Teatro Regio di Parma: la 25a edizione del Festival presenta 3 opere, concerti, la sezione Ramificazioni e Verdi Off.
Festival Verdi compie 25 anni e il suo enfant terrible, Verdi Off, 10. Un doppio anniversario importante che il Teatro Regio di Parma ha festeggiato a febbraio a Roma al Ministero della Cultura con la conferenza di presentazione del programma che si svolgerà dal 20 settembre al 19 ottobre 2025a Parma e Busseto, nelle terre natali del Maestro, intorno al 10 ottobre, giorno del suo compleanno.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, la Medaglia del Presidente della Repubblica al Festival Verdi 2025 (vedi qui). È la prima volta nella sua storia che il Festival Verdi si fregia di tale riconoscimento. In occasione del Festival Verdi, la Medaglia sarà esposta nei teatri di Parma e Busseto.
Il Festival Verdi prosegue la sua crescita nel solco che gli è proprio della grande accuratezza filologica e scientifica al dettato originale verdiano delle opere che produce, grazie alla stretta collaborazione con l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Contestualmente Verdi Off, sfida e stimola a guardare all’opera e ai valori verdiani, col coraggio di osare sguardi nuovi con rispetto e leggerezza, senza tradirlo, ma per farlo conoscere e amare ancora di più.
È il legame tra Giuseppe Verdi (1813 – 1901) e William Shakespeare (1564 – 1616) il fil rouge del Festival Verdi 2025. Due artisti lontani nel tempo, ma accomunati dalla capacità di rendere l’arte specchio del presente portando sulla scena le passioni, i conflitti e le fragilità di un’umanità autentica che ancora parla al nostro tempo.
A dare corpo a questo dialogo sono le nuove edizioni critiche di Macbeth (versione 1847), Otello (1887) e Falstaff (1893), le tre opere di ispirazione shakespeariana che attraversando il XIX secolo ne hanno seguito l’evoluzione, ed entrando nella profondità della psiche umana, hanno proiettato in avanti la drammaturgia verdiana anticipando temi e forme propri del decadentismo e dell’espressionismo.
Integrano questa prospettiva il Gala Verdiano, che attraverso le pagine di Luisa Miller e di Rigoletto attinge ad altri autori della letteratura europea come Schiller e Hugo, e la Messa da Requiem, testimonianza dell’ammirazione del Maestro per Manzoni. Ancora il concerto dell’Accademia Verdiana e Fuoco di gioia.
Nel suo 25° anniversario il Festival Verdi, forte della vocazione internazionale e del radicamento territoriale, intende contribuire alla riflessione sulla fragilità della società di oggi. Il dialogo tra Verdi e Shakespeare, che ci mostra senza sconti violenza e contraddizioni dell’animo umano, diventa paradigma delle nostre stesse comunità. Riconoscendo ciò che divide e isola, si apre lo sguardo su ciò che ricuce, per ritrovare nell’umanità condivisa la base per superare le fratture del presente.
IL PROGRAMMA IN BREVE
Nuovi allestimenti affidati a grandi maestri della regia e a giovani team creativi under 35, concerti, spettacoli e incontri pensati per far vivere a pubblici diversi l’emozione della musica del Maestro nelle sue terre.
Fulcro del Festival sono le nuove produzioni di Otello (26 settembre, 5, 11, 19 ottobre, direttore Roberto Abbado, regia Federico Tiezzi, al debutto al Teatro Regio) e Macbeth, presentato nella versione del 1847 (27 settembre, 4, 9, 17 ottobre), direttore Francesco Lanzillotta, regia Manuel Renga,(al debutto nel titolo), realizzate nei laboratori del Teatro Regio,e al riallestimento di Falstaff (3, 12, 16 ottobre, direttore Michele Spotti, regia Jacopo Spirei).
Otello e Falstaff sono eseguiti per la prima volta in edizioni critiche (The University of Chicago Press e Casa Ricordi), curate rispettivamente da Linda B. Fairtile e Gabriele Dotto, che recuperano l’accuratezza del segno verdiano attraverso un lavoro capillare sulle partiture autografe e altre fonti dell’epoca. Nell’orchestrazione, in particolare, si potranno cogliere dettagli di fraseggio ed espressione che si discostano dalla tradizione dominante per ritornare, appunto, alle intenzioni del compositore.
Completano il programma i concerti della Messa da Requiem (18 ottobre)e del Gala Verdiano (10 ottobre), diretti da Robert Treviño e Paolo Carignani, insieme a Fuoco di Gioia (14 ottobre),gala lirico benefico con la partecipazione di alcuni dei più celebri interpreti verdiani organizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27 e al concerto di Michele Gamba con il Quartetto Luigi Magnani (2 ottobre).
La programmazione artistica si fonda sulla presenza di interpreti riconosciuti a livello internazionale e sulla valorizzazione dei giovani, una scelta significativa che ribadisce l’attenzione del Teatro Regio nel sostenere le nuove generazioni di interpreti e di autori nello spettacolo dal vivo. Così, grandi interpreti di fama internazionale dialogano con artisti di nuova generazione: Fabio Sartori, Ariunbaatar Ganbaatar, Mariangela Sicilia, Vito Priante, Misha Kiria, Roberta Mantegna, Marta Torbidoni, Michele Pertusi, insieme ai giovani talenti provenienti dall’Accademia Verdiana, diretta da Francesco Izzo: Melissa D’Ottavi, Francesco Congiu, Alessia Panza.
Al Festival si rinnova e rinsalda la stabile collaborazione del Teatro Regio con La Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.
