon Giovanni Battista (inc.), Giovanni Antonio Canal detto Canaletto (inv.), Solennità nel giorno di Santa Maria della Salute durante la Repubblica Veneta, incisione. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte]

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Per la mostra sono stati scelti materiali che coprono quattro secoli di prevenzione e gestione delle epidemie. Si tratta di originali di delibere e proclami, di provvedimenti come la contumacia, oltre a rimedi medici e “fedi di sanità” attestanti che la persona era sana e poteva attraversare il territorio della Repubblica.

L’esposizione rievoca la costruzione di chiese e basiliche, laddove la fede si intrecciava con il sollievo per la fine dell’epidemia, facendo appello a Santi di elezione a protezione dei malati. Sono tutti rari documenti che provengono dai fondi custoditi dalla Fondazione Giorgio Cini e da prestiti concessi dall’Archivio Storico di Venezia, dalla Biblioteca Nazionale Marciana, dal Museo Correr.

[Biblioteca Longhena Foto Ufficio stampa Fondazione Cini]

A questo apparato documentale si accompagna un viaggio multimediale, grazie a una video-installazione interattiva creata dallo studio camerAnebbia, che permette ai visitatori di scoprire i materiali storici, potendo così sfogliare digitalmente i volumi, esplorare gli interni dei palazzi, immergersi nei dipinti, percorrere calli e campi della città grazie a ricostruzioni tridimensionali in altissima risoluzione. Dai materiali digitalizzati, grazie al lavoro del Centro Digitale – ARCHiVe della Fondazione, i creativi di camerAnebbia hanno realizzato libri interattivi, da cui prendono vita immagini e personaggi: stanze che si possono attraversare virtualmente, mappe che si aprono a pop-up, illustrazioni che diventano diorami e quinte teatrali.

Per l’occasione, il collettivo di artisti ha lavorato sia utilizzando i fondi e gli archivi della Fondazione, sia confrontandosi con gli studiosi e i ricercatori di Venice Long Data, il progetto (in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari) che applica i Big Data e la Scienza delle Reti agli archivi e ai documenti storici.

[Lezione di Anatomia. Johannes de Ketham, Fasciculus medicinae, Venezia, Giovanni e Gregorio de’ Gregori, febbraio 1493/1494. Venezia, Biblioteca Fondazione Giorgio Cini]

Grazie al lavoro realizzato su una parte delle deliberazioni del Senato della Serenissima, i ricercatori sono riusciti a ricostruire le vicende personali di decine di veneziani vissuti durante la peste del Trecento. Utilizzando poi l’Intelligenza Artificiale Generativa, hanno trasformato quelle tracce d’archivio in storie vive, restituendo voce e volto a persone e vicende altrimenti dimenticate.

La mostra Venezia e le epidemie si colloca nel percorso tematico “Democrazia e pandemie” che la Fondazione Giorgio Cini ha attivato per il 2025 con un intenso programma di eventi, seminari, convegni, concerti e un simposio internazionale.

Tra le iniziative, un convegno di approfondimento storico e storiografico sui temi della mostra, curato dall’Istituto per la Storia della Società e dello Stato Veneziano, si terrà alla Fondazione Giorgio Cini il 17 ottobre 2025.
Accompagna l’esposizione il volume Venezia e le epidemie, edito da Marsilio.

Fondazione Giorgio Cini onlus
Istituto per la Storia della Società e dello Stato Veneziano
storia@cini.it  | T. +39 041 2710227
Visite:  veneziaepidemie@cini.it
Visite guidate: www.visitcini.com


C.S.M.
Fonti: tratto da comunicati stampa 29 agosto e 19 giugno 2025
Immagine di copertina: Sequenza di camerAnebbia