Palazzo Massimo: l’artista visivo indaga il patrimonio fotografico del museo trasformando la memoria in nuova materia di conoscenza.
La ricerca condotta da Giorgio Di Noto sul patrimonio invisibile del Museo introduce una nuova riflessione sul rapporto tra archeologia, archivio e fotografia come pratiche di selezione, interpretazione e costruzione della memoria.
Il Museo Nazionale Romano presenta, nella sede di Palazzo Massimo, la mostra “Hidden Collections” di Giorgio Di Noto, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, un progetto realizzato con il sostegno di Strategia Fotografia 2024 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e aperto al pubblico dal 15 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026.

Di Noto concentra il proprio sguardo sugli spazi solitamente inaccessibili al pubblico – l’archivio fotografico, i depositi e i laboratori di restauro – affrontandoli come luoghi di stratificazione, dove il passato non si espone ma si conserva e si prepara alla visione futura. Il progetto trova il suo fulcro nell’Archivio fotografico, esplorato come un terreno archeologico da cui estrarre e ri-mediare immagini come reperti. Stampe, negativi e lastre rivelano un intreccio di contenuti visivi e segni del tempo, di cancellazioni, usure e manipolazioni.
Tra i materiali d’archivio, particolare attenzione è rivolta alle fotografie modificate con l’uso della maschera fotografica, strumento tecnico che isola il reperto dal contesto: un gesto apparentemente neutro che, nel lavoro di Di Noto, si trasforma in atto critico. La maschera evidenzia e insieme cancella, determinando ciò che è visibile e ciò che viene escluso, rendendo così percepibile il confine mobile tra rivelazione, documentazione e occultamento.
Affidare a un artista visivo la lettura del patrimonio nascosto del museo significa riconoscere che l’archeologia, come la fotografia, non è mai neutrale: è una pratica di scelta, di montaggio, di costruzione di senso. Proprio in questa ambiguità risiede la possibilità di ripensare la memoria del nostro passato, trasformando l’invisibile in nuova materia di conoscenza.
In mostra, una serie di opere fotografiche dialoga con i reperti archeologici, costruendo un percorso visivo che riflette sulla natura dell’archivio e sull’ambiguità della documentazione.
In questa occasione, l’artista ha realizzato una pubblicazione, edita da Quodlibet, che raccoglie una ricca e completa restituzione della ricerca sviluppata durante la residenza presso il Museo.
IL PROGETTO SPIEGATO DA CHI LO HA REALIZZATO
«Con Hidden Collections il Museo Nazionale Romano offre al pubblico l’occasione di scoprire una parte del proprio patrimonio normalmente non accessibile, restituendone una nuova lettura attraverso lo sguardo di un artista contemporaneo. Il progetto di Giorgio Di Noto ci invita a riflettere su come l’archeologia e la fotografia, pur appartenendo a tempi e linguaggi diversi, condividano la stessa tensione verso la conoscenza e la costruzione della memoria» commenta Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.
«Sono lieto di inaugurare Hidden Collections di Giorgio Di Noto, un progetto che interpreta in modo originale e raffinato il patrimonio invisibile del Museo Nazionale Romano. Un lavoro che incarna pienamente lo spirito di Strategia Fotografia 2024, sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea per promuovere nuove committenze da destinare alle collezioni pubbliche italiane. La fotografia diventa qui strumento critico e rivelatore, capace di attivare nuove letture del visibile e dell’invisibile, intrecciando memoria, archivi e linguaggi contemporanei» aggiunge Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea:
La curatela di Alessandro Dandini de Sylva valorizza gli ambiti progettuali e culturali di Hidden Collections e ne delinea le specificità tecnico-artistiche: «Giorgio Di Noto ha progressivamente indagato la fotografia come mezzo instabile, ambiguo, sempre in bilico tra documento e invenzione. Questa traiettoria trova una nuova declinazione nella ricerca condotta nei depositi, nel laboratorio di restauro e nell’archivio fotografico del Museo Nazionale Romano. In questo attraversamento, la fotografia diventa allo stesso tempo strumento stratigrafico e poetico, capace di interrogare non solo i reperti, ma anche le immagini fotografiche che li documentano, e con esse le condizioni tecniche e culturali della loro visibilità e rappresentazione».
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 14 ottobre 2025
GIORGIO DI NOTO. HIDDEN COLLECTIONS
15 ottobre 2025 – 11 gennaio 2026
(mostra inclusa nel biglietto del museo, salvo le gratuità di legge)
Museo Nazionale Romano – sede di Palazzo Massimo
Largo di Villa Peretti, 2 – 00185 Roma
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