Ramificazioni – la sezione del Festival che ha l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti stimolanti con la produzione verdiana e il tema che ispira questa edizione – che vede al centro il rapporto tra Giuseppe Verdi e William Shakespeare – con uno sforzo importante si radica nella contemporaneità, presentando, in prima assoluta e in 3 spazi differenti, 4 nuovi lavori di autori appartenenti a generazioni diverse.
Due sono commissioni del Festival Verdi, due sono il risultato della progettualità del Reggio Parma Festival, con Teatro Regio di Parma, Teatro Due, e iTeatri di Reggio Emilia.Luca Francesconi firma la musica e il libretto di Timon Études, commissione del Festival Verdi in prima assoluta, ricerca sul dramma di Shakespeare Timon of Athens. All’Auditorium Paganini, Michele Gamba dirige l’Orchestra Sinfonica di Milano, il Coro del Teatro Regio di Parma, i solisti e il complesso dei Neue Vocalsolisten.
Nell’autunno 2025 prende vita Gradus in scena di Reggio Parma Festival, volto a promuovere la nuova autorialità in ambito teatrale e musicale. Il progetto è parte di un percorso più ampio avviato nel 2024 Gradus. Passaggi per il nuovo che giunge al suo compimento con quattro debutti, due dei quali presentati nell’ambito di Ramificazioni al Teatro Farnese: Ouverture e 89 Seconds to Midnight.
Disdemona_Δυσδαιμονία Cattiva stella, commissione del Festival Verdi in prima assoluta a Lenz Fondazione, vincitrice lo scorso anno del Premio Ubu, oltre ad affermare la volontà di collaborazione con le più stimolanti realtà creative del territorio, vuole presentare, una composizione performativa, visuale e sonora, ispirata a Otello di Verdi e di Shakespeare, introducendo nella programmazione del Festival dimensioni nuove e non convenzionali.
INAUGURAZIONE
Inaugurazione il 20 settembrecon la Verdi Street Parade, una festosa parata di spettacoli con Imaginarium Studio, Elodie Lebigre e gli Artisti del Carnevale di Viareggio, coinvolgendo oltre 1.000 artisti, ensemble corali e orchestrali, bande, cantanti, attori, ballerini, artisti di strada, acrobati e artisti visivi che animano il centro storico di Parma. Dal 21 settembre nella chiesa sconsacrata di Galleria San Ludovico spazio a Il sonno uccidesti, progetto artistico ispirato a Macbeth commissionato a Damiano Michieletto e Paolo Fantin che esplora le ossessioni dell’uomo che lo conducono all’isolamento e al dolore psichico.
VERDI OFF
Verdi Off festeggia 10 anni facendo rivivere i progetti che hanno contraddistinto questo percorso, consolidando e rafforzando la sua missione: da un lato innovazione, multidisciplinarietà, contemporaneità, attenzione ai giovani e alla creatività emergente e dall’altro partecipazione, inclusione, accoglienza e cura. Anche quest’anno saranno oltre 300 gli appuntamenti a ingresso libero in programma, 85 gli spettacoli e laboratori in 55 luoghi che coinvolgeranno 2500 artisti e oltre 90 associazioni e compagnie (Verdi Off vedi qui)
IMPATTO ECONOMICO, TURISTICO E SOCIALE
Premiato come Best Festival agli International Opera Awards (gli “Oscar” della lirica), il Festival Verdi è realizzato da 750 artisti e 235 maestranze tecniche e amministrative e accoglie a Parma e nelle terre del Maestro ogni anno circa 20mila spettatori, il 25% stranieri, provenienti da ogni continente, ricevendo nelle rilevazioni degli spettatori un gradimento di 4.3/5.
La sua dimensione economica pari a €6,5 MLN è sostenuta per il 29% da contributi privati, per il 23% dal Comune di Parma, per il 17% dal Ministero della Cultura, per il 14% dal Reggio Parma Festival, per il 13% da incassi di biglietteria ed entrate proprie, per il 4% da Regione Emilia-Romagna.
I dati forniti dal tour operator partner Parma Incoming in relazione alla ricettività turistica registrano l’86,5% di riempimento medio delle camere nel periodo del Festival e 5 notti di permanenza media degli spettatori stranieri a Parma.
L’Osservatorio permanente sul Festival Verdi, avvalendosi del lavoro dei professori dell’Università di Parma Isabella Mozzoni del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali e Giulio Tagliavini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, elabora l’analisi SROI (Social Return On Investment) continuativamente dal 2018 con l’obiettivo di verificare e valutare gli impatti favorevoli, stimati con estrema prudenza nella loro dimensione monetaria. Ne è risultato per l’edizione 2024 un indice SROI pari a 3,2 – record per il Festival (ogni €10 investiti nel Festival Verdi hanno indotto benefici per gli stakeholder stimabili in almeno €32).
Dal 2023 inoltre si elabora anche l’impatto sociale di Verdi Off che è oggetto di una valutazione scientifica condotta in collaborazione con l’Università di Parma secondo la metodologia del Most Significant Change (MSC), per determinare, attraverso il racconto in prima persona di educatori, artisti, insegnanti, anziani e genitori coinvolti negli spettacoli e nelle iniziative di Verdi Off, i positivi effetti sociali della rassegna. I risultati hanno testimoniato il significativo e ampio impatto positivo sulle comunità e sul territorio.
