Fondazione Biscozzi | Rimbaud: 56 opere in bianco e nero e un film dell’artista visivo e fotografo.

Undicesimo appuntamento espositivo della Fondazione istituita nel 2018 da Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud con l’obiettivo di promuovere l’arte moderna e contemporanea, la mostra porta a Lecce il lavoro di Pino Musi (Salerno 1958), artista visivo e fotografo di fama internazionale, che da molti anni vive a Parigi.

la Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS di Lecce presenta la mostra Pino Musi. Polyphōnia”,dal 20 settembre 2025 al 6 gennaio 2026.

Pino Musi ha iniziato a fotografare giovanissimo, a 14 anni, formandosi da autodidatta nella tecnica del bianco e nero. Il suo percorso è stato influenzato in modo significativo da una frequentazione del teatro d’avanguardia e sperimentale, almeno fino alla fine degli anni Ottanta. Nel corso del tempo, la sua ricerca ha incontrato e messo in relazione differenti ambiti culturali, intrecciando in maniera personale antropologia e architettura, archeologia e industria.

La sua fotografia si fonda su rigore formale, ritmo e sottrazione. L’obiettivo non è quello di rappresentare la realtà visibile, ma di produrre, attraverso un sottile equilibrio, fra astrazione e dimensione analitica, spogliato da ogni forma di estetizzazione o nostalgia, spunti inattesi e contrappunti visivi che si accordino in una complessa armonia.

In Polyphōnia, lavorando esclusivamente in bianco e nero, Musi adotta la tecnica digitale con misurati interventi che rivelano l’essenza nascosta e ambigua dei soggetti fotografati.

Dal 2018 l’artista ha rivolto la sua ricerca alle nuove periferie delle grandi città europee — tra le altre, Parigi, Anversa, Berlino — luoghi segnati da espansioni anonime e contraddizioni architettoniche. Le sue immagini, prive di espliciti riferimenti geografici o temporali, non cercano il riconoscimento del referente, ma offrono un’esperienza visiva che ha molto a che fare con la notazione musicale. Nessuna indulgenza narrativa o documentaria viene messa in opera: il suo sguardo indaga pieni e vuoti, strutture e tensioni, componendo vere e proprie partiture visive.

La mostra si presenta con un corpus di 56 opere in esposizione e con un film di 25 minuti, appositamente prodotto per l’occasione, che restituiscono, in modo coerente e privo di compiacimento, una riflessione lucida e potente sui bordi delle metropoli in espansione e sul nostro modo di percepire lo spazio urbano contemporaneo.

Come sostiene la curatrice Stefania Zuliani: «Musi costruisce le sue visioni di architetture, di paesaggi, di pagine antiche e di volti, sempre con la stessa urgenza, quella di mostrare non ciò che gli occhi vedono ma ciò che lo sguardo distingue, quella forma, stabile ma non immota, che diventa immagine, una scrittura di luce che, inevitabilmente, ci riguarda, ci guarda e ci coinvolge».

Dato che la sua attuale ricerca sulla forma trova il miglior mezzo espressivo attraverso l’arte del bookmaking, in particolare nella creazione di volumi d’artista, la mostra è accompagnata dal libro d’artista, edito da Cimorelli Editore, con un’introduzione di Dominique Rimbaud, presidente della Fondazione, e un saggio di Stefania Zuliani, curatrice della mostra.

C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa settembre 2025
Immagine: Fondazione Biscozzi Rimbaud, Mostra Pino Musi Foto © Commedia


PINO MUSI. POLYPHŌNIA
20 settembre 2025 – 6 gennaio 2026

Fondazione Biscozzi | Rimbaud
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