Di Barbara Baroni. MantovaMusica: i Fab Four evocati dalla voce recitante di Gianmarco Tognazzi con il Trio Mercadante.

Sogno stupendo con la malinconia di un paesaggio autunnale: si è tenuto un evento musicale e teatrale coinvolgente e misterioso ispirato ad artisti indimenticabili, nostalgici e capaci di raggiungere le pieghe riposte dell’anima, in “Paul McCartney e i Beatles, due leggende”, storia triste e cantabile come una ballata romantica.

Il racconto era affidato alla voce narrante e intensa di Gianmarco Tognazzi, famoso attore figlio d’arte (il grande Ugo Tognazzi), con interessanti testi di Rosa Sanrocco: un racconto biografico con svariati aneddoti e con brani musicali d’interludio. Si univano i valenti strumentisti Rocco Debernardis clarinetto meraviglioso, Leo Binetti pianoforte, dal suono limpido ed evocativo e Francesco Tizianel, chitarrista inventivo e innovativo, musicisti noti a livello internazionale anche come “Trio Saverio Mercadante”. La serata si è svolta il 12 ottobre 2025, con viva partecipazione, per MantovaMusica-Concerti della Domenica nel Teatro Scientifico Bibiena di Mantova, restaurato in tutta la sua bellezza in stile rococò, con i dipinti tornati nitidi dello stesso Antonio Galli Bibiena (1769) e il foyer splendido ad accogliere gli spettatori.

La musica e la parola, nelle varie composizioni e nella narrazione, coinvolgevano il pubblico in un viaggio fantastico nella storia dei Beatles, uno dei gruppi musicali di maggior eco mondiale, scioltosi nel 1970 ma che ancor oggi annovera un enorme numero di fans. Paul McCartney era fondamentale nella parabola e negli sviluppi dei Beatles. Si è raccontato, nel corso della serata mantovana, che l’artista ha espresso la sua personale vena melodica ed ha scritto brani iconici come Yesterday (1965, con quartetto d’archi),eseguito in modo scorrevole e struggente, nato dalla nostalgia di un amore passato, secondo alcuni dal ricordo della madre morta quando lui aveva 14 anni, esprimendo sentimenti reconditi; Michelle (1965) romantica con i suoi riferimenti francesi; Eleanor Rigby (1966), un inno alla solitudine, e poi ad esempio Yellow Submarine (1966)canzone fantasiosa e dal dolce ritornello di favola surrealista (scritta per la voce di Ringo Starr).

Il racconto nella serata proposta da MantovaMusica ha evocato anche gli esordi dei Fab Four: nel 1957 John Lennon (1940-1980) incontrò Paul McCartney (1942) durante un concerto dei Quarrymen e tra i due si creò un bel sodalizio. Poi George Harrison (1943-2001) si aggiunse come chitarrista e, infine, Ringo Starr (1940) come batterista nel 1962. Nacquero così i “Beatles”, che avrebbero rivoluzionato il panorama culturale internazionale, anche con il loro vissuto anticonformista e burrascoso. La loro musica era, ed è, inconfondibile per la cifra raffinata e innovativa, che ha emozionato nel profondo gli ascoltatori di molte generazioni e ha lasciato ricordi indelebili. La loro arte comprendeva l’ironia e i sentimenti profondi espressi con delicatezza, in un sentito percorso emozionale.

Si è ricordata Penny Lane (1967), luogo di Liverpool legato alla giovinezza di Lennon-McCartney; She’s leaving home nostalgica, su una ragazza scappata di casa (1967); lo sfacelo di una famiglia cantato in Lady Madonna (1968); Hey Jude (1968) una canzone affettuosa scritta da Paul per Julian, il primo figlio avuto da John; Get back (1969), nata da una jam sessione improvvisata. Spiccava, nel concerto mantovano, l’interpretazione di Let it be (1970) riflessione e tema indimenticabile, che scava nell’esistenza con introspezione, ultimo pezzo dei Beatles insieme, prima dello scioglimento del gruppo, eseguito in modo assai espressivo.