LA CAMPAGNA DI MEDIASET PER IL FESTIVAL VERDI
Mediaset, da sempre Media Partner del Festival Verdi, rinnova anche quest’anno la sua campagna televisiva con la quale contribuisce in modo straordinario alla promozione del Festival Verdi e di Verdi Off. Il valore della campagna realizzata nel 2024 è stato di oltre €1.6 MLN consentendo di raggiungere 234 MLN di utenti.
INTERNATIONAL FRIENDS OF FESTIVAL VERDI
IFFV è l’associazione non profit, fondata proprio negli Stati Uniti nel 2017, che nel 2019 ha ottenuto dall’IRS la qualifica 501 © (3) e che è tra le poche simili di cui sono dotate le istituzioni culturali italiane. È composta da circa un centinaio di membri – personalità della finanza, dell’editoria e dell’imprenditoria statunitense – e dalla sua fondazione ha contribuito al sostegno al Teatro Regio di Parma per il Festival Verdi con più di € 2 MLN per stimolare e condividere nuove ricerche e riflessioni sulla musica di Giuseppe Verdi, promuovendo e tramandando in tutto il mondo la musica del Maestro nei suoi luoghi natali e intraprendendo specifiche azioni di supporto alle forme spettacolari e ai programmi educativi e di divulgazione.
In occasione della presentazione del 25° Festival Verdi e 10° Verdi Off hanno annunciato in anteprima che l’International Friends of Festival Verdi Spring Gala si terrà al Lincoln Center di New York il 10 aprile 2025 alle ore 18.00.
Nel corso della serata sarà consegnato il Fortunino Award, seconda edizione del premio che gli IFFV dedicano a giovani talenti protagonisti al Festival Verdi
IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO
INAUGURAZIONE CON LA VERDI STREET PARADE TUTTO NEL MONDO È BURLA! E CON IL SONNO UCCIDESTI DI DAMIANO MICHIELETTO E PAOLO FANTIN
Inaugurazione con la Verdi Street Parade Tutto nel mondo è burla! sabato 20 settembre 2025, dalle ore 18.00èuna grande festa in musica che invade strade e piazze del centro cittadino, partendo dal Teatro Regio e accompagnando il pubblico in un percorso ricco di sorprese attraverso il centro storico e l’Oltretorrente. Oltre 1.000 artisti, ensemble corali e orchestrali, bande, cantanti, attori, ballerini, artisti di strada, acrobati e artisti visivi, insieme agli artisti di Imaginarium Studio daranno vita a uno spettacolo diffuso con performance ispirate alla musica e alla figura di Giuseppe Verdi e dedicate al pubblico di ogni età. A sfilare, anche un corteo dedicato a Falstaff realizzato in collaborazione con gli Artisti del Carnevale di Viareggio, della comunità cittadina a seguito della partecipazione al workshop curato dall’artista Elodie Lebigre. Protagonisti del festoso corteo anche gli istituti scolastici del territorio con elaborazioni verdiane appositamente realizzate che sfileranno insieme alle opere degli Artisti di Viareggio.
Il sonno uccidesti è la nuova commissione di Verdi Off agli artisti Damiano Michieletto e Paolo Fantin, che prenderà corpo e spazio nella Galleria San Ludovico di Parma dal 23 settembre al 19 ottobre 2025(inaugurazione domenica 21 settembre.. (Verdi Off vedi qui)
OPERE
OTELLO
Otello è l’opera inaugurale del XXV Festival Verdi, in debutto al Teatro Regio di Parma venerdì 26 settembre 2025, ore 20.00 (recite domenica 5 ottobre ore 15.30, sabato 11 ottobre ore 20.00, domenica 19 ottobre ore 20.00). Presentata in un nuovo allestimento realizzato nei laboratori di scenografia e sartoria del Teatro Regio di Parma e firmata dal regista Federico Tiezzi, per la prima volta al Regio, l’opera è diretta nell’edizione critica a cura di Linda B. Fairtile, The University of Chicago Press e Casa Ricordi, da Roberto Abbado sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma preparato da Massimo Fiocchi Malaspina.
Il team creativo vede impegnati Margherita Palli alle scene, Giovanna Buzzi ai costumi, Gianni Pollini alle luci e Fabrizio Sinisi alla drammaturgia. In scena Fabio Sartori (Otello), Ariunbaatar Ganbaatar (Jago), Davide Tuscano (Cassio), Francesco Pittari (Roderigo), Francesco Leone (Lodovico), Alessio Verna (Montano), Mariangela Sicilia (Desdemona), Natalia Gavrilan (Emilia), Cesare Lana (Un Araldo).
«Otello segna il ritorno di Verdi al teatro di Shakespeare – scrive Giuseppe Martini – Dopo un’elaborazione di oltre sette anni, l’opera debuttò alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887, con un successo trionfale. Il giovanissimo Toscanini, secondo violoncello, sedeva in orchestra. Nuovo titolo dopo ben sedici anni, se si escludono il rifacimento di Simon Boccanegra e la seconda versione di Don Carlo, l’opera scatenò una vera e propria corsa dei teatri per ottenere il permesso di allestirla, permesso che arrivò al Teatro Regio di Parma nel luglio dello stesso anno, solo cinque mesi dopo il debutto scaligero. Otello è il segno dell’allineamento delle idee operistiche verdiane alla cultura europea del dramma musicale: decorso sonoro plastico e scorrevole, melodie cangianti, musica che segue l’azione delineando le sottili psicologie dei personaggi. Verdi riuscì in questo modo a concretizzare di nuovo un confronto con Shakespeare, realizzato per la prima volta con Macbeth e fallito con il mancato approdo a Re Lear, grazie alla collaborazione con un letterato-musicista come Arrigo Boito e al paziente lavoro di Giulio Ricordi, che nel 1887 alla Scala con Otello mise a punto un’operazione aggiornata anche a livello di comunicazione, saldando ai tempi nuovi l’immagine del grande teatro romantico verdiano e restituendola nelle forme di un grande evento mediatico. E Otello, opera che sa essere magniloquente e intimista, ha risposto alle esigenze di un’epoca senza mai snaturarsi, anzi travestendo una materia musicale fatta di cose antiche in una forma che a tutti è apparsa subito indubbiamente moderna».
