Di Barbara Baroni. Mantova, Basilica di S. Barbara: il grandioso mottetto per 40 voci e 8 cori, qui eseguito per la prima volta in tempi moderni.

Si è rivelata una gemma musicale meravigliosa e suggestiva, in una serata colta e ricercata, raramente proposta, con splendidi cori che hanno attraversato, indenni nel loro fascino, più di quattro secoli di storia. Tutto ciò era nell’ambientazione grandiosa della Basilica di Santa Barbara a Mantova domenica 19 ottobre 2025, con ensemble di respiro internazionale in una bellissima performance e col suono magico dell’organo Graziadio Antegnati (1565). 

Il gruppo vocale Lusit Orpheus, che festeggia il trentesimo anno di vita artistica, ha presentato un momento culturale avente il clou nella prima esecuzione mantovana attuale del magnifico e maestoso Mottetto di Thomas Tallis (1505-1585) Spem in alium nunquam habui, praeter in te Deus Israel (Bibbia, Libro di Giuditta). Il brano manifesta un ensemble a 40 voci reali divise in 8 cori e sembra che Tallis si sia ispirato alle opere con tantissime parti vocali di Alessandro Striggio (padre dell’Alessandro Striggio autore del libretto di Orfeo di Monteverdi) quando poté ascoltarlo durante un viaggio dell’autore mantovano a Londra nel 1567 (come si evince dal programma di sala) e si pensa facesse riferimento al Mottetto Ecce beatam lucem dello stesso Striggio.

Anche se scritto in stile imitativo e a volte omofonico e all’unisono, le linee erano libere nel contesto, con la presenza di intensi pensieri musicali, ben espressi dai gruppi, e vi era una attenzione ai contrasti ove il ‘tutti’ sottolineava le parole più pregnanti, tese al trascendente. Le voci sono intervenute a turno e insieme nella concezione sempre originale. Si dipanava un panorama con colori raffinati della polifonia inglese ed il testo indicava Dio come unica speranza. Emergevano nel testo le parole sulla remissione dei peccati della umanità sofferente, con alto senso spirituale e metafisico.

Un quadro summa del sapere musicale, che invita a sperare nel miracolo della salvezza. I suoni formavano un mare che trascolorava sognante fuori dal tempo, nell’inquieta polifonia ed evocava il senso del sacro. Si denotavano lontananza, immensità e geometria con intensità e il suono costante dolce, nello spazio avvolgente della cantoria, con in evidenza le voci femminili.

Il pezzo, con parti in due sezioni contrarie (I-VIII coro e viceversa), si soffermava su “respice humilitatem nostra” (considera la nostra umiltà) supplica finale, e l’insieme «richiama la speranza in un vortice musicale» (come scrive L. Mari). Brano straordinario paradisiaco: effetti «spaziali tridimensionali e dinamici», affetti e arcaismi. L’evento anche di ricerca era ispirato ad alti ideali di amicizia e arte. 

Coinvolti ottimi ensemble: “Vigala Singers” (London), Classi di canto rinascimentale e barocco dei Conservatori di Mantova e Verona, Ensemble Weingarten-Ravensburg diretto da U.Niedermeier, Coro “Orlando di Lasso” diretto da M.Guastalla, Gruppo vocale Lusit Orpheus diretto da Licia Mari, che ha commentato con parole toccanti speranzose. All’organo il valente Umberto Forni e il preparato violoncello di Elena Ortu. Dirigeva il brano di Tallis il bravissimo Joy Hill.

Gli insiemi hanno interpretato, in modo attento a sfumature, opere di Palestrina, Monteverdi Adoramus te Christe con risultato moderno, omofonico (cori da Mantova e Verona). In apertura J.P.Sweelinck, stupenda Toccata organistica e W.Byrd allievo di Tallis (organo) e poi Vigala Singers. Si sono distinte meravigliose Antifone mariane di G.G.Gastoldi (1555 ca. – 1609) Alma Redemptoris e Ave regina coelorum, di ambiente mantovano con in luce il bel Coro Lusit Orpheus. Si aggiungevano opere interessanti di H.L.Hassler, Lasso, e S.Rossi, in ebraico. Antichi brani con influsso fiammingo, che lasciano profondi ricordi e infine l’exemplum di parola e musica Spem in alium, cattedrale sonora, flusso sublime ha influenzato autori quali Ligeti, Penderecki, Pärt e Il canto sospeso di Nono. Di Tallis If ye love me sui Comandamenti, bis coinvolgente con Licia Mari; applausi del numerosissimo pubblico.

                                                                      Recensione di Barbara Baroni
Basilica di Santa Barbara 19 ottobre 2025
Foto B.B.

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