Isola di S. Giorgio Maggiore – Sala Carnelutti e Piccolo Teatro: 2° capitolo del progetto espositivo. Un’opera in più atti – realizzata con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia – dove l’Europa è un teatro e la scenografia è un percorso di opere, materiali, documenti storici della Fondazione Giorgio Cini.

Per i 300 anni dalla nascita del celebre viaggiatore, intellettuale e diplomatico veneziano, la Fondazione Giorgio Cini ha ideato un progetto espositivo articolato in due parti: la prima, inaugurata il 26 settembre 2025, si tiene a Palazzo Cini (vedi qui) ed è dedicata al mondo culturale e artistico della Venezia del primo Settecento, il periodo in cui Casanova viveva per lo più nella città lagunare.

La seconda parte “Casanova e l’Europa. Opera in più atti” è allestita nella Sala Carnelutti e nel Piccolo Teatro dell’Isola di San Giorgio Maggiore, a ingresso libero; è stata realizzata con la collaborazione della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e con la partecipazione di tutti gli Istituti e i Centri Studi della Fondazione Giorgio Cini, ed è aperta dal 17 ottobre 2025 al 2 marzo 2026.

Non è una mostra, ma una sorprendente macchina scenica, che si dipana lungo le sale. Un racconto che ha l’Europa come prospettiva e Venezia come punto di vista, entrambe vissute da Casanova nella ricerca di valori comuni a culture diverse. Il progetto di allestimento, ideato da Massimo Checchetto – direttore degli allestimenti scenici del Teatro La Fenice – ha dato corpo a un viaggio narrativo costruito per frammenti, intervalli, movimenti, apparizioni, dove il filo conduttore sono gli interessi di Casanova, le sue relazioni, i temi che ha affrontato come scrittore anche nelle sue Memorie, i luoghi che ha visitato e le grandi città europee.

Lungo questo viaggio, si incontrano materiali storici provenienti dalle collezioni della Fondazione, tra cui preziosi libri sull’esoterismo, rari teatrini di marionette, gli spartiti di Nino Rota per il Casanova di Fellini, le incisioni delle Carceri d’invenzione di Piranesi, scelti fra centinaia di opere e documenti, grazie a una articolata indagine iconografica condotta da tutti gli Istituti e i Centri Studi della Fondazione. Le ricerche degli Istituti sono state il fulcro del lavoro del Centro Digitale ARCHiVe, che ha coniugato arte, nuove tecnologie e linguaggi digitali, condensati in un corpus di tre video-installazioni realizzate dalla regista Sara Francesca Tirelli. Sono lavori filmici che si ispirano alla tradizione delle lanterne magiche elaborata con applicazioni di intelligenza artificiale.

LO SPIRITO EUROPEO DI CASANOVA

Gianfelice Rocca, Presidente della Fondazione Giorgio Cini: «Uno degli elementi che più colpisce della vicenda di Casanova è lo spirito europeo che lui sa interpretare in un’epoca inquieta e foriera di grandi trasformazioni. È qualcosa di profondo che lui avverte mentre viaggia, riuscendo a intravedere i codici culturali comuni tra nazioni che pure sono belligeranti, gelose e competitive. Oggi si è tornati a evocare quello spirito europeo come un bene condiviso. L’Europa – che pure ha trovato negli ultimi settant’anni una sua forma corale di convivenza – si sente fragile, vulnerabile, preda di minacce aggressive e spinte nazionaliste. Le difficili vicende dei nostri tempi impongono una riflessione diplomatica e culturale comune. Oggi, più che mai, una Fondazione come la nostra è chiamata a rilanciare la sua vocazione di incubatore di diplomazia culturale».