MACBETH
Macbeth debutta al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto sabato 27 settembre 2025, ore 20.00 (recite sabato 4 ottobre ore 20.00, giovedì 9 ottobre ore 20.00, venerdì 17 ottobre ore 17.00) in un nuovo allestimento firmato da Manuel Renga affermato regista di nuova generazione, con le scene e i costumi di Aurelio Colombo, le lucidi Emanuele Agliati, le coreografie di Paola Lattanzi.
Francesco Lanzillotta sul podio dell’Orchestra Giovanile Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato daMartino Faggiani, dirige l’opera seguendo l’edizione critica acura di David Lawton The University of Chicago Press e Casa Ricordi. Protagonisti Vito Priante (27, 4, 9) / Andrea Borghini (17) (Macbeth), Adolfo Corrado (Banco), Marily Santoro / Maria Cristina Bellantuono (Lady Macbeth), Melissa D’Ottavi* (La dama di Lady Macbeth), Matteo Roma (Macduff), Francesco Congiu* (Malcolm), Emil Abdullaiev* (Un medico), Matteo Pietrapiana* (Domestico, Sicario, Prima apparizione). *già allievo dell’Accademia Verdiana.
«Una delle più grandi creazioni umane»: così Verdi, in una lettera del 1846, definiva l’omonima tragedia di Shakespeare da cui fu tratto il libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei. La lucida rappresentazione del potere come macchina che consuma e la capacità di addentrarsi negli abissi della psiche dei personaggi, tuttavia, portarono i contemporanei a definire il lavoro verdiano “un’opera senza amore”. Posizione, questa, che non fu ribaltata neanche all’indomani dell’esecuzione a Parigi, e solo nella seconda metà del Novecento l’opera viene riscoperta e consacrata al successo assoluto.
FALSTAFF
Falstaff debutta al Teatro Regio di Parmavenerdì 3 ottobre 2025 ore 20.00 (recite domenica 12 ottobre ore 20.00, giovedì 16 ottobre ore 20.00). L’opera va in scena nell’allestimento firmato da Jacopo Spirei con le scene di Nikolaus Webern, i costumidi Silvia Aymonino, le lucidi Giuseppe Di Iorio.
Michele Spotti dirige l’opera nell’edizione critica a cura di Gabriele Dotto (The University of Chicago Press e Casa Ricordi) sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e delCoro del Teatro Regio di Parma maestro del coroMartino Faggiani. Protagonisti in scena Misha Kiria (Sir John Falstaff), Roberta Mantegna (Mrs. Alice Ford), Alessandro Luongo (Ford), Giuliana Gianfaldoni (Nannetta), Teresa Iervolino (Mrs. Quickly), Dave Monaco (Fenton), Caterina Piva (Mrs. Meg Page), Roberto Covatta (Bardolfo), Eugenio Di Lieto (Pistola), Gregory Bonfatti (Dott. Cajus).
«Vinta con Otello la battaglia nei confronti della modernità – scrive Giuseppe Martini – adeguando il proprio teatro alle esigenze del dramma musicale europeo, Verdi era ormai libero da ogni pressione: a quasi ottant’anni si poteva prendere perciò lo sfizio di lavorare a un’opera senza richieste e senza commissioni, per il puro gusto di farla. Persino Shakespeare non faceva più timore reverenziale, e Arrigo Boito ci confeziona sopra un libretto zampillante di ritmo e di sonorità cucendo gli episodi di Enrico IV e delle Allegri comari di Windsor intorno alla figura di Falstaff, gentiluomo dedito ai piaceri del cibo e alle velleità dell’amore, non altro, cioè, che uno degli aspetti dell’età dell’uomo. E la sorpresa del pubblico scaligero del 1893 nel trovarsi di fronte al primo esperimento verdiano di una commedia in musica dai tempi del non fortunato Un giorno di regno di oltre mezzo secolo prima è pari alla dirompente novità portata da un’opera che sprizza freschezza con una musica che a ogni passo si adegua alla situazione, con personaggi che si animano al flusso dell’azione, e con una risata che sa essere amara come un dramma serio».
GALA VERDIANO
Il Gala Verdianoche chiuderà i festeggiamenti del 212° compleanno di Giuseppe Verdi,venerdì 10 ottobre 2025, ore 20.30, sarà affidato alla direzione di Paolo Carignani sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Il programma presenta in forma integrale il terzo atto di Luisa Miller e Rigoletto che saranno interpretati da un cast che affianca acclamati interpreti verdiani ad artisti di nuova generazione: Alessia Panza* (Luisa), Ariunbaatar Ganbaatar (Miller e Rigoletto), Francesco Leone (Il Conte di Walter e Sparafucile), Galeano Salas (Rodolfo e Il Duca di Mantova), Giuliana Gianfaldoni (Gilda), Maria Kosovitsa* (Laura), Teresa Iervolino (Maddalena). (*già allieva dell’Accademia Verdiana).
