Scuderie del Quirinale: 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor.

Inaugurata dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle Scuderie del Quirinale ha aperto Tesori dei Faraoni, un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. 

[Decorazione al valor militare. Museo di Luxor. Fine XVII o inizio XXVIII dinastia, Nuovo Regno, regno di Ahmose I. Oro. Tomba della regina Ahhotep II, Dra Abu el Naga, riva occidentale, Luxor. Foto allestimento Monkeys Video Lab]

Con 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese, la mostra “Tesori dei Faraoni”, visitabile dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026 racconta il fascino e il potere dell’antico Egitto nel cuore di Roma: un’occasione imperdibile per esplorare l’eredità straordinaria di una civiltà che continua ad esercitare un fascino potente sul mondo contemporaneo.

La mostra, curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni culturali tra Italia ed Egitto e dialoga con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa.

Presentazione mostra a Il Cairo, con diverso corredo fotografico: vedi qui




[Tesori dei Faraoni ph. Monkeys Video Lab]

LA MOSTRA

L’esposizione è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d’oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes I introducono al mondo delle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.

Dalla magnificenza regale si entra nell’universo del rito e del passaggio, dove la morte è intesa come trasformazione. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata alle pratiche funerarie e alla fede di rinascita. Attorno, le statuette shabti, i vasi canopi e un papiro del Libro dei Morti raccontano la precisione quasi scientifica con cui gli Egizi preparavano il viaggio nell’aldilà: un insieme di formule, immagini e strumenti per attraversare il mondo invisibile e rinascere alla luce di Ra.

[Tesori dei Faraoni ph. Monkeys Video Lab]

Il percorso si apre poi al volto umano della regalità. Le tombe dei nobili e dei funzionari, come quella di Sennefer, svelano la quotidianità del potere, la devozione e il senso del dovere di chi serviva il faraone come garante dell’ordine cosmico. In dialogo con queste figure, la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, restituisce un’intimità sorprendente: un oggetto domestico, usato in vita e poi deposto come dono nella tomba dei nonni, testimonianza rara di affetto e continuità familiare.

Una delle sezioni più attese è dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruivano la grandezza dei faraoni. Lì, tra le officine e le case, la civiltà egizia appare nel suo volto più umano e produttivo, capace di unire ingegno tecnico e senso religioso in ogni gesto.

La mostra culmina nel mistero della regalità divina. Le statue e i rilievi che chiudono il percorso sono tra le espressioni più alte dell’arte faraonica: l’Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino, fino alla splendida maschera d’oro di Amenemope, dove il volto del re, levigato e perfetto, diventa icona di un corpo che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca – eccezionalmente concessa dal Museo Egizio di Torino – riannoda il filo simbolico che da Alessandria conduce a Roma, testimoniando l’antico legame spirituale e culturale tra i due mondi.

Come ricorda Zahi Hawass, «il più grande monumento mai costruito dall’Egitto non fu una piramide o un tempio, ma l’idea stessa di eternità». È questa idea, più forte della pietra e dell’oro, a risuonare in ogni sala della mostra.




[Tesori dei Faraoni ph. Monkeys Video Lab]

CATALOGO E AUDIOGUIDA, LABORATORI, VISITE GUIDATE, INIZIATIVE COLLATERALI

Tesori dei Faraoni è accompagnata da un ampio programma di mediazione e divulgazione. Il catalogo, edito da Allemandi in edizione italiana e inglese, è curato da Zahi Hawass, che firma per la casa editrice anche la guida breve e la guida per ragazzi, con le fotografie d’autore di Massimo Listri.

Un’audioguida è inclusa nel biglietto, disponibile in quattro lingue, con la voce di Roberto Giacobbo per la versione italiana e quella di Zahi Hawass per la versione inglese; è prevista anche una versione dedicata ai bambini.