Daniele Franco, direttore scientifico: «La mostra Casanova e l’Europa valorizza lo straordinario patrimonio custodito e studiato dagli Istituti della Fondazione Giorgio Cini. La sfida con cui la Fondazione ha voluto misurarsi è stata quella di mettere in luce i variegati interessi di Casanova e le sfaccettature del suo tempo, senza cercare di ricondurre gli uni e le altre a un’immagine coerente e uniforme, ma lasciando emergere differenze e contraddizioni. Emerge un uomo inquieto che si muove in un panorama culturale vivacissimo, che racconta un mondo che sta cambiando e che sfocerà nel periodo napoleonico e nella rivoluzione industriale e liberale ottocentesca. La Serenissima, che sembrava eterna, ne verrà travolta»

UN’OPERA IN PIÙ ATTI

All’ingresso viene consegnata ai visitatori una lanterna: è il primo indizio che questo secondo capitolo espositivo dedicato a Casanova non è una mostra, ma un’esplorazione, in cui i sensi restano all’erta fino a sciogliersi in una scoperta di dettagli, meccanismi, mappe, documenti e visioni. Il viaggio inizia tra le calli di una Venezia notturna e termina in un teatro di teatri: è l’Europa di Casanova, che lui percorre in centinaia di viaggi, da Costantinopoli a Parigi, da Varsavia a Vienna, da Londra a Napoli. Osservando i suoi spostamenti, visualizzati su una mappa, si comprende come l’Europa di Casanova sia una matassa di relazioni, un flusso che si aggroviglia di città in città.

In questa Opera in più atti si diventa Casanova, si attraversano sale specchiate o virate in velluti rossi, una wunderkammer di oggetti, quadrerie e misteri, la vertigine dal tetto dei Piombi e i teatrini di marionette che portavano il teatro nei salotti.

Di sala in sala sono dieci le porte che i visitatori si trovano di fronte, perché – come nella vita di Casanova – l’Europa è stata porta girevole di soste, scoperte e ripartenze. Le porte scandiscono gli atti dell’Opera messa in scena. L’immagine della porta ritorna spesso anche nelle Memorie dello stesso Casanova, che definisce lo spazio europeo «un appartamento con molte porte» e il mondo massonico, che lui frequentava, «porta d’accesso all’invisibile potenza».

Renata Codello e Massimo Checchetto, che hanno coordinato l’intero progetto, spiegano il valore di questa produzione originale nata dalla collaborazione tra la Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Teatro La Fenice «per saggiare nuove o diverse possibilità del “mettere in mostra”. Questo è stato fin da subito il nostro obiettivo: provare nuove coordinate espositive, capaci di contaminare i linguaggi, creare un ingranaggio di stimoli diversi, esplorare un ambiente fisico, abitato anche dal verosimile e dall’invisibile».

Sottolineano inoltre come «i temi e le loro inedite declinazioni e risonanze si moltiplicano e si riflettono come in un gioco di specchi, che hanno il potere di trasformare, dilatare, ripetere all’infinito. Non a caso, lo specchio perfettamente liscio e piano, che restituisce immagini nitide e luminose ma evanescenti e inafferrabili è brevettato a Venezia nel 1540 da Vincenzo Redor, diventando in seguito il simbolo, ambìto e ricercato, della maestria veneziana e di una città che sembra diventare riflesso e sdoppiamento. Così appare anche la personalità di Casanova, plurima, speculare, contrastante, deformata, lucida, opaca, virtuale e reale, comunque sempre vitale e in movimento».

La macchina scenografica, le raccolte storico-artistiche della Fondazione e le video installazioni di assoluta originalità di Sara Francesca Tirelli, traducono Casanova e l’Europa in un’Opera in più atti.

C.S.m.
Fonte: comunicato e immagini Ufficio Stampa Cini, 16 ottobre 2025

CASANOVA E L’EUROPA. OPERA IN PIÙ ATTI
17 ottobre 2025 – 2 marzo 2026
Ingresso libero

Fondazione Giorgio Cini onlus
Isola di San Giorgio maggiore Venezia
www.cini.it

#Casanova #FondazioneGiorgioCini #IsolaSanGiorgioMaggiore #Venezia