MESSA DA REQUIEM
Robert Treviño dirige la Messa da Requiem al Teatro Regio di Parma sabato 18 ottobre 2025, ore 17.00. Il direttore texano di Fort Worth, una delle bacchette americane più apprezzate e richieste dell’ultima generazione, interpreta il capolavoro sacro di Verdi, nell’edizione critica a cura di David Rosen (The University of Chicago Press e Casa Ricordi), sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Solisti Marta Torbidoni, Valentina Pernòzzoli, Galeano Salas, Michele Pertusi.
«Composizione sontuosa, monumentale – scrive Giuseppe Martini – la Messa da Requiem vide durante il crescente successo di Aida, quando a Verdi, ormai sempre più figura dominante della musica dell’Italia unita, non mancava ormai che l’investitura di una grande opera sacra. L’occasione arrivò con la scomparsa di Alessandro Manzoni, figura da sempre adorata da Verdi, un evento che lo toccò così profondamente da spingerlo a scrivere subito all’editore Ricordi: «Io pure vorrei dimostrare quanto affetto e venerazione ho portato e porto a quel grande che non è più e che Milano ha tanto degnamente onorato. Vorrei mettere in musica una Messa da morto da eseguirsi l’anno venturo per l’anniversario della sua morte. La Messa avrebbe proporzioni piuttosto vaste, ed oltre ad una grande orchestra ed un grande coro, ci vorrebbero anche (ora non potrei precisarli) quattro o cinque cantanti principali». E proprio a un anno esatto dalla morte di Manzoni, il 22 maggio 1874, la Messa da Requiem fu eseguita presso la Chiesa di San Marco a Milano, offerta alla cittadinanza in suffragio del grande poeta e scrittore. Da allora Verdi passò definitivamente dallo status di grande musicista a monumento della cultura italiana. Ma la Messa è manzoniana nell’omaggio, non nello spirito: nella sua musica, terribile e dolorosa, non c’è l’ottimismo della Provvidenza ma il dubbio dell’essere umano fragile, la consapevolezza della solitudine della vita, l’incertezza e lo sgomento del morente. Solo nei momenti di tenerezza struggente la musica sembra far passare qualche spiraglio di luce, ed è forse proprio nella forza del sentimento che per Verdi si possono ritrovare gli sparuti segnali di un conforto che la vita sembra continuamente negare».
A metà tra melodramma sacro e musica sacra propriamente detta, la Messa da Requiem riflette la spiritualità di un compositore che, nonostante le posizioni convintamente anticlericali e il suo spirito razionale, estraneo al misticismo, non si è mai tirato indietro di fronte alla necessità di misurarsi con la dimensione trascendente della natura umana: in tutta la produzione operistica emerge quella dialettica tra sacro e profano di un uomo che si pone i grandi interrogativi dell’esistenza umana, ma le cui convinzioni più profonde restano un mistero.
FUOCO DI GIOIA
Fuoco di gioia, il gala lirico benefico, organizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani “Club dei 27” torna al Teatro Regio di Parma martedì 14 ottobre 2025, ore 20.30, nella sua XIII edizione, diretto da Enrico Fagone sul podio della Filarmonica di Parma e della Corale “Giuseppe Verdi” di Parma, maestro del coro Claudio Cirelli. Interpreti di celebri pagine verdiane i soprani Clarissa Costanzo, Maria Laura Iacobellis, ilmezzosoprano Ilariandrea Tomasoni, iltenore Celso Albelo, ilbaritono Franco Vassallo, ilbasso Riccardo Zanellato. Con la partecipazione straordinaria del clarinettista Corrado Giuffredi.
ACCADEMIA VERDIANA
Il Concerto di Gala dell’Accademia Verdiana, al Teatro Regio di Parma martedì 8 ottobre 2025, ore 20.30, coronerà il percorso formativo dei 14 allievi del Corso di Alto Perfezionamento in Repertorio Verdiano del Teatro Regio di Parma, giunto alla sua VIII edizione. Una prestigiosa occasione di esibizione per i giovani artisti e di scoperta per il pubblico che potrà ascoltare i nuovi talenti che hanno maturato una profonda consapevolezza dello stile, della vocalità e delle pratiche esecutive verdiane durante i mesi di lavoro al Regio, conseguendo una preparazione musicale, vocale, teatrale d’eccellenza grazie ai più rinomati interpreti verdiani che li guidano nelle 1000 ore di lezione previste. Nel concerto saranno accompagnati quali madrina e padrino d’eccezione, da due rinomati artisti.
Nata nel 2017, progetto cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo plus e dalla Regione Emilia-Romagna (Operazione Rif. PA 2024-23055/RER approvata con DGR n. 2287 del 09/12/2024), l’Accademia Verdiana si articola in nove mesi di lezioni, incentrate sullo studio del repertorio e del perfezionamento della tecnica vocale, laboratori dedicati ai movimenti coreografici e scenici, seminari e incontri di approfondimento, moduli dedicati alle materie storiografiche e alle materie contrattualistiche e manageriali volti a formare un artista lirico dal profilo completo.
Direttore didattico dell’Accademia Verdiana è Francesco Izzo, musicologo, pianista e coach, professore ordinario di musicologia presso l’Università di Southampton, dove tiene corsi di storia e teoria della musica. Dal 2022 ricopre inoltre l’incarico di Referente scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani per il Festival Verdi.
RAMIFICAZIONI
Ramificazioni – la sezione del Festival che ha l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti stimolanti con la produzione verdiana e il tema che ispira questa edizione, che vede al centro il rapporto tra Giuseppe Verdi e William Shakespeare – con uno sforzo importante si radica nella contemporaneità, presentando, in prima assoluta e in 3 spazi differenti, 4 nuovi lavori di autori appartenenti a generazioni diverse.