I Beatles tenevano alla evoluzione della band e allo stile raffinato, alla ricerca del sound appropriato, a tutto tondo con melodia armonia e ritmi. Dei due frontmen leggendari del gruppo, è la figura di Paul McCartney a essere stata messa a fuoco nella intrecciata narrazione: cantautore, compositore, polistrumentista, produttore, discografico e attivista britannico, il cantante e bassista dei Beatles, unitamente a John Lennon formò uno straordinario duo autorale di brani indimenticabili. Il loro stile univa rock’n’roll, pop e influssi rhythm’n’blues con finezza, e variava con armonie colte la musica popolare.

L’immagine del gruppo uscì dall’area britannica raggiungendo rinomanza planetaria, unitamente ad aspetti culturali psichedelici ed al “flower power”. In forma eclettica i Beatles restano ancor oggi un mito per gli ascoltatori, che si avvicinano così anche ad una filosofia di vita, studiata, tra gli altri, dal pensatore e jazzista Massimo Donà, e ad una linea estetica. Emerge la contaminazione artistica con il barocco, l’arte e la filosofia indiana (importante il viaggio in India) e l’avanguardia, il misticismo d’oriente. (Per Jacques Brel sono vicini «alla armonia di Fauré e al charleston»). Tra il 1963 e il 1966, i Beatles raggiunsero il maggior momento di fama, essendo fin dall’inizio musicisti sperimentali. Già nel 1965, con l’album Rubber soul, i Beatles si rivolsero a temi nuovi e riflessivi, e Lennon, acquisì un carattere particolarmente poetico con Nowhere man e In my life.

L’attore romano Gianmarco Tognazzi è stato il capitano sulla nave dello spettacolo e recitando la biografia di Paul McCartney, ha posto in rilievo il personaggio, collegandolo agli altri componenti della band. Poi il racconto si è soffermato anche su John Lennon: il testo diceva «io voglio bene a John», fondatore e membro dei Beatles, che influenzò in particolare la storia della musica e la società, fino alla drammatica morte avvenuta nel 1980, lasciando un vuoto incolmabile. Notiamo, nel corso del concerto, che John Lennon nelle canzoni meditava profondamente, ad esempio con Help! e in Help me to help myself, opera ultimativa. Il poetico artista traeva ispirazione anche dal dolore interiore. Nel corso della serata, sono emerse una creatività raffinata ricca di significati e un intreccio tra le “due leggende”, che hanno posto una domanda esistenziale fondativa e hanno unito fantasia, invenzione, libertà e pensiero nel loro percorso artistico. Ricordiamo il sempre attuale “Imagine” scritto Lennon da solista dopo lo scioglimento dei Beatles e co-prodotto con Yōko Ono, e considerato uno dei brani più belli dell’intera storia della musica rock, eseguito come bis, con risultato originale nella versione per ensemble, che è un inno alla fratellanza: “immagina tutte le persone/vivere per l’oggi”, definito una sorta di “preghiera laica”.

Dai brani ascoltati in questa sede, abbiamo notato che i Beatles leggevano gli esistenzialisti e gli autori della beat generation, seguivano l’arte pittorica (metafisica, surrealismo e Magritte, i Preraffaelliti detti “i Beatles della storia dell’arte” e le copertine di certi loro album ricordano la pop art di Andy Warhol). Le parole dei Beatles sono come aforismi con profondità e saggezza e l’ensemble che si è esibito a Mantova ha formato un evergreen dai colori angelici che ha preso il cuore degli spettatori. 

Vi era pure un video con immagini dei Beatles e in alcuni momenti la voce era sostenuta dal suono, le melodie strumentali erano proposte in un arrangiamento ottimo, in cui il suono argenteo del clarinetto emergeva in tutto il suo fascino, invitando alla sperimentazione, originalità, all’uguaglianza e alla pace. È stato detto che «i Beatles non si sono mai divisi» e si è ipotizzato «come sarebbero andate le cose se non si fossero divisi o se non si fossero mai incontrati». Dagli esordi del “Gruppo di Amburgo”, poi gli “Scarafaggi” di Liverpool hanno raggiunto il successo mondiale, e vissuto insieme tante avventure mantenendo «un gusto particolare per l’improvvisazione», con capolavori immortali. Vi era una navigazione poetico musicale nello spettacolo, meritevole del sold out che ha registrato, e che ha trasmesso alti ideali, meravigliato e fatto riflettere grazie ad una storia da romanzo e ad un senso musicale e spirituale che si ergeva verso un clou finale.

                                                                         Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica – Concerti della Domenica, Teatro Bibiena 12 ottobre 2025
Foto Guido Mario Pavesi

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