È attivo un ricco percorso didattico pensato per tutti i pubblici. Sono previsti laboratori didattici e visite guidate, progettati in collaborazione con il Museo Egizio di Torino, che prenderanno le mosse dai temi centrali della mostra per offrire esperienze concrete e coinvolgenti.

Infine, si affianca un programma di attività collaterali, in collaborazione con il dipartimento SARAS della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma con incontri, seminari e approfondimenti condotti da studiosi, archeologi ed esperti.

Sul sito www.scuderiequirinale.it è possibile acquistare in prevendita il biglietto alla mostra (consigliato a fronte di una forte richiesta) e scaricare gratuitamente tutte le audioguide. Sempre sul sito è inoltre disponibile il programma completo di laboratori didattici e visite guidate nonché l’elenco degli eventi collaterali.




[Tesori dei Faraoni ph. Monkeys Video Lab]

LE PAROLE DEL CURATORE E DELLE AUTORITÀ

Il curatore Tarèk El Awady: «Questa mostra racconta non solo i faraoni, ma anche le persone che li circondavano. Ogni reperto è una voce che ci parla di vita, fede e immortalità. È un dialogo tra passato e presente, tra Egitto e Italia, che continua da tremila anni.»

Alessandro Giuli, Ministro della Cultura: «Questa esposizione è frutto di un rapporto, quella tra Italia ed Egitto, che affonda le radici nell’antichità, che vive un presente di dinamica e fruttuosa cooperazione, e che sa proiettarsi nell’avvenire. […]  “Tesori dei Faraoni” […] non rappresenta soltanto una esposizione di stupendi manufatti, simbolo di una civiltà millenaria che ha saputo dare forma al mistero della vita attraverso la cultura, e ha influenzato le tradizioni più prestigiose, orientali e occidentali. […] Questa mostra è la dimostrazione che la cooperazione in ambito culturale può generare frutti straordinari che arricchiscono identità radicate nel solco delle rispettive origini, e può, realmente, avvicinare popoli affratellati da una medesima comunità di destino: un destino luminoso, prospero e pacifico nella misura in cui sapremo e vorremo scriverlo insieme».

S.E. Sherif Fathy, Ministro del Turismo e delle Antichità, evidenziando i profondi legami storici e culturali che uniscono l’Egitto e l’Italia, ha definito la mostra come «una vera e propria incarnazione del rapporto radicato e duraturo tra le nostre due nazioni, un legame che si estende per millenni e che continua ad evolversi in un contesto di reciproco rispetto e apprezzamento […]». Il Ministro ha ribadito l’impegno dell’Egitto a rafforzare questa collaborazione e ad ampliare le opportunità di cooperazione in ambiti che rispondano agli interessi comuni di entrambi i Paesi, in particolare nei settori del turismo e delle antichità.

Il Dr. Mohamed Ismail Khaled, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha evidenziato come le mostre archeologiche temporanee all’estero rappresentino uno degli strumenti più efficaci per promuovere la comprensione culturale e la valorizzazione del patrimonio umano condiviso.Ha inoltre ricordato che si tratta della seconda più ampia esposizione di antichità egizie mai allestita in Italia dal 2002.«Tesori dei Faraoni non è solo una celebrazione del glorioso passato dell’Egitto, ma anche una testimonianza della continua collaborazione tra Egitto e Italia nei campi della cultura e del patrimonio. Con questa mostra, invitiamo il mondo a riscoprire lo spirito senza tempo dell’antico Egitto e i valori che ancora oggi continua a ispirare».

C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 23 ottobre 2025
Immagine di copertina: allestimento Tesori dei Faraoni ph. Monkeys Video Lab
Particolare del Sarcofago antropoide esterno di Tuya, XVIII dinastia, Nuovo Regno, regno di
Amenhotep III. Legno rivestito di stucco dorato Luxor, Valle dei Re, Tomba di Yuya and Tuya
Il Cairo, Museo Egizio

TESORI DEI FARAONI
24 ottobre 2025 – 3 maggio 2026

Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16 Roma
Call center: 02 9289 7722
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