Due sono commissioni del Festival Verdi, due sono il risultato della progettualità del Reggio Parma Festival, con Teatro Regio di Parma, Teatro Due, e iTeatri di Reggio Emilia.
TIMON ÉTUDES
Luca Francesconi firma la musica e il libretto di Timon Études, commissione del Festival Verdi in prima assoluta, Progetto Arcipelaghi 2025 di Reggio Parma Festival, in debutto all’Auditorium Niccolò Paganini domenica 28 settembre 2025, ore 20.30,ricerca sul dramma di Shakespeare Timon of Athens di cui in occasione del Festival Verdi si presenta una suite per soli, coro e orchestra che ne anticipa musicalmente l’atmosfera drammaturgica. Michele Gamba dirige l’Orchestra Sinfonica di Milano, il Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani, il complesso dei Neue Vocalsolisten e i solisti Robin Adams (Timon), Julian Hubbard (Alcibiades)
Thomas Oliemans (Apemàntus).
«Ho scritto il libretto derivandolo dal dramma di Shakespeare – scrive Francesconi – forse il più controverso, misterioso e moderno della sua produzione. In questi Études emerge un nucleo incredibilmente vicino a noi: una feroce invettiva contro un mondo dominato dall’oro. La componente più impressionante, come sempre in Shakespeare, è la lucidità spietata con cui analizza la misera condizione di cinismo, prima, e di nichilismo poi, dei suoi personaggi. Come sempre grandi temi dell’esistenza sono trattati con una forza di parole e immagini senza pari. La musica ha il compito di aderire a questa tensione espressiva ed elevarla a una dimensione ancora più drammatica e universale. Ora Timon non canta più, recita. E viene visitato come in un sogno sinistro, una felliniana processione, da molti ateniesi da cui era fuggito. Questi personaggi cantano. Si forma un dialogo spiazzante fra parola recitata e parola cantata. In più il Timon “parlante” è immerso nella musica, contrapposto alla potenza musicale della grande orchestra e del coro. Il suo giudizio finale sulla società (che è già la nostra) diventa un attacco senza appello alla umanità tutta, che ha perso ogni empatia, generosità, capacità di amare».
GRADUS IN SCENA: OUVERTURE E 89 SECONDS TO MIDNIGHT
Nell’autunno 2025 prende vita Gradus in scena di Reggio Parma Festival, volto a promuovere la nuova autorialità in ambito teatrale e musicale. Il progetto è parte di un percorso più ampio avviato nel 2024, Gradus. Passaggi per il nuovo, che giunge al suo compimento con quattro debutti, due dei quali presentati nell’ambito di Ramificazioni al Teatro Farnese: domenica 5 ottobre 2025 ore 21.00 Ouverture, venerdì 17 ottobre 2025 ore 21.00 in prima assoluta 89 Seconds to Midnight.
Ouverture è un’opera-performance a cappella per un doppio quintetto di cinque cantanti e cinque tapis roulant. Collocandosi in uno spazio-tempo di soglia, l’opera indaga la tensione performativa che anticipa l’evento, dello spettacolo come della vita. I preparativi e rituali della lirica si intrecciano a quelli della pratica sportiva e del wellness, alla ricerca di un benessere, o di una forma, sempre a venire. Realtà̀ e finzione convergono così nella voce dei cantanti-performer questionando gli orizzonti, le prospettive di fuga e gli sguardi che muovono la contemporaneità̀.
Composizione musicale di Fernando Strasnoy,libretto di Giuliana Kiersz, traduzione libretto Teresa Vila, regia e coreografia di Gaetano Palermo, Michele Petrosino, direzione musicale Laure Deval,soprani Maria Clara Maiztegui, Maria Giuliana Seguino, mezzosoprano Dominika Isabell Marková,baritono Xiaofei Liu,basso Daniel Wendler, coproduzione Teatro Regio di Parma, iTeatri di Reggio Emilia.
89 Seconds to Midnight è lo spettacolo col quale il Teatro Regio di Parma celebra la Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, rinnovando il proprio impegno a tutelare e tramandare “La pratica del canto lirico in Italia”, patrimonio dell’UNESCO. L’iniziativa è promossa dal Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano.
89 Seconds to Midnightè un’opera contemporanea in cui musica strumentale ed elettronica, voce, teatro e danza si intrecciano per interrogare e illuminare due questioni urgenti e altamente controverse nel mondo di oggi: la mancanza di cura e l’elusione della responsabilità. Quest’opera racconta un mondo in crisi: un paesaggio arido, senza acqua e senza speranza, consumato e svuotato dalla noncuranza degli uomini. In questo scenario una madre e suo figlio sono quasi giunti alla fine di un lungo viaggio. Il giovane porta sulle spalle l’anziana donna e, a prima vista, i loro corpi sembrano quello di un animale bizzarro a due teste con quattro gambe. Stanno portando a termine un rituale, una tradizione della loro società: la madre, ormai troppo vecchia per essere un membro produttivo della comunità, verrà abbandonata sulla montagna più alta affinché muoia da sola. Madre e figlio conoscono il vero scopo del loro viaggio, ma non ne parlano. L’ultima notte, poco prima di raggiungere la vetta, i due si fermano a riposare accanto ad un albero secco. Mentre il figlio dorme, la madre viene sorpresa da tre figure femminili dalle sembianze animalesche che conoscono esattamente ciò che la attende. Il loro linguaggio è enigmatico ed evoca, al tempo stesso, una profezia e una scelta. Allo scoccare della mezzanotte, madre e figlio affronteranno il loro destino.
L’opera raffigura un rituale, un viaggio verso la morte intrapreso da una madre e un figlio incapaci di percepire la bellezza e la fragilità del mondo che li circonda, metafora di una civiltà autoreferenziale e slegata dalle emozioni. Le loro voci, simili a gocce d’acqua, si intrecciano in un dialogo intimo e ossessivo. Accanto a loro, due ombre sono onnipresenti: l’euphonium e la tuba, che amplificano questa furia crescente dal basso, fino a dominare quasi completamente il paesaggio sonoro. In questo ritmo si muovono tre presenze magiche – la danzatrice e i due interpreti strumentali – che offrono i propri corpi alla musica, incarnando il mondo in cui si muovono i protagonisti. L’elettronica incarna l’ambiente sempre più oppressivo che i personaggi stessi hanno creato, all’interno del quale si svolge la scena. Per esaltare l’esperienza immersiva dell’opera, gli spettatori vengono accolti nello spazio della scena, da un sistema di ottofonia che li avvolge. La scenografia vuole raccontare scenicamente lo spazio della desolazione in cui i personaggi si muovono. È uno spazio senza tempo, sospeso, che si riflette in una superficie che galleggia nel vuoto infinito. L’unico elemento concreto della scena è un albero, simbolo della vita, e della tradizione che resta attaccata al suolo, attraverso radici forti e solide ma quell’albero è secco, piegato dal vento e dal passare del tempo.
Musica Maria Vincenza Cabizza,libretto e regia Lisa Capaccioli,coreografia Daisy Ransom Phillips, scene, costumi e contributi video Francesca Sgariboldi,RIMM e sound design Davide Bardi. Interpreti: Maria Eleonora Caminada (Madre – soprano), Danilo Pastore (Figlio – controtenore), Daisy Ransom Phillips (danzatrice e Strega 1) Marina Boselli (Euphonium e Strega 2) Fanny Meteier (Tuba e Strega 3)
DISDEMONA_ΔΥΣΔΑΙΜΟΝΊΑ CATTIVA STELLA
Disdemona_Δυσδαιμονία Cattiva stella, commissione del Festival Verdi in prima assoluta a Lenz Fondazione, vincitrice lo scorso anno del Premio Ubu, oltre ad affermare la volontà di collaborazione con le più stimolanti realtà creative del territorio, vuole presentare una composizione performativa, visuale e sonora, ispirata a Otello di Verdi e di Shakespeare, introducendo nella programmazione del Festival dimensioni nuove e non convenzionali. Lo spettacolo debutta a Lenz Teatro (Parma, via Pasubio 3e), martedì 7 ottobre 2025, ore 20.00 (recite mercoledì 8 ottobre ore 19.00, giovedì 9 ottobre ore 20.00, venerdì 10 ottobre ore 19.00) con drammaturgia, imagoturgia di Francesco Pititto, composizione, installazione, involucri di Maria Federica Maestri, elaborazioni sonore di Andrea Azzali, interpreti Giulia Costantini* (soprano), Lorenzo Marchi (tenore), Valentina Barbarini, consulenza musicale Adriano Engelbrecht, *già allieve di Accademia Verdiana.
CONCERTI
Cinque appuntamenti al Ridotto del Teatro Regio di Parma compongono la rassegna Cori al Ridotto per scoprire le grandi pagine corali verdiane interpretate dalle corali cittadine:sabato 27 settembre ore 17.00 il Coro di voci bianche e giovanile Ars Canto “Giuseppe Verdi”, maestro del coro Eugenio Maria Degiacomi; domenica 28 settembre ore 17.00 il Coro di voci bianche della Corale “Giuseppe Verdi”, maestro del coro Niccolò Paganini; sabato 11 ottobre ore 17.00 il Coro di voci bianche “Parma Musicale”, maestro del coro Beniamina Carretta; domenica 12 ottobre alle ore 17.00 la Corale “Giuseppe Verdi”, maestro del coro Claudio Cirelli; venerdì 17 ottobre ore 15.00 il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina.
Le voci degli allievi e già allievi dell’Accademia Verdiana, accompagnate al pianoforte da Gianluca Ascheri, Claudio Cirelli, Claudia Zucconi, fanno vibrare le sale di uno dei più bei palazzi storici della città che si apre al pubblico per l’occasione per la rassegna domenicale del Festival Verdi Mezzogiorno in Musica, al Palazzo Ducale nel Parco, domenica 28 settembre, 5, 12, 19 ottobre 2025, ore 12.00. Un’occasione per godere della musica di Giuseppe Verdi, in un luogo speciale e approfondirne alcuni aspetti con l’introduzione all’ascolto,a cura di Istituto Nazionale di Studi Verdiani. In collaborazione con Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri.
In Café Concerto, rinverdendo la tradizione culturale della musica dal vivo nei caffè, che fino alla prima metà del Novecento era estremamente diffusa, gli allievi dell’Accademia Verdiana saranno protagonisti di quattro concerti lirici al Gran Caffè del Teatro interpretando celebri arie verdiane: venerdi 26 settembre, 3, 10, 17 ottobre alle ore 12.00.
Il Maestro Martino Faggiani con il Coro del Teatro Regio di Parmapresenta Otello in debutto nella prova aperta al pubblico Il Coro prova Otello presso l’Associazione Parma Lirica venerdì 19 settembre alle ore 21.00.
Michele Gamba al pianoforte con il Quartetto Luigi Magnani (violini Paolo Mora, Michele Rossi; viola Novella Bianchi; violoncello Giacomo Fossa)
arricchiscono il programma del Festival nel solco del tema che lo ispira con Verdi, Faccio, Schumann e Shakespeare, concerto in programma a Busseto al Museo Casa Barezzi giovedì 2 ottobre 2025 ore 20.30.
Il programma comprende la prima esecuzione assoluta nell’edizione critica di Ivano Bettin, (Società Italiana di Musicologia, Roma, 2025) del Quartetto per archi,in sol maggiore del 1864 di Franco Faccio, primo Direttore del Teatro alla Scala e direttore della prima esecuzione di Otello di Giuseppe Verdi nel 1887.
Il legame con Shakespeare viene ripercorso attraverso due versioni cameristiche dell’epoca, di raro ascolto, Preludio e Canzona da Amleto, il capolavoro operistico dello stesso Franco Faccio, e “Ave Maria” da Otellodi Giuseppe Verdinella versione per quartetto d’archi (fine XIX sec.), oltre che dal Quartetto per pianoforte e archi,in mi bemolle maggiore, op. 47 di Robert Schumann composto nel 1842. Di Schumann sarà inoltre eseguito Gesänge der Frühe (Canti dell’alba) per pianoforte, op.133. Anche Schumann coltivò, infatti, una frequentazione costante delle opere di Shakespeare e, dall’anno precedente alla composizione del Quartetto, aveva cominciato a stendere il quaderno Su Shakespeare e la musica (Über Musik aus Shakespeares Schriften) più tardi confluito nella raccolta Giardino poetico per la musica.
Al Ridotto del Teatro Regio martedì 30 settembre alle ore 20.30 Aspettando Falstaff le più celebri arie e scene del capolavoro verdiano, interpretate dagli artisti dell’Accademia Verdiana Matteo Pietrapiana, Melissa D’Ottavi, Arlene Miatto Albeldas, Francesco Congiu, accompagnati al pianoforte, con introduzione all’ascolto di Giuseppe Martini
INCONTRI
Le settimane che precedono l’apertura del sipario sulle opere del Maestro sono dedicate agli appuntamenti di approfondimento e di introduzione all’ascolto oltre che alla possibilità di assistere alle prove aperte.
Il compositore, la genesi delle opere e i capolavori letterari a cui si ispirano, con l’esecuzione dal vivo dei brani più celebri è offerto da Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri a ingresso libero che si è tenuto al Ridotto del Teatro Regio di Parma, a cura di Giuseppe Martini con la partecipazione dei cantanti del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, coordinati da Donatella Saccardi, con l’ultimo incontro tenutosi a Busseto al Museo Casa Barezzi, a cura di Dino Rizzo.
Come si cantava Verdi? Se ne discute, attraverso documenti ed esperienze, nella Giornata di studio realizzata da Istituto Nazionale di Studi Verdiani, in collaborazione con Teatro Regio di Parma, Università di Bologna, Università di Ferrara al Ridotto del Teatro Regio martedì 7 ottobre alle ore 14:30. Moderano Marco Beghelli e Alessandro Roccatagliati; intervengono Raffaella Carluccio, Daniele Palma, Roberto Scoccimarro, Beatrice Venanzi con la partecipazione di Francesco Izzo, David Lawton e allievi dell’Accademia Verdiana
CERIMONIA IN ONORE DI VERDI
La festa per i 212 anni del Maestro venerdì 10 ottobre 2025, si apre alle ore 11.30 presso il Monumento a lui dedicato, con la Cerimonia in onore di Verdi, il tradizionale omaggio che la città gli offre sulle note del “Va pensiero” interpretato dal Coro del Teatro Regio di Parma e dalla Corale Verdi, con la partecipazione di istituzioni e associazioni cittadine e dell’associazione Amici di Verdi di Norimberga. Un’occasione per incontrarsi e condividere due secoli di passione.
PROVE APERTE
Il pubblico può assistere alle ultime prove delle opere prima del loro debutto: momenti cruciali nei quali la complessità del lavoro in scena e dietro le quinte trova un’emozionante sintesi.
Appuntamento al Teatro Regio di Parma lunedì 22 settembre alle ore 15.30 per la prova di Otello e al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto giovedì 25 settembre alle ore 20.00 per la prova aperta di Macbeth.
PROVE UNDER30 E AFTERSHOW CON DJ-SET IN RIDOTTO
Agli Under30 sono invece riservate la prova di Otello sabato 20 settembre alle ore 15.00 e quella di Falstaffmercoledì 1 ottobre alle ore 20.00.Per quest’ultima con la possibilità di prendere parte, al termine dell’opera, all’aftershow nelle sale del Ridotto: un aperitivo con dj-set per vivere appieno con gli amici la serata a teatro.
C.S.M.
Fonte: da comunicato stampa 13 settembre 2025
XXV FESTIVAL VERDI
Parma e Busseto
20 settembre – 19 ottobre 2025
Biglietti online e presso la biglietteria
Ciascuno spettatore può creare il proprio carnet scegliendo almeno 3 spettacoli tra quelli in programma, con una riduzione del 20%sul prezzo intero di ciascun biglietto.
Riduzioni del 50% per under35 e del 5% per gruppi a partire da 20 persone.
Teatro Regio di Parma
Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma
Tel. +39 0521 203999
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Video: https ://www.youtube.com/watch?v=b5waRqv8mKM&ab_channel=TeatroRegiodiParma

